Gli USA riaprono: ecco le destinazioni più curiose d’Oltreoceano
Da novembre si potrà tornare a viaggiare verso gli Stati Uniti d’America (a patto, ovviamente, di essere vaccinati). Una guida ai luoghi più originali a stelle e strisce
Per alcuni sarà una delle tante notizie che scorrerà sui feed dei social, ma per gli amanti dei viaggi la riapertura dei confini statunitensi è un vero e proprio regalo di Natale in anticipo. Sì, perché da qualche giorno si sa finalmente con certezza che i turisti europei potranno tornare a viaggiare negli USA, a patto di essersi sottoposti a vaccinazione completa con uno dei vaccini previsti dalle normative americane, dunque Pfizer, Moderna o Johnson & Johnson.
Discorso a parte lo merita l’ampia platea di cittadini italiani e comunitari vaccinati con AstraZeneca, il fluido anglo-svedese che non è utilizzato negli USA e dunque, al momento, non è considerato valido dal CDC (Center for Disease and Control) come titolo immunitario valido per l’ingresso oltreoceano. Su questa questione si è peraltro espresso il superesperto Anthony Fauci, per il quale chi si è vaccinato con questa soluzione ha un livello di immunizzazione tale da poter entrare negli Stati Uniti senza difficoltà.
Staremo a vedere quali saranno le decisioni delle autorità. Nel frattempo prendiamo il passaporto dal cassetto, prepariamo la valigia e iniziamo a curiosare tra i cinque luoghi più incredibili degli Stati Uniti d’America, uno stato che in fatto di stranezze, numeri da record e assurdità continua a conquistare l’immaginario collettivo.
Ready to go?
Il borgo delle 125 chiese “ricopiate”
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A Cullman, un paesello situato a circa 70 chilometri dalla città di Birmingham (Alabama), c’è una sorta di parco dedicato alle riproduzioni di chiese e santuari cristiani più celebri. Se ne trovano ben 125, costruite come repliche pressoché perfette, ricche di dettagli e curate nei particolari per sembrare davvero identiche alle originali, sebbene in scala molto più ridotta.
L’Ave Maria Grotto, così si chiama il parco, è grande ben 40mila metri quadrati e al suo interno è possibile ammirare riproduzioni che vanno dalla Basilica di San Pietro in Vaticano all’Abbazia di Montecassino, passando per il Santuario di Nostra Signora di Lourdes fino alla Torre di Pisa o alla Missione di Alamo a San Antonio.
L’Arco più grande del mondo
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A Saint Louis, nel Missouri, c’è un arco alto quasi duecento metri, realizzato in acciaio inossidabile, così grande che ci possono passare gli aerei attraverso ed è visitabile dall’interno. Si tratta del Gateway Arch, ovvero la Porta verso l’ovest che domina l’intero skyline di questa città americana.
Fu progettato dall’architetto finlandese Eero Saarinen (uno dei maestri del design scandinavo insieme ad Alvar Aalto), che lo concepì come dei grandi triangoli equilateri che, uniti uno all’altro e via via più stretti, formano un arco con una catenaria larga da 16 a 5 metri. Sapevate che in questo progetto c’è qualcosa di italiano? Secondo la tradizione, una struttura molto simile – ma ancora più grande – doveva essere costruita nel quartiere EUR di Roma negli anni Quaranta, secondo un progetto di Adalberto Libera. Nelle intenzioni del progettista, e dell’allora governo fascista, avrebbe rappresentato la “porta di Roma” nella sua espansione verso sud.
Il canyon che hai già visto… sul tuo computer!
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Golden Gate, la Statua della Libertà e l’Antelope Canyon. Dei tanti luoghi fotografati e schiaffati su Instagram dai turisti che visitano gli USA non ci sono solo opere dell’uomo, ma anche straordinari capolavori naturalistici, come questo canyon situato a Page in Arizona.
La gola dell’antilope è molto spesso utilizzato come sfondo per computer, smartphone e tablet per l’incredibile bellezza delle sue formazioni rocciose, che sembrano a tratti realizzate da grafici, ma sono frutto della progressiva erosione naturale.
Le due parti che lo compongono, non lontane dal Powell Lake, si presentano con uno straordinario colore rossastro-ocra, mentre il vento ha trasformato le rocce di arenaria in morbide e sinuose conformazioni dove passeggiate e ammirare la luce del sole che via via scende verso il basso e illumina le cavità. Uno spettacolo unico al mondo.
Prada Marfa, il negozio nel deserto
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Chi non ha sognato almeno una volta nella vita di entrare in un negozio di Prada e lasciarsi prendere da un attacco di shopping sfrenato? Beh, negli USA sono così amanti delle spese pazze di aver deciso di realizzare una boutique in pieno deserto.
La storia in realtà è diversa: Prada Marfa è un negozio-installazione artistica costruito nel 2005 sulla US Route 90 a Valentine, nel deserto. A selezionare la collezione interna, fatta di borse e scarpe del celebre brand italiano, fu personalmente Miuccia Prada, che accettò di buon grado questa curiosa iniziativa.
Il negozio non è accessibile, ma rappresenta una sorta di messaggio ideale sulla vacuità del mondo contemporaneo che ricerca il bello e l’esaltazione dell’immagine anche in mezzo al nulla.
Che palle… negli USA!
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No, non siamo impazziti, ma gli americani sono dei veri e propri specialisti di... palle giganti!
Diffuse tra il Kansas, la Virginia e il Nebraska ci sono tre “installazioni artistiche” di forma circolare, delle vere e proprie palle realizzate con tre materiali diversi: lo spago, la vernice e i francobolli.
A Cawker City (KS) c’è il gomitolo di Frank Stoeber, realizzato dal 1953 al 1973 e via via reso sempre più grande dai visitatori che, arrivando qui, aggiungevano pezzi di spago fino a far diventare questa palla alta diversi metri e larga oltre dieci.
Alexandria ospita invece Ball of Paint, una pallina da baseball che è stata progressivamente ricoperta da 22.374 strati di vernice azzurra. Il curioso Guinness dei Primati è stato ufficialmente riconosciuto e oggi la palla, che pesa centinaia di chili, può essere sollevata solo con l’ausilio di un argano montato apposta allo scopo.
Arriviamo infine a Boys Town, dove una collezione di francobolli ha preso una strana piega… rotonda. L’appassionato di filatelia, in questo caso, ha deciso di abbandonare i tradizionali album con copertine rigide e affidarsi un po’ al caso: il risultato? Decisamente originale!
