La roccaforte dei Caetani ancora oggi sorveglia il borgo del Lazio dichiarato Gioiello d'Italia dal Ministero del Turismo
Oggi, insieme alla redazione di PaesiOnLine, andremo alla scoperta della storia e della bellezza dell’entroterra laziale, in un piccolo comune che ha saputo conservare intatta l’atmosfera senza tempo dell’Italia medievale
Immerso tra le alture dei Monti Lepini, si erge uno dei borghi più antichi e pittoreschi di tutto il Lazio, tanto da essere riconosciuto dall’Unione Europea come Destinazione d’eccellenza e Gioello d’Italia dal Ministero del Turismo. Oggi, insieme alla redazione di PaesiOnLine, andremo alla scoperta della storia e della bellezza dell’entroterra laziale, in un piccolo comune che ha saputo conservare intatta l’atmosfera senza tempo dell’Italia medievale. Ci troviamo a Sermoneta, un gioiello architettonico che regala scorci incantevoli sulla Pianura Pontina, perfetto per una gita fuori porta e per un viaggio indietro nel tempo tra storia e tradizione.
Cosa vedere nel borgo medievale di Sermoneta

Sermoneta si sviluppa attraverso un labirinto di vicoli e scalinate lastricate che si snodano attraverso il suggestivo centro storico, all'interno del quale si staglia imponente la Cattedrale di Santa Maria, nel cuore dell’omonima piazza. Quest’antico edificio dallo stile romanico, edificato intorno al XII secolo, ha subito diverse opere di recupero e di restauro nel corso del tempo che gli hanno conferito l’aspetto gotico che possiamo ammirare ancora oggi. Impossibile non rimanere affascinati dal maestoso e pregiato campanile che, con i suoi 24 metri di altezza, domina imponente la vallata circostante. Imperdibile anche la Chiesa di San Michele Arcangelo, edificata nell’XI secolo su un rostro erestauratasapientemente nel 2006. Nei suoi sotterranei è possibile ammirare le splendide mura affrescate, testimoni del patrimonio storico e artistico del borgo. Inoltre, tra i maggiori luoghi di interesse troviamo il Convento di San Francesco, l’Abbazia di Valvisciolo, la Sinagoga Ebraica, la Via degli Scalini e la Loggia dei Mercanti che ha ispirato la celebre scena del film “Non ci resta che piangere” in cui il predicatore si rivolge a Massimo Troisi dicendogli “Ricordati che devi morire”.
Il Castello Caetani di Sermoneta

L’attrazione più iconica del borgo fortificato di Sermoneta è senza dubbio il Castello Caetani, che prende il nome dall’omonima famiglia laziale che amministrò la cittadina per molti anni, rendendola una delle località più importanti del territorio. All’interno di questa fortezza, una delle più belle e meglio conservate dell’intera regione, è possibile ammirare le stanze affrescate e il mobilio pregiato appartenuto all’antica nobiltà come il romantico letto a baldacchino, ancora oggi perfettamente intatto, e il grande tavolo rettangolare posto nel salone principale. Imperdibile anche la camera che espone i decori provenienti dalla città perduta di Ninfa, conservati gelosamente dai Caetani all’interno di queste mura per proteggerlidaivandali e dai saccheggiatori che all’epoca infestavano i villaggi. Inoltre, da qualche anno è possibile visitare le prigioni sotterranee in cui sono ancora visibili le incisioni lasciate dai detenuti e dai soldati, uno sguardo sulla vita austera e turbolenta del medioevo. Attualmente il Castello, insieme al Giardino di Ninfa, è gestito dalla Fondazione Roffredo Caetani.
La leggenda del Castello Caetani di Sermoneta
Come ogni antico castello, anche quello di Sermoneta è avvolto da un’antica leggenda, che aggiunge ulteriore fascino e mistero a questa deliziosa località. Si racconta, infatti, che all’interno della rocca vaghi indisturbato lo spirito di un bambino, morto tragicamente nei sotterranei del Castello. Pare che il fanciullo sia proprio quello ritratto in un dipinto esposto nella Sala del Cardinale. Tuttavia, la sua reale identità risulta ancora oggi incerta.
