La Malta di Caravaggio e dei Cavalieri di San Giovanni
Un viaggio all'insegna dell'arte nell'isola al centro del Mediterraneo, con protagonista la vita (e l'opera più imponente) di Michelangelo Merisi
Come può una latitanza trasformarsi in una benedizione per la storia dell’arte? Se il protagonista di questa fuga dalla legge è Michelangelo Merisi, tutto è possibile. Le vicende umane del Caravaggio si confondono, quasi sul calare della vita, con la bella isola mediterranea di Malta, ombelico del Mediterraneo e non solo dal punto di vista geografico.
Sappiamo infatti che l’artista, nato a Milano nel 1571, poco più che trentenne si rese colpevole di un omicidio, quello di Ranuccio Tomassoni, ucciso a Roma nel 1606 durante una rissa dai contorni poco chiari. Si parla di conti non saldati, ma anche di ostilità tra artisti: fatto sta che il Merisi, tre giorni dopo l’assassinio, si è già rifugiato alle porte della Capitale e subito dopo a Napoli, da dove – otto mesi dopo – salpò verso sud, alla volta di Malta.
Sull’isola, Caravaggio rimase poco più di un anno, ma la sua presenza non passò certo inosservata. Dapprima, infatti, si mise in contatto con Alof de Wignacourt, Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, e proprio da lui ottenne una commissione che l’avrebbe – ancor di più – consegnato alla storia: quella del dipinto della Decollazione di San Giovanni Battista.
L’opera, che ha a quel tempo una certa affinità con lo status “di rifugiato” del Merisi – era infatti stato condannato a morte in contumacia, con pena la decapitazione – si distingue per essere il più grande quadro (per dimensioni) realizzato dal Caravaggio, ma allo stesso tempo divenendo l’unico conservato al di fuori dall’Italia per ragione della sua stessa realizzazione in loco.
Basta pensare, infatti, che se le sue opere sono conservate ai quattro angoli del globo (Berlino, Caracas, Detroit, Dublino, Madrid, New York, Parigi, Roma e Vienna), è proprio la Concattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta che ha l’onore di ospitare questo quadro così straordinario.

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La Cattedrale di Malta e la storia della città
Malta è legata indissolubilmente al culto cristiano, soprattutto perché è qui che gli ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme (ovvero l’ordine dei Cavalieri di Malta) si trasferì qui dopo che l’intera isola gli fu affidata nel 1530 da Carlo V.
La storia de La Valletta è, per certi versi, la storia stessa dell’ordine: la città deve il suo nome al Gran Maestro Jean de la Valette, sotto il quale l’ordine resistette al terribile assedio turco del 1565. Valletta fu costruita intorno al grande ospedale, nel quale venivano curate le persone di ogni estrazione sociale, proprio seguendo la regola fondante dell’ordine. Il nosocomio era il fulcro dell’attività dei cavalieri, ma l’umilissima città prese via via i colori e le forme di una città europea, ma anche arabeggiante, dominata dalle sfumature dell’ocra e da cupole e campanili.
Cosa curiosa, Malta è una delle poche città che presenta una porta di accesso ricostruita negli anni recenti, ovvero nel 2011-2014 su progetto dell’archistar Renzo Piano, impiegando luoghi e architetture delle porte precedenti, la San Giorgio (1569), la Reale (1633), la Porte Nationale (1798) e la Porta Bergonzo del 1964.
Spostandosi verso la zona fortificata, quella costruita durante il regno di Carlo V, arriviamo finalmente al “sito caravaggesco” per definizione di Malta, la Concattedrale di San Giovanni. Una struttura magnifica, vagamente simile alla Cattedrale di Cefalù – corpo centrale più basso, due torri campanarie ai lati, che si inserisce in una architettura a metà strada tra l’esterno rinascimentale, sobrio e imponente, e un interno barocco sontuoso. L’intero edificio di culto è una sorta di biografia monumentale dell’Ordine di Malta, con spunti agiografici dedicati a San Giovanni Battista, tra cui appunto spicca l’opera caravaggesca.
La Decollazione, realizzata nel 1608, è larga 5,2 metri e alta 3,6 e costituisce una delle ultime biografie artistiche del Merisi, dove campeggiano tutti i simbolismi della sua mano, dall’uso di intense sfumature di rosso ai chiaroscuri drammatici, dalla composizione geometrica della scena a uno ‘scontro’ ideale tra scene affollate e retrovie sgombre.
La Valletta di Caravaggio, e dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni nel suo complesso, è una città monumentale e allo stesso tempo dalla forma di un borgo, dove ammirare costruzioni magnificenti come il Palazzo del Gran Maestro e rilassarsi nei giardini di Barrakka, ascoltare buona musica nel Teatru Manoel del 1731 oppure ammirare gli scorci della città che si tuffa nel mare dal Forte di Sant’Elmo.
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