La strada dei fiori a Siena, l’itinerario green da non perdere per chi arriva in Toscana
Val d’Orcia e non solo, Siena è piena di mete verdi da visitare tra giardini, ville e parchi dove la natura fa i conti con la storia creando risultati sorprendenti
Di non solo palio vive Siena, conosciuta nel mondo per la sua provincia immersa nella natura e all’insegna del turismo più bucolico. Per chi ama viverla nella sua dimensione più vera ecco un itinerario dei posti da non perdere per respirarne appieno i profumi in una vacanza di primavera.
Horti Leonini, a San Quirico d’Orcia il giardino storico all’italiana
Tipico esempio di giardino all’italiana dalla forma esagonale, gli Horti Leonini di San Quirico d’Orcia sono un parco storico realizzato agli inizi del Seicento da Diomede Leoni (da cui prendono il nome) – su un terreno regalatogli da Francesco I dei Medici - lungo il tracciato della Via Francigena.
Ancora oggi gli Horti Leonini conservano la loro struttura originaria con un modello a parco ripreso poi negli anni successivi. Sono divisi in due parti, la zona inferiore è a forma di rombo con un piccolo cortile a mattoni e una recinzione fatta di muri e lecci con aiuole triangolari definite da siepi: al centro la statua di Cosimo III dei Medici di Bartolomeo Mazzuoli del 1688. A dividere il giardino c’è un lungo viale che porta ad una scala a sua volta collegata ad un bosco di lecci secolari distribuiti su sentieri più o meno sinuosi; lato abitato c’è un altro ingresso e un’area dedicata ad uno splendido roseto che accoglie diverse specie antiche. Le sculture simboliche che abitano gli Horti Leonini si contano nelle due teste leonine all’ingresso e nella testa di Giano Bifronte che separa la zona più selvaggia del giardino a quella più formale.
L’Orto botanico di Siena, l’altra faccia della città del palio
Fare tappa all’Orto botanico di Siena significa fare un salto intorno al mondo secondo un itinerario suggerito solo da piante e fiori. Un angolo della città del palio poco conosciuto ma che svela la sua anima più antica e autentica dove la prima cinta muraria fa da cornice ad uno spettacolo della natura tutto da ammirare.
Fu fondato nel 1856 nella Valle di Sant’Agostino dentro quelle che erano le antiche mura di Siena e nel posto in cui è ancora oggi, prima si trovava vicino l’Ospedale del Santa Maria della Scala ed era conosciuto come il ‘giardino dei semplici’ in quanto qui si trovavano le erbe officinali grezze.
All’interno dell’Orto botanico sono sopravvissute nel tempo sia la parte del podere che quella della scuola. Nella prima area si trova un giardino roccioso con piante grasse (esotiche e del posto), felci toscane, alberi da frutto ed erbe alimentari; nella seconda si possono studiare le piante aromatiche e medicamentose oltre ad osservare alcune specie rare come la ‘ephedra fragilis’. E poi c’è l’Erbario con oltre centomila collezioni di piante che rappresentano una fonte didattica preziosa per gli studiosi di botanica. Tra piante tropicali di vari emisferi alla flora più autoctona fino alle sequoie secolari e al lago delle ninfee, l’Orto botanico di Siena custodisce al suo interno più di duemila specie vegetali che spaziano dall’area mediterranea a quella più esotica. Da un lato l’immancabile stile ottocentesco e dall’altro la ricostruzione di veri e propri habitat toscani con l’area agricola che conserva frutti e ortaggi del posto.
Villa di Vicobello, il giardino cinquecentesco in terra di Siena
Una villa storica circondata da un enorme giardino realizzata nel Cinquecento dalla famiglia Chigi, ricca e potente stirpe senese il cui simbolo si ritrova in ogni angolo. Villa di Vicobello si affaccia verso Siena dall’alto di una collina coltivata a terrazzamenti (a cui si aggiungono le varie scalinate del parco che arrivano fino a valle), ad aspettarvi una porta principale decorata con tre archi. Il giro interno prevede sale affrescate e arredate con gusto con ampi tendaggi a loro volta decorati. Ma è l’esterno la parte su cui soffermarsi con elementi d’epoca come il parterre con i grandi vasi in cotto, la struttura terrazzata e i viali ortogonali; nella parte inferiore ecco la divisione in aiuole definite da siepi e abbellite da rose antiche, una serra con piante esotiche e un belvedere che ricollega al meraviglioso paesaggio delle colline senesi.
Il parco di Villa di Vicobello si estende su un lungo viale alberato che porta poi al giardino dei limoni e, a scendere, agli alberi da frutto fino al giardino delle azalee. Una chicca, qui potrete anche ammirare le piante di papiro.
Castello di Belcaro, alla scoperta del vecchio maniero di Siena
Da borgo medievale è diventato villa di campagna e oggi un giardino incastonato nel verde toscano, ritenuta una delle opere di architettura meglio conservate della zona. Il Castello di Belcaro si trova letteralmente immerso in un piccolo bosco sulla collina di Montalbuccio tra vallate e piccoli torrenti per una full immersion nella natura.
Venne costruito nel 1190 e dietro al suo nome si nasconde una particolare leggenda popolare che vede protagonista una dama del castello un po’ maldestra: al ritorno del marito dalla guerra si sarebbe gettata nelle sue braccia dimenticando di avere il suo bambino tra le mani che cadde nel giardino. ‘Sei bello ma mi costi caro!’, da qui il nome Belcaro.
Stravaganze a parte, il Castello subì numerose fasi, dalla distruzione durante gli scontri tra guelfi e ghibellini alla trasformazione in convento fino a ritornare dimora privata. Nel 1525 venne acquistato dalla famiglia Turamini che affidò all’architetto Peruzzi - splendido il suo affresco interno del Giudizio di Paride - l’incarico di trasformarlo in villa padronale; passò poi anche nelle mani di Cosimo de’ Medici e della famiglia Camajori che gli diede il tocco neo-rinascimentale. Ma è anche il verde attorno al Castello di Belcaro a meritare attenzione con il viale di querce secolari (lecci, roverelle e cerri) e vari alberi autoctoni ed esotici come cipressi neri e dell’Arizona. All’interno delle mura si trova un giardino segreto con aiuole disegnate da siepi di bosso e una vasta collezione di limoni in vaso.
La visita completa del Castello di Belcaro prevede i due piazzali, il giardino, la piccola cappella, la limonaia e le mura da dove gustarsi uno splendido panorama.
Villa di Cetinale, il parco settecentesco di Sovicille
Una testimonianza preziosa dal punto di vista storico e architettonico, la Villa di Cetinale conserva ancora oggi elementi del tardo Seicento – dalla mano di Carlo Fontana allievo del Bernini – con un parco realizzato poco più tardi pieno di simboli religiosi. Siamo nel comune di Sovicille nella residenza voluta dal cardinale Flavio Chigi in cui la nota famiglia di banchieri si ritirava per riposarsi tra le colline senesi: furono i proprietari per ben tre secoli fino al 1977 quando venne acquistata dal Lord Antony Lambton.
Occhi puntati sul giardino che circonda Villa di Cetinale composto da siepi sagomate di bosso e da aiuole verdi, dal lato occidentale ecco tanti piccoli giardini pieni di fiori, dalle peonie alle rose, bulbi e specie erbacee perenni. Alle spalle della Villa spunta un viale di cipressi dal gioco prospettico fino alla collina dove sorge il Romitorio a cui si accede tramite la scala santa, qui il bosco è tutto autoctono. E non è l’unico richiamo religioso all’interno del parco, c’è anche la Tebaide, un tratto boschivo destinato alla meditazione pieno di statue di santi: qui preparatevi ad un tortuoso cammino fatto di penitenza, croci in pietra e cappelle votive.
