La Settimana Santa a Caltagirone: A Giunta
Pasqua in Sicilia, a Caltagirone una Settimana Santa imperdibile
In Sicilia il periodo di Pasqua è caratterizzato da momenti religiosi di grande importanza, tra questi quello emotivamente più sentito a Caltagirone è rappresentato da ‘A Giunta.
Tutta la Settimana Santa siciliana è caratterizzata da un susseguirsi di eventi e rituali che evocano lo spirito di appartenenza alla propria terra e alle tradizioni, che sono segno di commemorazione verso Gesù e il suo dolore.
Le celebrazioni in Sicilia, considerate tra le più affascinanti Settimane Sante in Italia, iniziano in tutta la regione la Domenica delle Palme, quando durante le funzioni liturgiche vengono benedette le palmette, elaborate ad arte e intrecciate con i rami d’ulivo, che i fedeli tengono in casa in segno di augurio. Il Giovedì santo è invece dedicato ai Sepolcri, mentre il Venerdì è il giorno del lutto assoluto: la Processione del Cristo Morto prende avvio dalla Cattedrale e si avvia per le strade della città. Le bare sono portate a spalla e il “Cataletto” (una scultura in legno) del Cristo Morto è seguito dalla statua della Vergine Addolorata.
Dopo il Sabato Santo, dedicato alla riflessione, la domenica di Pasqua prende vita la tradizionale rappresentazione ‘A Giunta di Caltagirone, ovvero l’incontro tra San Pietro, Gesù Risorto e la Vergine Maria.
Ma sono tre i momenti fondamentali che scandiscono i riti pasquali cittadini: la Passione, la Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata e quindi ‘A Giunta.
Quest’anno l’appuntamento è per il primo di Aprile, quando tutta la popolazione si ritroverà a Piazza Municipio, gremita anche di turisti che giungono a Caltagirone da tutto il mondo per assistere a questa antichissima rappresentazione di gioia.
‘A Giunta di Caltagirone: cosa accade
Il giorno di Pasqua è caratterizzato dalla grande festa per la Resurrezione di Gesù. ‘A Giunta mette in scena, con un corteo di tre statue, il concitato momento nel quale San Pietro incontra il Cristo risorto e va alla ricerca affannosa della Vergine Maria, alla quale deve dare la lieta novella.
La folla si allarga o si restringe per consentire il passaggio di San Pietro, un ’enorme raffigurazione alta 3 metri, costruita in cartone pressato, che all’interno è vuota per consentire lo spostamento.
San Pietro scruta gli angoli delle strade, mentre il vento gonfia il suo mantello porporino, poi trova la Vergine Addolorata. Questa, alla vista del figlio risorto abbandona il lungo manto nero del lutto e indossa la veste bianco azzurra, in segno di felicità, poi allarga le braccia e abbassa la testa per rendere omaggio a Gesù.
La folla segue con emozione ogni singolo momento della rappresentazione, e commossa accompagna i tre inchini della statua della Madonna. Al grido “Viva Maria” la gioia prende il sopravvento. Dietro le statue prende vita il corteo religioso che percorre le strade del centro, fino a Piazza Marconi, dove avviene la seconda parte della rappresentazione, ‘A Spartenza, che mette in scena la separazione tra Gesù, la Madonna e San Pietro.
Arriva ormai la sera a Caltagirone e le statue si concedono per poi fare ritorno nelle loro sedi abituali, lasciandosi alla spalle una folla emozionata, che ha avuto l’onore di festeggiare con questo rito la Resurrezione di Gesù Cristo.
Pasqua a Caltagirone tra simboli e dolci
Trascorrere le vacanza pasquali nella città della Ceramica è un vero e proprio piacere per gli occhi, ma anche per il palato.
Le vetrine delle pasticcerie si arricchiscono delle “esotiche” uova di Pasqua di cioccolata, dei tradizionali “agnelli” in pasta di mandorle e dei “palumeddi” di zucchero ed albume d’uovo, ma anche con i “cubbaltari”, gli antichi tradizionali dolci a bastoncino dai normi arabi.
Tante le bancarelle che vendono i tipici “fischietti” in terracotta, che raffigurano i simboli della Passione, ideali da portare a casa come ricordo di questa antica città d’arte.
