Mandello del Lario: un viaggio tra storia, cultura e turismo di prossimità
Adagiato su quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno, reso immortale dalle pagine de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, Mandello del Lario è una cittadina che intreccia bellezza paesaggistica e una storia millenaria
Nel corso dei secoli, Mandello ha visto il passaggio di grandi imperi, dall’epoca romana al Sacro Romano Impero, fino alle dominazioni spagnola, napoleonica e austro-ungarica. A questi stratificati influssi storici si aggiungono tradizioni locali, musei, santuari e panorami mozzafiato, che ne fanno una destinazione imperdibile.
Di Mandello del Lario ne parla il canale podcast “Mandello del Lario, emozioni tra cime, lago e motori” su Loquis, la prima App di Travel Podcasting. La voce di Edoardo Camponeschi ti accompagnerà alla scoperta di questo posto meraviglioso, delle sue vie, dei suoi luoghi più suggestivi e delle storie che rendono unico questo angolo del Lago di Como. Che tu sia un appassionato di storia, natura o semplicemente alla ricerca di una fuga vicino casa, Mandello saprà sorprenderti!
Il percorso degli ulivi: natura, storia e panorami mozzafiato

A Mandello del Lario, la tradizione legata agli ulivi è un’eredità preziosa, testimone di un passato in cui la coltivazione dell’olivo aveva un ruolo centrale nella vita delle comunità locali. Grazie al microclima del Lago di Como, gli uliveti prosperarono per secoli, producendo un olio d’oliva di qualità e caratterizzando il paesaggio con il profilo delle loro chiome. Ancora oggi, questa tradizione vive nei campi e nelle mani dei produttori locali.
Il percorso degli ulivi è molto più di una semplice passeggiata: rappresenta un’occasione per scoprire le radici di Mandello del Lario, immergersi nella sua storia e nel suo legame profondo con la natura. È anche un esempio perfetto di turismo di prossimità, che invita a esplorare luoghi autentici e poco conosciuti, ma ricchi di fascino e tradizione. Il sentiero parte vicino al centro di Mandello del Lario e si sviluppa verso le frazioni collinari, permettendo ai visitatori di esplorare paesaggi lacustri e zone più elevate. Se si è alla ricerca di una fuga tranquilla e suggestiva, il percorso degli ulivi saprà conquistare con la sua semplicità e bellezza senza tempo!
Il porto di Riva Granda: barche ormeggiate e portici nascosti

Sul ramo lecchese del Lago di Como, un piccolo molo si spinge delicatamente tra le acque, custodendo l’essenza di Mandello del Lario. All’alba è frequentato dagli abitanti del luogo, mentre d’estate si anima anche di turisti, attratti dalla calma che permea questo angolo di mondo.
Nella zona dei Mulini, l’aria mattutina è unica: un momento sospeso, dove le prime luci del giorno svelano un paesaggio avvolto tra le colline lariane. Quest’atmosfera si diffonde lungo tutta Riva Granda, fino al borgo che i mandellesi chiamano “Mandello basso”, un intreccio di vicoli, porticcioli e case colorate tipiche delle località lacustri del Nord Italia.
Riva Granda conserva un grande fascino, fatto di barche ormeggiate, portici nascosti e muri segnati dal sole che raccontano storie di secoli passati. Un tempo, questo luogo era il cuore pulsante del borgo, dove si intrecciavano le vite di pescatori, lavandaie e venditori. Si asciugavano le reti, si essiccavano gli agoni, e le imbarcazioni riposavano in attesa di solcare il lago, magari per raggiungere il Moregallo, un piccolo territorio mandellese sull’altra sponda.
Le attività si estendevano fino a Piazza XXV Aprile, conosciuta dai locali come “la piazzetta”, dove si trovavano una filanda, un artigiano che lavorava zoccoli, la latteria, il macellaio e persino un’acetaia, che produceva l’aceto inviato in tutto il territorio in botti di legno.
Riva Granda è un viaggio nel passato, dove è facile immaginare la vita pulsante dell’Ottocento, ma anche un rifugio per chi cerca il silenzio e la bellezza del lago. Al mattino, mentre la foschia avvolge l’acqua e le prime imbarcazioni si dissolvono nell’orizzonte, la magia di Mandello del Lario si svela in tutto il suo splendore!
La torre del Barbarossa: storia, leggende e cultura a Maggiana

Nel cuore della frazione di Maggiana, poco distante da Mandello del Lario, sorge l’imponente torre del Barbarossa, una costruzione che intreccia storia, leggenda e cultura! Con la sua pianta quadrata, mura robuste punteggiate da finestre ogivali e feritoie, domina il paesaggio lacustre e collinare del ramo lecchese del Lago di Como.
Secondo la tradizione, nel 1158 la torre accolse un ospite illustre: l’imperatore Federico I, noto come Barbarossa, durante una delle sue discese in Italia per affermare il controllo sui comuni, opponendosi alla loro autonomia. Ospitato dalla famiglia Mandelli, fedele alleata dell’imperatore tedesco, Barbarossa avrebbe trovato rifugio tra queste mura durante le battaglie che infuriavano sul lago. La lotta vedeva opporsi i milanesi, sostenitori della Lega Lombarda, e i Comaschi, alleati dei mandellesi e del sovrano. A testimonianza di questo evento rimane una lapide, rinvenuta nel 1828, che celebra il soggiorno del monarca e che diede il nome alla torre.
Oggi, passeggiando tra le vie acciottolate e silenziose di Maggiana, è facile lasciarsi trasportare nel passato. La torre, con il suo grande portone medievale che si apre su un cortiletto interno, invita i visitatori a immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo. Dall’ultimo piano, si gode di una vista straordinaria sul lago e sulle colline, un panorama che parla di battaglie lontane e di una quiete ritrovata.
Dal 1976, l’edificio appartiene al Comune di Mandello del Lario ed è gestito dal Gruppo Amici di Maggiana, che organizza qui una suggestiva festa medievale. La torre è oggi sede del Museo Etnografico, un luogo dedicato alla memoria del territorio, che raccoglie oggetti e immagini della vita quotidiana delle comunità locali tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Visitare la Torre del Barbarossa significa immergersi in un ambiente dove storia e leggenda convivono: le stanze, un tempo animate da banchetti e affreschi, ora riflettono la calma del lago, visibile dalle finestre.
Questo piccolo gioiello lombardo non è solo una meta ideale per il turismo di prossimità, ma anche un luogo ricco di fascino e cultura.
