Lo chiamano il borgo dei brutti ma è bellissimo: esiste davvero e si trova nelle Marche
Piobbico, il borgo che sorprende tra storia, natura e ironia
C’è un angolo delle Marche, incastonato tra le montagne e percorso da fiumi limpidi, che custodisce un’anima antica e al tempo stesso bizzarra. Si chiama Piobbico, piccolo comune della provincia di Pesaro e Urbino, che deve la sua notorietà non solo alle bellezze naturali e al fascino medievale, ma anche a un primato davvero singolare: qui ha sede il celebre Club dei Brutti, conosciuto in tutto il mondo.
Il borgo sorge a 339 metri sul livello del mare, in una stretta vallata protetta da due giganti: il Monte Nerone (1.526 m), imponente e severo con i suoi canyon e valloni scavati nella roccia calcarea, e il Monte Montiego (975 m), più dolce e verdeggiante. Proprio al centro dell’abitato si uniscono due corsi d’acqua, il Biscubio e il Candigliano, che donano freschezza e vitalità al borgo. Natura, storia e un pizzico di umorismo si fondono insieme e a Piobbico il visitatore troverà una meta che sarà ricordo indelebile di un pezzo dell'Italia più autentica.
Le origini del nome, i signori Brancaleoni e il tesoro del castello

Il toponimo stesso, “Piobbico”, ha origini antiche: deriva dal latino publicum, poi plobicum, a testimonianza di un territorio che in epoca romana rimase fedele a Roma durante la guerra sociale, senza mai ribellarsi. Ma la storia di questo luogo affonda le radici ancora più indietro, fino alla preistoria, quando qui si insediarono le prime comunità umane, lasciando in eredità utensili e frecce.
Il destino del borgo si lega indissolubilmente alla famiglia Brancaleoni, che ricevette il feudo intorno all’anno Mille e lo governò per circa seicento anni, sotto l’egida del ducato di Urbino. L’anima di Piobbico pulsa soprattutto all’interno del Castello Brancaleoni, un’imponente fortezza medievale che domina l’abitato. Quello che un tempo era un austero maniero militare si è trasformato, nei secoli, in un palazzo rinascimentale raffinato, con ben 135 stanze collegate da cortili e corridoi, tra cui la celebre “Fuga di stanze”.
Qui ogni ambiente racconta un frammento di storia. Spiccano l’Appartamento Nobile, arricchito dagli stucchi dorati di Federico Brandani; la Camera Romana, con affreschi che riportano scene di vita antica; la Camera Greca, appartenuta al conte Antonio II, dove la mitologia prende forma sui muri.
Il castello custodisce oggi il Museo Civico Brancaleoni, che affascina con una collezione geo-paleontologica di oltre diecimila fossili, risalenti persino a 180 milioni di anni fa. Non mancano reperti ornitologici, una sezione speleologica con la ricostruzione dell’Ursus spelaeus, monete antiche e testimonianze della stessa famiglia Brancaleoni, con vestiti, gioielli e cimeli.
C'è una curiosità inaspettata. La torre di guardia del castello, risalente al XIII secolo, ospita un orologio le cui cifre corrono al contrario, in senso antiorario: un dettaglio curioso che lascia stupiti i visitatori.
Il borghetto, il mistero della Nicolosa e la tradizione popolare

Scendendo dal castello si entra nel cuore del borgo vecchio, chiamato dai residenti “borghetto”. Le case in pietra rosa, le viuzze lastricate e le porte medievali - come quella di Ponente e di Levante - conducono il visitatore indietro nel tempo.
Proprio sulla Porta di Levante è incisa la misteriosa Nicolosa, un bassorilievo del Cinquecento che raffigura tre volti su un unico busto. Per alcuni è l’allegoria della prudenza, per altri un simbolo di falsità. La tradizione popolare, infatti, ha coniato il detto: avere più facce della Nicolosa.
All'interno del perimetro di Piobbico spiccano anche la Chiesa di San Pietro, del XIV secolo, con opere preziose dedicate alla Madonna di Loreto; la Chiesa di Sant’Antonio Abate, anch'essa eretta nel XIV secolo; la Chiesa di Santo Stefano alla Murata, ricostruita alla fine del XVIII secolo in stile barocco dopo un devastante terremoto e arricchita da tele di apprezzati artisti.
Ma Piobbico è anche natura incontaminata. Il Sentiero dei Folletti è una breve passeggiata adatta a famiglie e bambini, arricchita da sculture in metallo di creature del bosco. Dal percorso si ammira il borgo dall’alto e si arriva fino a una passerella sospesa. Sulle pendici del Monte Nerone, invece, sorge la stazione sciistica, con piste che si snodano tra i boschi di faggi e uno chalet accogliente dove riscaldarsi dopo una giornata sulla neve.
Il Club dei Brutti, simbolo di autoironia

Ma ciò che rende Piobbico davvero unico è il suo spirito. Dal 1879 qui ha sede il citato, e famosissimo, Club dei Brutti, nato originariamente come un’agenzia matrimoniale per aiutare le donne “non avvenenti” a trovare marito in un’epoca in cui l’aspetto contava più di tutto.
Oggi il club conta oltre 30mila iscritti e 25 sedi nel mondo. Ogni anno, a settembre, si celebra il Festival Mondiale della Bruttezza, un evento allegro e autoironico che attira visitatori e curiosi da ogni dove. Il motto dell’associazione è chiaro: La bruttezza è na virtù, la bellezza è schiavitù. Nel mese di ottobre, ogni anno, va in scena il Festival dei Brutti, tra elezioni del “re dei brutti” e premi “No-bel” è un'occasione per passare una giornata all'insegna della goliardia e dell'originalità. Qui si respira la leggerezza dell’ironia e il peso solenne della storia, in un mix che pochi luoghi in Italia possono vantare.
Chi viene a Piobbico difficilmente lo dimentica: tra castelli, leggende, polenta fumante e un club che ha fatto del sorriso la sua bandiera, questo borgo marchigiano sa sorprendere e conquistare.
