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Lo straordinario eremo a 300 metri d'altezza con un panorama unico a picco sul lago di Garda  

Aggrappato alla parete e affacciato sull’acqua, questo luogo spirituale regala uno dei panorami più suggestivi del Garda, tra natura e architettura.

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L’Eremo di San Giorgio è un luogo che sembra sospeso nel tempo, incastonato tra le pendici del Monte San Giorgio, a Bardolino in provincia di Verona, e le acque scintillanti del lago di Garda. Qui, tra il verde della macchia mediterranea e il silenzio rotto solo dal fruscio del vento tra i cipressi, si respira un’atmosfera di raccoglimento e contemplazione.
Raggiungerlo è già di per sé un’esperienza: la strada che sale dal paese, ancora in parte sterrata, conduce lentamente verso l’alto, fino all’ultimo tratto, che si fa più ripido, quasi a voler mettere alla prova chi desidera arrivare. Ma è proprio alla fine di questo percorso che si apre uno dei panorami più suggestivi della sponda orientale del lago, un affaccio privilegiato sulla bellezza di un paesaggio che unisce acqua, cielo e terra in un equilibrio perfetto.
L’Eremo è immerso nella quiete e protetto da una corona di antichi cipressi, che ne custodiscono la clausura con discrezione. Un luogo di spiritualità e meditazione, ma anche di storia e natura, L’Eremo di Bardolino è un piccolo gioiello nascosto, dove il tempo scorre con un ritmo diverso, più lento, più essenziale.

L’Eremo di San Giorgio a Bardolino: una storia di fede, generosità e resistenza

Lo straordinario eremo a 300 metri d'altezza con un panorama unico a picco sul lago di Garda


La sua origine risale alla metà del XVII secolo, quando due monaci camaldolesi della congregazione di Monte Corona, Basilio e Giuseppe, giunsero qui per seguire i lavori della nuova casa eremitica. Era il 1665 quando poterono finalmente trasferirsi, dando vita a una comunità che avrebbe accolto sempre più confratelli nei decenni successivi.
La scelta del luogo non fu casuale: il monte era già noto per l’antica chiesetta di San Giorgio, che fino al 1532 aveva dominato questo colle, e grazie al generoso contributo di alcuni nobili benefattori, L’Eremo poté prendere forma. Tra questi spicca la figura di Giovan Battista Dotti, nobile padovano entrato nella congregazione camaldolese, che donò il monte alla sua nuova comunità. A lui si affiancò Alvise Becelli, che acquisì altri terreni essenziali per il progetto, rendendo possibile la costruzione del complesso eremitico.
Negli anni successivi, L’Eremo conobbe un periodo di grande fioritura, tanto che nel 1672 divenne priorato. Tuttavia, come molti altri luoghi di culto, non fu immune ai tumulti della storia: nel 1810 il decreto napoleonico che sopprimeva conventi ed eremi nel Regno d’Italia costrinse la comunità monastica ad abbandonare il sito. L’Eremo rischiò la distruzione, ma trovò una nuova destinazione quando il conte Danese Buri lo acquistò e lo trasformò in ricovero per i contadini che lavoravano le terre circostanti. Fu solo nel 1885 che i monaci camaldolesi riuscirono a riappropriarsi del loro eremo, riportandolo alla sua vocazione originaria. Anche nel Novecento, il destino della comunità fu segnato da momenti di difficoltà: tra il 1962 e il 1972,acausadellariduzione del numero di monaci, il complesso venne affidato alla diocesi di Verona, che lo utilizzò come casa per esercizi spirituali. Oggi, L’Eremo di Bardolino resta un luogo di raccoglimento e contemplazione, immerso nella quiete della natura e protetto dai secolari cipressi che lo circondano.

L’architettura dell’Eremo di San Giorgio: tra rigore e spiritualità


L’Eremo di San Giorgio è un perfetto esempio dell’architettura eremitica della congregazione camaldolese di Monte Corona. Ogni elemento del complesso riflette un equilibrio tra rigore, funzionalità e spiritualità, con una disposizione degli spazi pensata per favorire il raccoglimento e la vita contemplativa. Una volta varcata la soglia, si apre una visione suggestiva: la chiesa, posta su un basamento rialzato, domina il complesso con la sua facciata austera, resa ancora più solenne dalla presenza delle rampe di scale simmetriche che ne valorizzano l’accesso.
Dietro la chiesa si cela la zona della clausura, protetta dalla disposizione compatta degli edifici annessi. Le celle dei monaci, originariamente disposte su tre file simmetriche, seguono una struttura essenziale, con ambienti pensati per la vita solitaria e la preghiera: una camera da letto, una cappella privata, un piccolo laboratorio e i servizi. Oggi, al centro del quartiere delle celle si trova un giardino, ma un tempo quello spazio era occupato da un’ulteriore fila di alloggi, conferendo ancora maggiore simmetria all’intero complesso.
Attorno all’eremo, una fascia di verde funge da naturale barriera di isolamento, proteggendo la clausura più rigorosa. All’interno del perimetro sorge anche un piccolo promontorio, chiamato Monte Calvario, su cui è stata collocata una croce e una breve Via Crucis, rafforzando il legame tra il luogo e il percorso spirituale dei monaci. Un dettaglio curioso riguarda il limite della clausura, che in origine coincideva con l’intera proprietà monastica, includendo anche l’ultimo tratto della via d’accesso. Ancora oggi, nei pressi del piccolo cimitero della comunità, si può vedere un antico tabernacolo con l’immagine di San Romualdo, a memoria del divieto che un tempo impediva ai non autorizzati di avvicinarsi.

Come raggiungere l’eremo di San Giorgio

Lo straordinario eremo a 300 metri d'altezza con un panorama unico a picco sul lago di Garda

L’Eremo di San Giorgio è un luogo di pace e spiritualità che vale la pena visitare. Raggiungerlo richiede un po’ di attenzione alla strada, ma il percorso stesso è parte dell’esperienza, portando gradualmente il visitatore lontano dal caos del mondo moderno per immergerlo in un’atmosfera di silenzio e contemplazione.
Se si viaggia in auto, ci sono due principali opzioni a seconda dell’autostrada di provenienza. Chi arriva dall’A22 del Brennero deve uscire al casello di Affi-Lago di Garda Sud e seguire le indicazioni per Garda fino alla località Albarè. Qui, in corrispondenza di una rotonda, si svolta a sinistra e si prosegue per circa due chilometri, fino a un capitello sulla destra che indica la direzione per L’Eremo di San Giorgio. Chi invece proviene dall’A4 Milano-Venezia deve uscire a Peschiera del Garda e dirigersi verso Bardolino. Superato il paese, si sale verso Albarè e, giunti nella località Cortelline, si trova sulla sinistra un altro capitello con l’indicazione per L’Eremo.
Per chi viaggia con i mezzi pubblici, l’opzione più comoda è il treno fino alla stazione di Peschiera del Garda, da dove si può prendere l’autobus per Riva del Garda (linea 62-64) fino a Bardolino. Da qui, il tragitto fino alL’Eremo può essere completato in taxi o a piedi (circa 6 chilometri, 45 minuti di cammino).
Un’alternativa è scendere alla stazione di Verona e prendere l’autobus per Bardolino o Caprino Veronese (linea 73-74) fino ad Albarè. Da qui, L’Eremo dista meno di 4 chilometri, percorribili a piedi in circa mezz’ora, anche se non ci sono servizi di trasporto pubblico disponibili in quest’ultima tratta.

 
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