La valle veneta dei ponti sospesi: cammini sopra il vuoto tra boschi e torrenti
Passerelle e ponti sospesi attraversano una stretta gola tra pareti rocciose, vegetazione fitta e corsi d’acqua, lungo un sentiero che cambia volto a ogni curva.
Tra le colline ordinate della Valpolicella, dove lo sguardo corre tra filari e casali, la Val Sorda compare quasi all’improvviso come un corridoio verde e ombroso. In pochi minuti si passa dalle strade rurali ai ponti sospesi, dalle vigne alle pareti rocciose, seguendo un corso d’acqua che ha scavato nel tempo una gola stretta e sorprendentemente selvaggia. Non è un parco avventura, ma un ambiente naturale dove passerelle e strutture metalliche servono a rendere percorribile un terreno umido e accidentato. Proprio per questo, prima di entrare nella valle è bene informarsi sulle condizioni del sentiero, sulle chiusure e sul meteo, perché rocce bagnate e fango possono incidere davvero sul livello di difficoltà.Laricompensa è un itinerario breve ma intenso, ideale per scoprire un volto meno noto della Lessinia e vivere la Valpolicella oltre le sue celebri etichette di vino.
Dove si trova la Val Sorda e perché è diversa dal resto della Valpolicella

La Val Sorda si trova nel territorio di Marano di Valpolicella, in provincia di Verona, in quella fascia di transizione dove le colline del vino iniziano a salire verso i rilievi della Lessinia. All’esterno è il paesaggio che tutti si aspettano: pendii aperti, vigneti, piccoli centri rurali e strade che serpeggiano tra le campagne.
Appena si imbocca la valle, però, lo scenario cambia rapidamente. Le pareti rocciose si avvicinano, il bosco chiude l’orizzonte e il corso d’acqua incide il terreno creando strettoie, gradini naturali e passaggi dove un semplice sentiero non basterebbe più. L’umidità rimane intrappolata nella gola, favorendo muschi e felci tipici degli ambienti freschi e ombrosi, con una differenza di luce e temperatura ben percepibile rispetto ai versanti esterni.
Dal punto di vista escursionistico, la Val Sorda non è un unico itinerario standard: sentieri e collegamenti permettono di costruire anelli e varianti differenti, integrando il tratto in forra con percorsi sulle colline circostanti.
Ponti sospesi, passerelle e tratti attrezzati lungo la gola
Quello che ha reso famosa la Val Sorda sono i suoi ponti sospesi e le passerelle che permettono di attraversare i tratti più stretti della gola. In alcuni punti si cammina quasi al livello del torrente, in altri ci si alza rispetto al fondo e si passa da una parete all’altra, osservando dall’alto il piccolo canyon scosceso sotto i piedi.
Le altezze non sono paragonabili ai grandi ponti tibetani alpini, ma chi soffre molto di vertigini potrebbe comunque sentirsi a disagio. È importante ricordare che non si tratta di un luna park: ponti, corrimano e strutture metalliche fanno parte di un vero sentiero escursionistico, esposto alle condizioni del meteo e al normale degrado nel tempo.
Con pioggia o umidità, il metallo e il legno diventano scivolosi, così come rocce e radici nei tratti di accesso. Dopo temporali o periodi piovosi, l’acqua può ingrossarsi e il fondo presentarsi molto diverso dalle foto estive più condivise sui social.
Un microclima fresco tra roccia, acqua e bosco della Lessinia

La morfologia della Val Sorda è il risultato del lavoro paziente dell’acqua sulla roccia. Nel tempo il torrente ha sfruttato fratture e punti più deboli del substrato, approfondendo l’incisione e creando una sequenza di tratti più aperti alternati a passaggi stretti dove la luce diretta arriva a fatica.
Questo gioco di ombre e pareti verticali genera un piccolo microclima, più fresco e umido rispetto alle colline della Valpolicella. Muschi, felci e vegetazione di sottobosco trovano qui condizioni ideali, mentre il terreno asciuga lentamente dopo le precipitazioni: per chi arriva da Verona o dai vigneti, l’escursione assomiglia quasi a entrare in un ambiente montano.
Ogni stagione regala un volto diverso alla valle. In primavera l’acqua e il verde dominano il paesaggio; in autunno le latifoglie si colorano di giallo e bruno, con foglie che possono nascondere radici e sassi; in estate le giornate più lunghe non eliminano il rischio di temporali improvvisi, che in un bacino ristretto modificano in fretta il corso dell’acqua.
Come organizzare l’escursione nella Val Sorda in sicurezza
Prima di programmare un’uscita nella Val Sorda è fondamentale verificare lo stato aggiornato del sentiero, dei ponti sospesi e delle passerelle. Alcuni tratti possono essere chiusi per manutenzione anche se sulla mappa o su vecchie tracce GPS appaiono ancora percorribili: il riferimento principale resta il Comune di Marano di Valpolicella e gli enti locali preposti.
Il secondo elemento da valutare con attenzione è il meteo. Entrare in una gola con piogge intense o temporali in arrivo non è prudente, perché acqua e detriti vengono naturalmente convogliati verso il fondo. Servono scarpe da trekking con buona aderenza, acqua, uno strato in più per la temperatura più fresca dentro la valle e, per chi cammina con bambini, una valutazione sincera di abitudine ai sentieri e gestione dei passaggi esposti.
In auto è bene utilizzare solo i parcheggi consentiti, evitando di intralciare accessi privati e strade strette usate dai residenti. Una volta sul percorso, la regola è semplice: seguire i tracciati segnalati, rispettare eventuali sbarramenti e ricordare che i ponti sospesi sono solo una piccola parte di un itinerario fatto soprattutto di bosco, roccia e acqua.
