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I 10 luoghi più misteriosi d’Italia, un itinerario tra realtà e leggenda  

Una guida per 10 luoghi misteriosi d’Italia, in cui i visitatori potranno sentirsi sospesi tra realtà e leggenda e scoprire segreti entusiasmanti.

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Esiste un modo molto divertente e accattivante di fare turismo: è quello di andare alla ricerca di luoghi misteriosi, in cui la realtà e la leggenda si incontrano dando vita a storie che attraversano i secoli, impressionando sia grandi che piccini. 

In questa guida troverai 10 luoghi misteriosi d’Italia sospesi tra realtà e leggenda: da nord a sud palazzi, castelli, chiese e porte che hanno segreti occulti tutti da scoprire. 

La costola di drago al Santuario di Sombreno (Bergamo)

 
 
 
 
 
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Conosciuto anche come il Santuario della Natività di Maria, è un luogo di culto della frazione di Sombreno. Al suo interno, pendente dal soffitto, c’è una curiosa costola di animale, sulla quale si è andata costruendo una misteriosa leggenda. Questa narra che l’animale in questione fosse un drago che terrorizzava gli abitanti della zona, sconfitto da San Giorgio. A testimonianza di ciò, nella chiesa dedicata al santo, che si trova nel comune attiguo, Almenno San Salvatore, è conservata un’altra costola dello stesso animale. Sicuramente fu una manovra creata per far credere al popolo che il male esiste ma che si può anche sconfiggere. 

In realtà si credette fino a poco tempo fa che quella costola appartenesse ad un elefante: da studi recenti si è però constatato che era parte del corpo di un cetaceo vissuto fra il 1432 e il 1591. 

La leggenda del Castello di Strozzavolpe (Poggibonsi)

 
 
 
 
 
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Questo castello si trova su una collina di fronte al paese di Poggibonsi, in un luogo abbastanza isolato e solitario, che già di per sé gli conferisce un aspetto misterioso. Sono due le leggende principali che sono nate su questo luogo. 

La prima ha come protagonista una volpe: si narra che ci fosse questa volpe diabolica che spaventava gli abitanti e il marchese Bonifazio, riuscì a strangolarla con un laccio mentre si arrampicava su un albero. Ma il mago di corte comunicò al marchese che il castello sarebbe esistito solo fino a quando sarebbe durato il corpo della volpe. Per questo ordinò di imbalsamarla, riempiendo il suo corpo di oro fuso e di nasconderla nelle mura del maniero. Si dice che ancora oggi, in alcune notti, si può vedere il fantasma della volpe camminare nei dintorni del castello. 

La seconda leggenda invece narra di una bella dama infedele, Cassandra, murata viva insieme al suo amante nelle mura della fortezza. 

I diavoli del Palazzo della Zisa a Palermo

 
 
 
 
 
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Il Palazzo della Zisa era la residenza estiva dei re e si trovava all’interno del Genoardo, il paradiso della terra. La leggenda legata a questo posto nasce da uno dei dipinti contenuti al suo interno: su una volta della Sala della Fontana sono raffigurati in una decorazione delle creature mitologiche, che secondo la tradizione cittadina rappresentano dei diavoli. 

Questi sono i custodi di un tesoro, lasciato all’interno del palazzo da Azel Comel e El-Aziz, scappati dal Libano per sfuggire al loro amore, proibito dal sultano, padre di Azel. Egli rubò il tesoro di famiglia e scappò in Sicilia con la sua amata. Una volta che la madre di lei seppe della loro fuga si suicidò; lo stesso gesto estremo venne compiuto dalla El Aziz per aver ferito sua madre. 

Azel, in preda al dolore vagò per giorni fino a quando non morì anche lui. Rimase solo il tesoro, ben nascosto e protetto da un incantesimo: per ritrovarlo bisognerebbe dire il numero esatto di diavoli che ci sono nell’affresco. Ma essendo dispettosi questi si prendono gioco di chi prova a contarli, rendendo impossibile di fatto il ritrovamento.  

Le monache volate via del Monastero di Torba (Varese)

 
 
 
 
 
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Definita la Pompei dell’Alto Medieovo, poiché ancora non del tutto venuto alla luce, quest’area che comprende anche il Monastero è composta dal castrum, il borgo, la chiesa di Santa Maria, i resti della Basilica di San Giovanni e altri edifici religiosi. 

Il Monastero di Torba è un meraviglioso esempio di architettura medievale longobarda ed è Patrimonio dell’Unesco. Situato nel parco archeologico di Castelseprio, nel Varesotto presenta alcuni strani dipinti: un affresco con otto monache, tre delle quali senza volto. 

La leggenda vuole che queste fuggirono prima che chi le dipinse potesse riuscire a completare la loro figura e che non ritornarono più nel convento. Ma le loro anime tormentate, una volta seppelliti i corpi, sono ritornate perché l’opera non è mai stata finita. 

La Porta Alchemica di Piazza Vittorio

 
 
 
 
 
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La Porta Alchemica di Roma è l’unica sopravvissuta delle cinque porte che facevano parte del complesso di Villa Palombara. È anche detta Porta dei Cieli o Porta magica, ed è posta nei giardini di Piazza Vittorio, la piazza più grande del quartiere Esquilino. 

Secondo la leggenda un pellegrino, che pare fosse il famoso alchimista Francesco Giuseppe Borri, fu ospitato nella villa per una notte. In quell’occasione vagò nei giardini cercando una misteriosa erba, che secondo lui aveva la capacità di produrre oro. Fu visto per l’ultima all’alba mentre scompariva attraverso la porta, lasciando dietro di sé tre pagliuzze d’oro e una carta sulla quale aveva inciso enigmi e simboli con la formula segreta per la pietra filosofale. 

Il marchese Palombara era un appassionato di alchimia e all’epoca tentò invano di far decifrare quei codici ma nessuno ce la fece. Per questo decise di farli incidere sulla porta, con la speranza che qualcuno prima o poi ci riuscirà. 

I misteri esoterici della Torre degli Incurabili a Giugliano in Campania

 
 
 
 
 
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La Torre degli incurabili, di forma piramidale e con un’altezza che arriva a sfiorare i 15 metri, è stata oggetto di numerose leggende e strani avvistamenti. Si pensa che abbia potuto ricoprire diversi ruoli, ma non si sa bene ancora oggi cosa fosse: forse un mulino a vento, oppure un lazzaretto o un vecchio manicomio. 

Attraverso una documentazione storica si è potuto constatare che ha avuto tutte queste funzioni: sicuramente per un periodo fu utilizzata come mulino a vento e a testimonianza di ciò è presente un perno su cui probabilmente era montata la pala. Un’altra carta del ‘700 si riferisce alla Torre come Lazzaretto per gli ammalati di peste: da cui la denominazione “degli Incurabili”. Subito dopo fu anche un ospedale in cui curare le forme di isteria e sicuramente da qui sono nate le varie leggende che si sono sviluppate sul luogo. 

Anche il suo aspetto piramidale può essere ricondotto all’architettura esoterica. C’è chi giura di aver visto un fantasma di una donna nelle vicinanze librarsi in aria sotto forma di uccello. 

Le Grotte Alchemiche di Torino

 
 
 
 
 
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La leggenda narra che sono tre le grotte alchemiche di Torino, dei tunnel sotterranei che si trovano al di sotto di Palazzo Reale, di Piazza Castello e di Palazzo Madama. Secondo la tradizione sono delle vere e proprie porte per raggiungere dimensioni parallele, utilizzate da esoterici e alchimisti come luogo di ritrovo. 

La loro esistenza potrebbe essere comprovata dall’effettiva costruzione di alcuni antichi tratti di passaggio sotterranei costruiti sotto il centro storico per permettere agli appartenenti di Casa Savoia di spostarsi in modo indisturbato. Era usanza comune anche fra gli ecclesiastici creare dei sottopassaggi fra i vari luoghi di culto. 

Torino è una città ricca di misteri e di magia: insieme a Praga e a Lione rappresenta il vertice del triangolo della magia bianca. 

La leggenda di Azzurrina del Castello di Montebello

 
 
 
 
 
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Posto su una collina da cui domina il borgo di Montebello di Torriana, in provincia di Rimini è una visita molto istruttiva da compiere, in quanto mantiene ancora il suo aspetto di un tempo a partire dalle torri fino alle sale. Questo castello è teatro di una famosissima leggenda italiana. Narra di una bambina, figlia di Ugolinuccio, che fu feudatario nel XIV secolo, di nome Guendalina. Il suo soprannome era Azzurrina, perché era albina e a causa del suo aspetto la madre le tingeva i capelli che prendevano delle strane sfumature azzurre. 

All’epoca, chi era affetta da albinismo, era visto come una creatura del diavolo e la madre per proteggerla dovette adottare questo stratagemma. 

Il 21 giugno del 1375, durante una notte di tempesta la bambina scomparve magicamente. Ogni cinque anni, nel giorno della sua scomparsa, passeggiando nel castello, si possono sentire i suoi lamenti. 

La leggenda Chiesa della Missione ai Vergini di Napoli

 
 
 
 
 
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È una chiesa situata nel centro storico di Napoli, che racchiude una storia tanto inquietante, quanto affascinante. È uno dei capolavori dell’architetto e pittore Luigi Vanvitelli, tanto da essere divenuta uno dei maggiori esempi di architettura religiosa napoletana. 

Nella sagrestia della chiesa sono custoditi un dipinto molto particolare, il quadro dell’anima dannata e un inginocchiatoio con dei segni particolari. Secondo la leggenda arrivò in città un uomo ricco che iniziò una storia d’amore con una donna napoletana che però finì male. Lei morì in seguito al dolore o forse ad una malattia. Lui pentito di averla persa abbracciò la vita ecclesiastica e iniziò a pregare per l’anima della sua amata. 

Un giorno mentre pregava la vide apparire e la sentì dire che ormai lei si trovava all’inferno e che lui non avrebbe più potuto salvarla. Lui continuò a pregare per aiutarla e lei in preda alla rabbia si inginocchiò sull’inginocchiatoio e tocco il quadro davanti a sé con le mani lasciando i segni indelebili di bruciature su entrambi, come dimostrazione del suo dolore. 

Il fantasma di Isabella al Castello di Valsinni (Matera)

 
 
 
 
 
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Fu il castello in cui nel 1500 visse la poetessa Isabella di Morra. All’età di 26 anni venne uccisa all’interno di quelle mura dai suoi fratelli, dopo che scoprirono la sua relazione con Diego Sandoval de Castro, barone di Bollita e poeta anch’egli. 

Secondo Benedetto Croce le origini di questo castello sono da far risalire ad un antico castrum romano. Camminando nel bosco alcuni dicono di aver intravisto una figura femminile aggirarsi all’interno del castello e di aver sentito rumori e aver notato lumi e luci accese. 

Eccoci arrivati alla fine del nostro viaggio leggendario in posti realmente esistenti, che nascondono un fascino intramontabile e che meritano di essere visitati per assaporarne gli aspetti esoterici ma anche le bellezze artistiche e naturalistiche.

 
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