La terra natale di Reinhold Messner, dove le imponenti Odle incorniciano uno dei panorami più famosi delle Dolomiti
Una valle delle Dolomiti custodisce i paesaggi legati a Reinhold Messner, tra vette imponenti, chiese isolate e panorami da cartolina.
In Val di Funes il paesaggio non è solo uno sfondo da cartolina: è l’ambiente concreto in cui si intrecciano storia alpinistica, agricoltura di montagna e turismo lento. A nord di Chiusa e Bressanone, la valle sale in direzione delle Odle seguendo una sequenza di prati ripidi, boschi di conifere e piccoli paesi dove la montagna resta parte della vita quotidiana. Qui Reinhold Messner trascorse l’infanzia, muovendo i primi passi sulle pareti di casa molto prima degli ottomila. Oggi chi arriva trova una valle che ha imparato a gestire la propria fama, bilanciando il richiamo dei panorami più fotografati con sentieri, masi e progetti dedicati alle produzioni locali. Èuna destinazione adatta a chi cerca Dolomiti riconoscibili, ma anche a chi vuole capire come funziona davvero un territorio alpino, tra chiese isolate, parchi naturali e autobus di valle.
La valle di Messner tra San Pietro e le pareti di casa
Chi arriva in Val di Funes spesso lo fa con un nome in mente, quello di Reinhold Messner. Sul piano anagrafico l’alpinista è nato a Bressanone, ma la sua biografia si lega in modo stretto a San Pietro, dove crebbe e iniziò a esplorare la montagna insieme al padre. Le Odle non erano una meta lontana, ma l’orizzonte quotidiano sopra casa, uno spazio in cui imparare a muoversi su roccia, neve e prati ripidi. Il paese di San Pietro mantiene ancora oggi una struttura raccolta, con case, masi e la chiesa dei Santi PietroePaolo affacciata sui pendii coltivati. Strade strette e sentieri collegano le frazioni, permettendo di spostarsi a piedi tra i nuclei abitati senza perdere il contatto con i prati destinati allo sfalcio e al pascolo. È un punto di partenza utile per chi vuole alternare camminate, visite alle chiese rurali e soste nei masi che punteggiano il versante.
Santa Maddalena, chiesette e l’iconico panorama sulle Odle

Proseguendo verso l’alta valle si arriva a Santa Maddalena, il paese associato all’immagine più nota della Val di Funes: prati curati, case in legno, un campanile slanciato e, subito dietro, le pareti verticali delle Odle. Da alcuni sentieri panoramici la vista si apre su uno degli scorci più riconoscibili delle Dolomiti, ormai fisso su guide, calendari e poster di viaggio. Sopra il centro abitato si trova la chiesa di Santa Maddalena, mentre poco oltre, in posizione isolata davanti al bosco, sorge la chiesetta di San Giovanni a Ranui, legata al maso Ranuihof. L’accesso all’area più vicina alla cappella è regolato per tutelare prati e attività agricole, ma il luogo resta raggiungibile anche con gli autobus di valle. Qui il paesaggio cambia luce durante la giornata, dall’ombra del mattino ai toni caldi dell’enrosadira che colora le cime al tramonto.
Parco naturale Puez-Odle e il Sentiero Adolf Munkel

La parte alta della valle rientra nel Parco naturale Puez-Odle, che protegge boschi, pascoli, altopiani e le grandi pareti dolomitiche affacciate sulla Val di Funes. Una porzione del territorio è inclusa nel bene seriale delle Dolomiti UNESCO, riconosciuto nel 2009. Per il visitatore questo significa sentieri ben segnalati, informazioni diffuse e una forte attenzione alla tutela del paesaggio. Tra gli itinerari più frequentati c’è il sentiero Adolf Munkel, o Sentiero delle Odle, che parte dalla zona di Zannes e costeggia le pareti della Furchetta e del Sass Rigais. Pur non essendo un percorso alpinistico, resta un itinerario di montagna: servono scarponi, controllodelmeteo e una buona gestione dei tempi. A Santa Maddalena il Centro visite del parco, affiancato dal punto informativo UNESCO di Zannes, aiuta a leggere il paesaggio oltre la cartolina, raccontando geologia, fauna e formazione di queste montagne.
Masi, agricoltura e mobilità dolce in Val di Funes
Oltre ai panorami celebri, la Val di Funes è fatta di masi, stalle e prati falciati che raccontano un’economia agricola ancora attiva. Tra gli animali simbolo compare la pecora con gli occhiali della Val di Funes, riconoscibile per le macchie scure attorno agli occhi, affiancata dalla razza bovina Grigio Alpina. Dal 2022 la valle rientra nelle destinazioni Slow Food Travel dell’Alto Adige, con progetti dedicati alle produzioni e alle razze tradizionali. Sul fronte degli spostamenti, la parte alta della valle richiede una pianificazione attenta, specie nei periodi di punta: i parcheggi verso Santa Maddalena e Zannes sono limitati e il sito turistico locale invita a privilegiare gli autobus da Chiusa e Bressanone. Le diverse stagioni ridisegnano l’esperienza, tra primavera verde, estate escursionistica, autunno di larici dorati e inverno dedicato a sci di fondo ed escursioni sulla neve, sempre con le Odle a dominare l’orizzonte.
