Molti vanno ad Assisi ma ignorano questo tesoro: in Umbria c'è una cattedrale che custodisce l'ultima opera del pittore ribelle
Non solo luogo di culto, ma un monumento nazionale italiano: scopriamo questo luogo unico
Quando si parla del Duomo di Spoleto spesso si utilizza la definizione di "capolavoro nascosto" nel cuore dell'Umbria - qui tutte le info sui tour turistici in questa splendida Regione -, anche se di certo stiamo parlando di una costruzione che non passa inosservata. Inoltre stiamo parlando di un monumento nazionale italiano, ovvero quella cerchia di monumenti che per lo Stato devono essere particolarmente tutelati in quanto di interesse per tutta la comunità nazionale. Per cercare di chiarire allora il mistero di come un luogo così ricco di fascino e di storia non abbia la fama che invece meriterebbe, iniziamo dallo spiegare dove ci troviamo. Spoleto è l'emblema dell'Umbria: una meravigliosa cittadina medioevale arroccata su una collina e circondata da verdeggianti boschi e valli. Non è un caso che l'Umbria venga definita come il "polmone verde dell'Italia".
A breve distanza troviamo Perugia e Assisi, due vicini importanti però in qualche modo anche ingombranti in quanto capaci di rubare letteralmente la scena. Eppure Spoleto ha poco da invidiare alle suddette località. Stiamo parlando di una città che ha una storia antichissima, fondata dagli Umbri e poi conquistata dai Romani, diventando un importante centro in quanto posta sulla via Flaminia. Nei secoli poi ha visto susseguirsi imperatori, papi, signorie e teste cornate varie, conoscendo il periodo di massimo splendore proprio nel Medioevo. Una peculiarità che si può notare anche al giorno d'oggi. Il Duomo di Spoleto così è il simbolo della città, ma il fatto di essere meno visitata rispetto ad Assisi può essere anche una cosa positiva, vista lapossibilitàdi visitare questo magnifico posto con tutta la calma e la tranquillità necessaria.
Alla scoperta del Duomo di Spoleto

Il termine "capolavoro" non è esagerato quando si parla del Duomo di Spoleto. Dedicato a Santa Maria Assunta, è stato realizzato prima dell'anno mille anche se, dopo diversi restauri, venne consacrato da Papa Innocenzo III solo nel 1198. Situato nel pieno centro della città, il Duomo di Spoleto esternamente è un perfetto esempio di stile romanico in un susseguirsi di rosoni e arcate cieche, mentre in cima ecco che campeggia un grande mosaico raffigurante Cristo tra la Vergine Maria e San Giovanni. Di fianco poi non può mancare un svettante campanile. Un autentico spettacolo, ma l'interno - in stile invece barocco dopo un profondo restyling avvenuto nel '600 - di certo non è da meno.
Il Duomo di Spoleto è a croce latina, con tre imponenti navate divise in campate. A impreziosire il tutto c'è tutta una serie di affreschi realizzati da maestri come Filippo Lippi - le sue ultime opere prima di morire - e Alberto Sotio, mentre il busto in bronzo di Papa Urbano VIII è opera di Gian Lorenzo Bernini. Molto importanti poi sono i reperti custoditi nelle varie cappelle: una lettera firmata da San Francesco d'Assisi - ne esistono solo due al mondo - e una tavoletta bizantina del XII secolo donata da Federico Barbarossa alla città come segno di pace. Al giorno d'oggi il Duomo è una chiesa attiva ed è la sede della diocesi. È aperto ai visitatori tutti i giorni e di frequente ospita eventireligiosi, concerti e celebrazioni.
Non solo il Duomo: cos'altro vedere e fare a Spoleto

Oltre al Duomo l'altra grande attrazione di Spoleto è il Ponte delle Torri, un acquedotto medievale lungo 230 metri che attraversa una gola profonda. Poi c'è la Basilica di San Salvatore - niente di meno che patrimonio UNESCO-, il teatro romano risalente al I secolo a.C. e il Museo Archeologico.
Spoleto però è celebre anche per il Festival dei Due Mondi: un susseguirsi di opera, danza, prosa e musica con artisti internazionali che, solitamente, va in scena ogni anno tra giugno e luglio. Infine una considerazione culinaria: anche a Spoleto si mangia benissimo, con il nostro consiglio che è quello di assaggiare gli strangozzi alla spoletina (pasta fresca con sugo di pomodoro e tartufo), i maccheroni con le rigaglie e i salumi locali.
