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Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel Ticino  

Dal Monte San Giorgio al Monte Generoso, per funivie d’altri tempi, ferrovie a cremagliera, alpeggi, mulini, vigne e piccoli borghi: cinque giorni nella “Regione da scoprire”, seguendo il ritmo delle cose e senza lancette.

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A volte i viaggi non si contano in chilometri ma in sequenze di elementi paesaggistici e umani: un sentiero, un treno, una funivia, un bosco, una coppia che passeggia, un grotto, un panorama e magari anche il corso di un torrente i quali stan lì, a scandire il ritmo del vivere. Il Mendrisiotto, l’estremo lembo meridionale del Canton Ticino, esprime una Svizzera che guarda già verso l’Italia, stretta fra il Lago di Lugano, il Monte Generoso e il Monte San Giorgio, dove il paesaggio cambia continuamente registro: boschi di castagni, vigneti, borghi in pietra, alpeggi, pascoli, rive lacustri, caverne preistoriche e montagne.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel Ticino

Per cinque giorni abbiamo scelto di assecondare questa geografia, senza fretta. A piedi il più possibile, in autobus, in funivia, sul treno a cremagliera e sulle carrozze della efficiente rete ferroviaria svizzera. Arriviamo in treno a Mendrisio utilizzando lo Swiss Travel Pass, il biglietto all-in-one destinato ai viaggiatori internazionali che permette di utilizzare liberamente gran parte della rete svizzera di treni, autobus e battelli e i mezzi pubblici di oltre 90 città. (myswitzerland.com).  A noi, patiti delle quatto ruote, forse questa èla prima lezione impartita dal Mendrisiotto: qui si può fare tranquillamente a menodell’automobile e lasciare che il viaggio rientri in una dimensione temporale molto più rilassata.

Giorno 1 – Il lago dall’alto: da Mendrisio a Serpiano

Arriviamo alla stazione di Mendrisio nel pomeriggio. Il tempo di cambiare treno a Capolago, salire sull’AutoPostale (il bus qui si chiama così), raggiungere Brusino Arsizio e ci troviamo davanti al primo piccolo oggetto del desiderio di questo viaggio: la Funivia Brusino–Serpiano.

La Funivia Brusino–Serpiano

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Non un semplice un mezzo di trasporto ma un simbolo dell’identità storica del territorio. In funzione dal 1958, la funivia conserva un piacevole carattere rétro ed è inserita nell’inventario svizzero degli impianti a fune d’importanza nazionale. In quattro minuti abbandona le rive del Ceresio e sale verso Serpiano, mentre sotto la cabina il paesaggio si allarga progressivamente: Brusino diventa piccolo, Morcote compare sull’altra sponda e il Lago di Lugano assume quella forma sinuosa che soltanto dall’alto si riesce davvero a comprendere. A Serpiano non prendiamo una navetta. Cominciamo a camminare.

Hotel Serpiano Panorama Retreat

 
 
 
 
 
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È una passeggiata di circa mezz’ora nel bosco verso l’Hotel Serpiano Panorama Retreat, tra roverelle, castagni, carpini, faggi e aceri. Basta allontanarsi di poche decine di metri dalla stazione della funivia perché prenda il sopravvento il brusio del bosco. Il Monte San Giorgio fa così: non cerca di impressionare immediatamente il viaggiatore. Prima lo lascia entrare nelle sue spire armoniose e poi lo conquista cammin facendo. L’Hotel Serpiano Panorama Retreat compare nel verde a circa 650 metri di quota.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel TicinoTerrazza panoramica sul lago, camere immerse nella tranquillità, ristorante e una SPA con piscina coperta, sauna e bagno turco ne fanno un luogo particolarmente adatto a chi vuole alternare escursioni e riposo. La sera ceniamo guardando consensodi meraviglia il lago di Lugano, come dall’alto dell’orizzonte, in una posizione invidiabile. La prima giornata è stata breve, ma la distanza che ci separa da Roma sembra improvvisamente molto maggiore di quella meramente cartografica: forse è quell’effetto di piacevole disorientamento che abbiamo risentito fin dall’attraversamento della frontiera. Clicca qui per leggere la nostra recensione dell’Hotel Serpiano Panorama Retreat su Google Maps

Giorno 2 – Una ferrovia del 1890 e il “tetto” del Mendrisiotto

Il B&B Villa Patria

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La mattina ripercorriamo il sentiero verso la funivia, scendiamo nuovamente a Brusino Arsizio lasciando i bagagli a Villa Patria. Affacciata quasi interamente sul Lago di Lugano, Villa Patria è una villa storica trasformata in un piccolo hotel: sette camere, ambienti essenziali e curati, terrazza sul lago e una sensazione costante di essere sospesi tra acqua e montagna. Clicca qui per la nostra recensione di Villa Patria B&B su Google Maps, ottenere indicazioni per raggiungerla ed altre informazioni. Ma il lago, questa mattina, deve avere un po’ di pazienza perché lo ammireremo in serata e la mattina seguente. L’AutoPostale ci riporta a Capolago, dove ci attende uno dei protagonisti assoluti del viaggio: la Ferrovia Monte Generoso.

La ferrovia a cremagliera sul Monte Generoso

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La ferrovia a cremagliera viene inaugurata il 4 giugno 1890. Dietro la sua nascita c’è l’intuizione del medico Carlo Pasta, che comprende con straordinario anticipo le possibilità offerte dal nascente turismo alpino. Sono gli anni in cui le montagne stanno cambiando significato. Per secoli sono state frontiere, ostacoli, territori difficili. Nell’Ottocento l’aristocrazia e la borghesia europee iniziano invece a cercarvi il sublime, l’aria pura, i grandi alberghi e l’avventura.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel TicinoIl Monte Generoso entra così nella geografia del viaggio internazionale. Ancora oggi il trenino sale da Capolago verso i 1.704 metri della vetta, seguendo una linea che sembra voler dimostrare come ingegneria e paesaggio possano, qualche volta, andare perfettamented’accordo.Facciamo una prima sosta a Bellavista,a circa 1.200 metri. Qui il nome non ha bisogno di particolari spiegazioni.

Mangiare come una volta al Buffet Bellavista

Alla piccola stazione troviamo il Buffet Bellavista, storico grotto di montagna recentemente riaperto. Gli interni sono semplici, il paesaggio tuffa il capo dalle finestre verso l’interno del locale e in tavola arriva una cucina ticinese senza inutili acrobazie: prodotti locali, piatti riconoscibili, sapori sinceri e genuini. Il principio immanente del viaggio comincia a diventare più chiaro. Non certo nostalgia artificiale di un passato inafferrabile, ma piuttosto forma contemporanea di ricercata semplicità, virtù di un tempo risalente.Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel Ticino

Clicca qui per leggere la nostra recensione del Ristorante Buffet Bellavista su Google Maps
Dopo pranzo risaliamo sul trenino. Pochi tornanti ferroviari più tardi il bosco si dirada e compare, sulla sommità della montagna, una costruzione che sembra essere contemporaneamente edificio e formazione geologica.

Il Fiore di pietra di Mario Botta

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel Ticino

Inaugurato nel 2017 il Fiore di pietra, progettato dall’architetto ticinese Mario Botta, sorge accanto alla stazione. I suoi grandi “petali” minerali sembrano sgranarsi sul paesaggio. Dentro trovano spazio ristorazione, terrazze panoramiche, ambienti moderni per eventi e una mostra dedicata alla storia della ferrovia. Ma è fuori che lo sguardo perde definitivamente ogni ordine e disciplina, diffondendosi tra casualità e desiderio, in un perdersi tra pulsioni di infinito. Dal Monte Generoso il panorama si apre verso il Monte Rosa, le Alpi Bernesi, il Cervino, il Gran Paradiso, la pianura padana, il Lago di Lugano e, nelle giornate limpide, fino a Milano. Il confine tra Svizzera e Italia,daquassù,appare un concetto piuttosto astratto,data la continuità orografica tra i due paesi.Scopri di più sul Fiore di pietra: clicca qui per la recensione su Google Maps.

A piedi fino alla Grotta dell’Orso

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Dal Fiore di pietra imbocchiamo il sentiero verso la Grotta dell’Orso. Una cinquantina di minuti a piedi, bastoncini e scarponi consigliati, e si raggiunge l’anfratto sul versante italiano della montagna. Qui sono stati rinvenuti resti di Ursus spelaeus, l’orso delle caverne vissuto durante il Pleistocene e scomparso circa 20.000 anni fa. Mandibole, denti e ossa riportano improvvisamente la giornata molto più indietro dei 136 anni della ferrovia. Per informazioni: Mendrisiotto Turismo.Torniamo verso la stazione a passo sostenuto: l’ultimo treno della giornata non aspetta. Riusciamo tuttavia a bere dell’acqua freschissima che sgorga discreta da un ruscelletto di montagna rigandone i prati.

L’Osteria della Posta di Brusino Arsizio

La sera, di nuovo sulle rive del lago, ceniamo all’Osteria della Posta di Brusino Arsizio, storico locale nel nucleo del paese. Clicca qui per leggere la recensione dell’Osteria Della Posta su Google Maps.
Salumi, rösti, cucina ticinese e Merlot locale, nella peculiare versione vinificata in bianco. Fuori, il Ceresio si scurisce lentamente. A Villa Patria trascorriamo la notte, coccolati da una stanza in simbiosi visiva tale col lago da sembrare una cabina da crociera.

Giorno 3 – Il rumore dell’acqua, la farina e una notte all’Alpe

La terza giornata segna il distacco dal lago. Lasciamo Villa Patria e raggiungiamo l’incantevole Valle di Muggio, dove scorre la Breggia e sopravvive uno dei luoghi che meglio raccontano il significato del “viaggio come una volta”. 

Il Mulino di Bruzella

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Il Mulino Bruzella è un’antica macina recuperata e rimessa in funzione dal Museo etnografico della Valle di Muggio. Per raggiungerlo si percorre la vecchia mulattiera che scende da Bruzella o da Cabbio. Il torrente accompagna gli ultimi passi e, quando si arriva, tutto sembra ruotare ancora intorno a acqua, ferro, pietra e farina. La grande ruota a cassette aziona il meccanismo. Poi vengono la tramoggia, la macina, il buratto. Un sistema apparentemente semplice che per secoli ha rappresentato un ingranaggio essenziale dell’economia rurale. Qui il mais torna farina e la farina poi diventa polenta o altre prelibatezze. E quando si assaggiano i prodotti ottenuti da filiere tanto corte,l’espressione “chilometro zero” smette finalmente di sembrare un vacuo slogan. Dal mulino torniamo verso il Monte Generoso.

L’Alpe di Caviano

 
 
 
 
 
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Raggiungiamo Bellavista e poi la Cascina d’Armirone, nei pressi del piccolo Oratorio di Maria Vergine Assunta. Il pranzo questa volta è al sacco, seduti all’aperto. Poi si riparte. Il sentiero verso l’Alpe di Caviano richiede poco più di un’ora e si sviluppa tra boschi, radure e aperture panoramiche. Per qualche tratto ci accompagnano alcune caprette, evidentemente più curiose di noi. Incontriamo pochissime persone. È una costante del Mendrisiotto più appartato: la sensazione di avere spazio. Non quello spettacolare e aggressivo dei grandi vuoti, ma uno spazio gentile, abitabile, una sorta di permanente carezza territoriale. L’Alpe di Caviano sorge a circa mille metri sul Monte Generoso edè raggiungibile a piedi o in bicicletta. Appartiene al Patriziato di Castel San Pietro ed è inserita nel progetto Albergo Diffuso Monte Generoso. Ci sono camere, una bella mansarda con travi a vista, il ristorante e soprattutto una terrazza dalla quale la vista corre verso la Svizzera e l’Italia. Nel pomeriggio l’aperitivo viene servito nei pressi del Casello del latte, piccolo edificio in pietra anticamente utilizzato per mantenere fresco il latte prima della lavorazione. Salumi, formaggi, prati. La cena continua sullo stesso registro: risotto allo zafferano, salsiccia luganega, ingredienti del territorio. Poi arriva la notte.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel TicinoRestiamo praticamente soli sull’Alpe. Nessun rumore, il buio. Le luci sono quelle in basso e in lontananza; il cielo notturno è limpido e la luna gioca a nascondino con qualche rara nuvola appesa nelle tenebre.  È uno di quei momenti nei quali si coglie che l’intima essenza del lusso, più che sul versante squisitamente materiale, a volte riflette un cocktail immateriale composto da elementi naturali e aspetti profondi di noi. Per scoprire di più e anche come raggiungere il Rifugio Alpe di Caviano leggi qui la nostra recensione su Google Maps.

Giorno 4 – Meride: 240 milioni di anni in un piccolo borgo

Al mattino lasciamo il Monte Generoso e ci dirigiamo verso l’altro grande protagonista geografico del viaggio, il Monte San Giorgio. La meta è Meride. Il passaggio dal paesaggio alpino al borgo è sorprendentemente dolce. Le case in pietra, i cortili, i portoni, i loggiati e i tetti in coppi compongono un piccolo universo architettonico circondato da vigneti e boschi. Se esistesse un luogo adatto a ribellarsi alla dittatura dell’orologio, probabilmente avrebbe l’aspetto di Meride. Ma sotto i nostri piedi il tempo non si misura più in secoli. Si misura in milioni di anni.

 
 
 
 
 
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Il Museo dei fossili del Monte San Giorgio

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Il Monte San Giorgio, Patrimonio mondiale UNESCO, custodisce uno dei più importanti giacimenti fossiliferi del Triassico Medio. Entriamo nel Museo dei fossili  del Monte San Giorgio, ospitato in un edificio ampliato e ridisegnato da Mario Botta. Quattro piani accompagnano il visitatore in un viaggio a ritroso di circa 240 milioni di anni attraverso fossili, ricostruzioni, modelli e strumenti digitali. Realtà aumentata, animazioni 3D e realtà virtuale permettono di far riaffiorare organismi e ambienti di un mare tropicale scomparso da un tempo difficilmente concepibile dalla mente umana. È curioso perché in un viaggio costruito intorno alle cose di una volta, alcune delle esperienze più efficaci sono affidate alle tecnologie contemporanee.

 
 
 
 
 
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Le Cantine Latini

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel TicinoDal museo ripartiamo a piedi. Il sentiero attraversa castagneti, querce, faggi ed essenze arboree di alto fusto, sfociando a Tremona. Circa mezz’ora di cammino e il paesaggio comincia via via ad aprirsi sui vigneti. Le Cantine Latini nascono da una produzione inizialmente familiare e mantengono un legame strettissimo con il Monte San Giorgio. Visitiamo la cantina, incontriamo l’enologo e ci fermiamo per una degustazione accompagnata da un pranzo leggero. Rossi più strutturati, bianchi immediati, salumi, carne e verdure. Qui il vino ha un rapporto ancora leggibile con la collina dalla quale proviene. E forse proprio questo è uno dei caratteri del Mendrisiotto: raramente ciò che arriva nel piatto o nel bicchiere sembra aver compiuto molta strada.Clicca qui per la nostra recensione con foto e video di Cantine Latini SA su Google Maps

La locanda di San Silvestro

Nel pomeriggio torniamo nel borgo e raggiungiamo l’Antica Locanda San Silvestro (clicca qui per la nostra recensione su Google Maps). L’edificio è una casa del Settecento raccolta intorno a una corte. Sette camere, SPA, ristorante, camino, legno e pietra. L’eleganza qui non sembra interessata a dichiararsi. Sta nei materiali, negli spazi, nella luce e in una cura del dettaglio che si comprende soprattutto soffermandosi almeno una notte.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel TicinoÈ una locanda nel significato più bello della parola: il luogo dove il viaggiatore arriva e per qualche ora smette di essere in transito. Ti trovi a casa. La cena completa il quadro, con piatti di alto livello legati alla stagionalità e al territorio accompagnati da una carta dei vini molto selezionata.  Meride adesso dorme, figlia del silenzio: è circondata da prati, colline, vigne e rilievi immersi nel buio.  Dal bosco, tuttavia, echeggiano limpidi richiami di qualche uccello notturno, tanto per ricordarci che la natura è desta…e in caccia, anche quando l’uomo riposa. Quarta notte…e nessuna fretta di arrivare alla quinta giornata.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel Ticino

Giorno 5 – Tremona, quando il bosco nasconde il Medioevo

L’ultima mattina il viaggio compie un altro salto temporale. Non milioni di anni questa volta, ma, per non esagerare, circa otto secoli. Da Meride ci spostiamo verso Tremona e raggiungiamo a piedi il Parco archeologico di Tremona. Il sito occupa un’altura immersa nel bosco. Gli scavi hanno riportato alla luce le tracce di un insediamento medievale, sorto tuttavia in un’area frequentata dall’uomo già molto tempo prima. A prima vista sono muri, pietre, resti di abitazioni. Poi indossiamo gli occhiali per la realtà aumentata. E il villaggio riaffiora. Le case si ricompongono, gli ambienti acquistano volume, la quotidianità medievale si sovrappone al bosco contemporaneo. Il visitatore può osservare come si viveva,come si lavorava e quali fossero gli spazi e ilimiti di una piccola comunitàdel XIII secolo. La tecnologia, anziché allontanarci dal luogo, riesce paradossalmente ad avvicinarci alla sua memoria. Scopri di più con la nostra recensione di Parco archeologico di Tremona su Google Maps.
Informazioni e visite: Mendrisiotto Turismo.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel TicinoQuando torniamo verso Mendrisio è quasi ora di pranzo. L’AutoPostale ci riporta alla stazione. Il viaggio continua nuovamente sui binari. Cinque giorni sono trascorsi, ma il Mendrisiotto ci lascia addosso una strana impressione: quella di aver viaggiato molto più lontano di quanto dica il conteggio dei chilometri.

Il Mendrisiotto a tavola: la distanza più breve tra un territorio e chi lo visita

In questi cinque giorni il cibo non è mai stato una semplice parentesi fra un’escursione e l’altra. Formaggi degli alpeggi, salumi, rösti, risotti, salsiccia luganega, polenta ottenuta dalle farine del Mulino di Bruzella, torte di pane, castagne e Merlot compongono una cucina che mantiene ancora un rapporto sorprendentemente diretto con ciò che la circonda. Da assaggiare e apprezzare è anche lo Zincarlin della Valle di Muggio, formaggio simbolo di questo territorio. La sostenibilità, qui, sembra funzionare meglio quando non viene continuamente annunciata: ingredienti locali, strutture produttive a dimensioni contenute, trasporto pubblico eccellente, sentieri, recupero e rigenerazione di edifici esistenti.Inutile nasconderlo: i prodotti locali a filiera corta del Mendrisiotto sono mediamente più cari di quelli del supermercato ma la resa è molto superiore da ogni punto di vista e sono quindi consigliatissimi.

Mendrisiotto in cinque giorni: una Regione da scoprire. Diario di un viaggio lento nel Ticino

Muoversi senza automobile: Swiss Travel Pass e Ticino Ticket

Uno degli aspetti che più facilita un viaggio in questi luoghi è proprio la mobilità pubblica. Siamo arrivati in treno a Mendrisio utilizzando lo Swiss Travel Pass e abbiamo continuato a spostarci tra treni e altri mezzi pubblici. Lo Swiss Travel Pass è destinato ai viaggiatori residenti fuori dalla Svizzera e dal Liechtenstein ed è disponibile per 3, 4, 6, 8 o 15 giorni. Comprende la libera circolazione su un’estesa rete di treni, autobus e battelli, i mezzi pubblici di oltre 90 città, oltre 500 musei e agevolazioni su diversi impianti ed escursioni di montagna. (myswitzerland.com). A questo si aggiunge una possibilità particolarmente interessante per chi pernotta in Ticino: il Ticino Ticket. Gli ospiti delle strutture ricettive partner – tra cui alberghi, ostelli e campeggi – possono utilizzarlo durante il soggiorno per viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici del Cantone e ottenere agevolazioni presso numerose attrazioni.Ticino Ticket – informazioni ufficiali

Il nostro itinerario sulle Google Maps

In pratica si può costruire un itinerario fra Mendrisio, Brusino Arsizio, Capolago, Meride e numerose altre località utilizzando il trasporto pubblico come parte integrante del viaggio, anziché considerarlo soltanto uno spostamento. L’itinerario con indirizzi e link del viaggio sulle Google Maps Abbiamo raccolto tutto il nostro itinerario su Google Maps: in questo modo è facile passare da un luogo all’altro e, all’interno delle schede dei singoli posti, trovare anche le nostre recensioni. Clicca qui per l'itinerario su Google Maps!

Perché andarci

Il claim scelto dal territorio è “La Regione da scoprire”. Dopo cinque giorni di lenta scoperta del territorio, spesso a piedi, si comprende che  questa espressione sintetica non è affatto una mera formula promozionale. Il Mendrisiotto va effettivamente scoperto perché raramente si concede tutto insieme. Bisogna salire su una funivia, attraversare un bosco, aspettare il trenino, passeggiare nei boschi, entrare in un mulino, fermarsi in un alpeggio, dirsi due parole per strada, scendere in una grotta, assaporare con dovuta lentezza un calice di vino, percorrere le strade di Meride. Solo allora le tessere cominciano a ricomporre il disegno. Si tratta di un luogo che non vuole né si aspetta di essere “archiviato” velocemente. Ti chiede di viverlo con ritmi naturali, apassod’uomo.

Per maggiori info sul Mendrisiotto e la Svizzera

OTR Mendrisiotto e Basso Ceresio

Myswitzerland

 

 
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paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

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