Majella Geopark, nasce il parco UNESCO d’Abruzzo
Un patrimonio dell'Umanità naturale: ecco l'undicesima realtà italiana premiata per biodiversità e salvaguardia dell'ambiente
È una notizia straordinaria per l’Abruzzo e per l’Italia intera: da giovedì 22 aprile 2021, la denominazione del Parco Nazionale della Majella cambierà, e si potrà fregiare del titolo di Geoparco mondiale UNESCO. Un riconoscimento che ha richiesto complessivamente cinque anni di lavori, e che alla fine ha visto il Global Geoparks Network accogliere il suo undicesimo membro italiano.
Questo risultato, che viene ufficializzato con una cerimonia trasmessa online sul canale Youtube del GGN, è stato accolto con grande soddisfazione dall’Ordine dei Geologi della Regione Abruzzo, che per primo ha proposto di valorizzare l’enorme biodiversità del parco. Un riconoscimento che, peraltro, ha una forte componente femminile al suo interno: il coordinamento scientifico e operativo è stato infatti seguito da Elena Liberatoscioli e Etta Patacca Scandone, rispettivamente responsabile del Geoparco Majella e docente di Stratigrafia presso l’Università di Pisa.
Ecco cosa cambierà per il Parco della Majella
Parco nazionale sì, ma anche parco riconosciuto dall’ONU. Un grande aumento di visibilità nazionale e internazionale per questo angolo di Abruzzo che da sempre cattura l’attenzione del visitatore, specialmente quello più amante del mondo outdoor, di escursioni, arrampicate e passeggiate nel verde. Come i 160 parchi che fanno parte del network UNESCO, anche il Majella Geopark ora potrà accedere a nuove opportunità di sviluppo sostenibile, promozione territoriale e collaborazione internazionale con il fine di mantenere salda la sua straordinaria biodiversità.
Del resto, ai piedi di queste montagne, che raggiungono i 2793 metri col Monte Amaro, si sviluppano una flora e una fauna davvero molto ricche. Nei suoi oltre 100 chilometri di perimetro, 40 di lunghezza e 20 di larghezza si sviluppano decine di picchi, fiumi, laghi e gole, divenendo visibili dalle spiagge di Pescara fino alle città dell’entroterra abruzzese.
Il Parco nazionale della Majella ospita ben il 37% dell’intera biodiversità floristica italiana: un record, difficilmente raggiungibile. Ma anche la fauna è un suo vanto, con la presenza – peraltro in crescita – degli orsi marsicani, dei camosci e del lupo, così anche di cervi, caprioli e dell’aquila reale, l’animale simbolo dell’Abruzzo insieme appunto all’orso.
Le ragioni del riconoscimento
Un iter durato ben un lustro, per trasformare il parco in Geopark: sono serviti questi cinque anni per perorare una causa che al visitatore più attento pareva in realtà ovvia. La ricchezza geologica, naturalistica, di paesaggio e storie che presenta la Majella sono infatti i punti sui quali si è basata la riuscita candidatura abruzzese.
Così il parco, che si aggiunge tra gli altri all’Adamello Brenta, alle Madonie, al Cilento e al Pollino, potrà rendere ancor più visibili le sue straordinarie ricchezze. Dagli eremi della Majella ai castelli di Pacentro, Popoli e Roccacaramanico; dai borghi antichi come Palena a quelli “amanti della salute” come Caramanico Terme.
Il tutto, senza dimenticare la gustosa gastronomia abruzzese, fatta di piatti della tradizione come le pallotte cacio e ova, che richiamano la tradizione pastorale e si ricollegano ai Tratturi e alla transumanza.
Che sia inverno, primavera, estate o autunno non è difficile innamorarsi della Majella: se prima era un tesoro solo italiano, ora tutto il mondo è pronto ad accorgersene. E sicuramente i benefici sulla macchina turistica abruzzese non mancheranno.
