Meno conosciuto del Gianicolo ma altrettanto spettacolare: la terrazza segreta con una vista inedita sui tetti di Roma
ll Giardino degli Aranci di Roma e la sua ultrasecolare leggenda, tra storia e bellezza della Capitale
In cima al colle Aventino, nel cuore più silenzioso di Roma, esiste un luogo capace di sorprendere anche chi crede di conoscere già ogni sfumatura della città eterna. È il Parco Savello, che tutti chiamano Giardino degli Aranci: un rettangolo verde di circa ottomila metri quadrati sospeso tra cielo e fiume, dove il tempo sembra rallentare e il panorama racconta secoli di storia. Un luogo ideale per gli innamorati, ma spazio di scoperta per chiunque voglia ammirare tutta la bellezza della Città Eterna.
Un giardino nato da una fortezza medievale
Oggi è un'oasi romantica, ma un tempo qui si ergeva una roccaforte. Il parco occupa infatti l'area dell'antica fortezza costruita tra il 1285 e il 1287 dalla famiglia Savelli, nei pressi della basilica di Santa Sabina. Prima ancora, nel X secolo, esisteva un castello appartenuto ai Crescenzi.
Le imponenti mura medievali che oggi abbracciano il giardino sono le stesse che un tempo difendevano il fortilizio. Osservandole con attenzione, sul lato opposto rispetto all'abside di Santa Sabina, si distinguono ancora le tracce delle torri e del ponte levatoio. Nel tardo Cinquecento l'area fu oggetto di una sistemazione voluta da Papa Sisto V e affidata all'architetto Domenico Fontana. Del castello duecentesco restano oggi soltanto alcuni granai e magazzini sotterranei: l'edificio fu quasi completamente demolito all'inizio del XVII secolo.
Per centinaia di anni quest'area rimase privata. Solo nel Novecento si decise di restituirla alla Capitale. Nel 1932 l'architetto Raffaele De Vico trasformò l'antico orto dei frati domenicani in un giardino pubblico, progettandolo con un'elegante impostazione simmetrica: un viale mediano in asse con il belvedere e due slarghi che si aprono dalla piazza centrale. L'idea era ambiziosa: creare una terrazza capace di competere con quelle, famosissime, del Gianicolo e del Pincio.
L'ingresso principale, in piazza Pietro d'Illiria, fu abbellito nel 1937 con un portale proveniente da Villa Balestra. Accanto si trova una scenografica fontana: una grande vasca termale in granito di epoca romana, impreziosita da maniglioni a bassorilievo e da un monumentale mascherone raffigurante il dio Oceano, opera attribuita a Giacomo della Porta.
Grazie a un recente restyling promosso dalla Fondazione Sorgente Group, in collaborazione con la Soprintendenza e le istituzioni comunali, il Giardino degli Aranci è oggi tornato a risplendere, valorizzando ancora di più lo spazio racchiuso tra le antiche mura.
Il panorama che toglie il fiato, gli aranci e la leggenda di San Domenico
Ma ciò che rende davvero unico il Parco Savello è il suo affaccio. Dal belvedere, oggi intitolato a Nino Manfredi, lo sguardo abbraccia un panorama vastissimo: dall'ansa del Tevere all'Altare della Patria, dall’Isola Tiberina fino alla maestosa cupola della Basilica di San Pietro, passando per il Gianicolo e i templi del Foro Boario.
Al tramonto, quando la luce si fa dorata e la città sembra accendersi lentamente, l'esperienza diventa quasi irreale. È un po' come se ll visitatore conquistasse, in un solo sguardo, tutta Roma.
Il profumo che avvolge il giardino racconta un'altra storia, più antica e affascinante. Gli alberi di arance amare non sono lì per caso. Secondo la tradizione, fu San Domenico di Guzmán a portare nel 1220 dalla Spagna il primo esemplare di arancio in Italia, piantandolo nel chiostro di Santa Sabina, dove fondò il convento domenicano nel XIII secolo.
L'albero presso cui il santo predicava è ancora visibile oggi, protetto nel chiostro e osservabile attraverso un piccolo foro nel muro del portico della chiesa. La leggenda narra che quell'arancio fosse miracoloso: capace di far nascere spontaneamente altre piante e di offrire frutti speciali, come le cinque arance donate a Santa Caterina da Siena durante la sua visita a Roma per incontrare Urbano VI.
Da quell'antica pianta deriverebbero gli aranci che oggi punteggiano il parco. Attenzione però: è assolutamente vietato coglierne i frutti.
A due passi da scorci iconici
Uscendo dal giardino e svoltando a destra si arriva in Piazza dei Cavalieri di Malta, ridisegnata nel 1765 da Giovan Battista Piranesi. Qui si trova la celebre serratura del portone della Villa del Priorato del Sovrano Ordine di Malta. Attraverso quel piccolo foro si ammira la cupola di San Pietro perfettamente incorniciata dalle siepi.
Con un solo sguardo si attraversano idealmente tre Stati: dall'Italia al Vaticano, passando per il territorio dell’Ordine di Malta. Ma nei dintorni meritano una visita anche il Circo Massimo, tra l'Aventino e il Palatino, e la Bocca della Verità.
Il Giardino degli Aranci è aperto tutti i giorni con ingresso gratuito, ma gli orari variano durante l'anno con chiusura anticipata alle 18 da ottobre a febbraio.
