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La piccola Mont Saint-Michel italiana, che da quasi 1000 anni veglia sul Piemonte  

Un profilo che incanta da secoli, una storia di fede e potere che sembra riconfermarsi anno dopo anno. Sei già stato alla Sacra di San Michele?

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Ha ispirato il romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco, è candidata al riconoscimento UNESCO all’interno del progetto Sacri Monti e luoghi micaelici d’Europa. Con i suoi oltre 1000 anni di storia, è uno dei complessi monastici più antichi e importanti d’Italia. La posizione panoramica, a quasi 1000 metri di quota, la rende una delle abbazie più spettacolari d’Europa, in grado di competere con Mont Saint-Michel per imponenza e fascino. Arrivando lungo la statale che attraversa la Val di Susa, appare quasi all’improvviso come una sentinella che instancabile veglia sulla valle. È impossibile non restarne colpiti: il profilo dell’abbazia si staglia netto contro il cielo, creando la stessa suggestione chesi prova davanti al celebre Mont Saint-Michel in Normandia. La Sacra di San Michele, abbarbicata sul Monte Pirchiriano, pare appartenere a tutta un’altra dimensione, sospeso com’è tra cielo e terra e con le Alpi a farle da sfondo d’eccezione. Conosciuta anche come la piccola Mont Saint-Michel italiana – e poco più avanti ti spiegheremo perché – questa abbazia da secoli richiama viaggiatori e pellegrini da ogni parte d’Europa, e non solo per la sua imponenza architettonica e per l’importanza religiosa che riveste.

Storia e bellezza della Sacra di San Michele

La piccola Mont Saint-Michel italiana, che da quasi 1000 anni veglia sul Piemonte

La fondazione della Sacra di San Michele risale al X secolo. La leggenda narra che fu voluta dal nobile Ugo di Montboissier come penitenza, e che San Michele stesso avrebbe indicato il luogo. Storicamente, la costruzione ebbe inizio intorno al 983 d.C., divenendo in breve tempo un punto nevralgico per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena diretti a Roma. Nel corso dei secoli l’abbazia acquisì potere e ricchezza, tanto da estendere il proprio controllo su decine di chiese e monasteri sparsi nel Piemonte e in Savoia. Per quasi 500 anni i monaci benedettini ne furono i custodi, lasciando un’eredità spirituale e architettonica che è arrivata immortale e magnifica fino a noi.

La sacra di San Michele, o Abbazia di San Michele della Chiusa, è un luogo che va oltre le leggende e merita sicuramente una visita. Il nucleo principale dell’abbazia, a cui nel tempo si sono aggiunti la Chiesa Nuova e il Monastero Nuovo, è dominato dalla Torre della Bell’Alda, alta 20 metri. Tra i punti di interesse, da non perdere visitando l'Abbazia, si trova la statua di San Michele Arcangelo, realizzata dallo scultore altoatesino Paul de Doss-Moroder e posta all’ingresso dell’abbazia. Inoltre, il fantastico Scalone dei Morti un sentiero di 243 scalini scavati nella roccia, che conduce al Portale dello Zodiaco, che simboleggia l’accesso al mondo celeste. Il nomedella scalinata in pietra deriva dal fatto che, fino al 1936, nella nicchia del lato destro erano esposti gli scheletri mummificati di alcuni monaci, successivamente spostati nell’ossario sottostante. Più di un particolare che aggiunge un ulteriore tocco di mistero e fascino all’Abbazia. Invece, la Chiesa o Santuario, cuore della Sacra, custodisce opere d’arte cinquecentesche e seicentesche. La bellezza dell’Abbazia di San Michele della Chiusa non si limita ai suoi interni. Dalla terrazza panoramica, lo sguardo può perdersi nell’ammirazione di Torino e della pianura padana, così come della splendida Val di Susa e delle sue montagne. Un panorama mozzafiato che incanta e stupisce, rendendo l’esperienza di visita ancora più indimenticabile.

Come arrivare

L’Abbazia di San Michele della Chiusa, custodita dai Padri Rosminiani da oltre 185 anni, offre diversi percorsi di visita, come quello individuale o con guida, tutti estremamente suggestivi. In ogni caso, il biglietto d’ingresso permette di visitare l’abbazia tutti i giorni negli orari di apertura. L’Abbazia di San Michele della Chiusa è facilmente accessibile sia in auto che a piedi. In auto, è possibile arrivare a pochi passi dall’abbazia, mentre per un’esperienza più intensa e particolare, si possono seguire diversi percorsi a piedi. Ad esempio, ci sono itinerari che partono da Chiusa San Michele o dal paesino di Sant’Ambrogio. La Sacra di San Michele è del resto ancora oggi una delle principali tappe lungoitinerari che collegano i principali luoghi di San Michele in Europa. Visitatori e camminatori arrivano qui a piedi attraverso sentieri che risalgono il Monte Pirchiriano. Il più famoso è il Sentiero dei Principi, che parte appunto da Sant’Ambrogio di Torino e in circa due ore conduce fino alla Sacra.

Il paragone con Mont Saint-Michel

La piccola Mont Saint-Michel italiana, che da quasi 1000 anni veglia sul Piemonte

Le due abbazie – la Sacra di San Michele e Mont Saint Michel nella Normandia francese – condividono più di un’affinità: entrambe dedicate a San Michele Arcangelo, sorgono su speroni naturali inaccessibili in posizioni strategiche e spettacolari, ed entrambe hanno fatto parte di un’antica via di pellegrinaggio che univa il Santuario del Monte Sant’Angelo in Puglia con la normanna Mont Saint-Michel, disegnando la cosiddetta “linea sacra micaelica” che attraversa l’Europa. Come Mont Saint-Michel in Normandia, anche la Sacra di San Michele è avvolta da leggende. Si narra che gli angeli abbiano trasportato di notte le pietre necessarie alla costruzione, e che San Michele stesso vegli su questo luogo. L’abbazia è infatti dedicata al principe delle milizie celesti, protettore contro il male, e la sua posizione dominante sembra evocare proprio l’idea di un presidio divino che guarda la valle dall’alto.

Il paragone con Mont Saint-Michel non è casuale, né soltanto turistico, pur differenziandosi per alcuni elementi che ne mettono in risalto le specifiche unicità. Se la Normandia custodisce un’abbazia circondata dal mare, il Piemonte custodisce un santuario che emerge come un faro tra le montagne. Chiamare la Sacra di San Michele la piccola Mont Saint-Michel italiana è un modo per sottolinearne la grandezza in una cornice diversa, dettata non dal ritmo delle maree ma da quello delle Alpi, non dall’oceano ma da quel complesso di pianure e vette si rincorrono fino all’orizzonte e che quasi non si immagina di trovare a così poca distanza da Torino. Due luoghi lontani ma fratelli, uniti da un culto e da un fascino che supera i confini geografici. Come Mont Saint-Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Italia è un faro di bellezza e di mistero. Un luogo che invita a guardare in alto, verso il cielo, ma anche dentro di sé.

 
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