L’identità artistica di Pomezia e la street art come mezzo di “redenzione urbana”
La trasformazione in senso artistico di alcuni luoghi cardine del centro storico pometino ha avuto come effetto quello di inaugurare una stagione dai significati nuovi e peculiari
Il mito del Sol Indiges (o Sole nativo) è uno dei cardini dell’identità storica di Pomezia, che si basa sulla fondazione storica della fu Lavinium da parte di Enea. Tracce di questo culto si ritrovano per tutta la durata dell’epoca pagana dell’Urbe, sia nel Circo Massimo che sul colle Quirinale.
Il primo tempio dedicato al culto del Sole è però originario proprio di Lavinium, e sorse alla foce del fiume Numico, dove la storia vuole collocato lo sbarco di Enea. È al mito del Sole che è dedicato il progetto Sol Indiges. Arte pubblica a Pomezia tra mito e futuro, con il quale la Città di Pomezia ha voluto introdurre un progetto di trasformazione urbana attraverso il sempre più diffuso linguaggio dell’arte di strada.
La street art è un fenomeno che qui, alle porte della Capitale, aveva già fatto capolino in passato, ma in maniera estemporanea. Il progetto attuale, invece, ha la particolarità di unire due elementi: l’arte e la narrazione storica. Sono due, in particolari, le espressioni di questo progetto che ha colorato degli spazi pubblici con originalità e dovizia di particolari: L’Antiporta e Chiamata alle arti – Fare scuola, rispettivamente di Agostino Iacurci e Ivan Tresoldi.
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Antiporta, l’Eneide che ‘esce’ dalla biblioteca
L’edificio della Biblioteca Ugo Tognazzi – maestro del cinema e figlio adottivo di Pomezia e Torvajanica – è oggi un caleidoscopio di colori e forme che richiamano quelle di una narrazione epica. La stessa del libro VI dell’Eneide, quello dell’incontro tra Enea e la Sibilla Cumana. Nella predizione della sacerdotessa di Apollo, l’eroe è predestinato a sbarcare sulla costa che oggi corrisponde a Torvajanica. Qui fonderà la sua Lavinium, tra fiumi sacri e grotte che sembrano il proscenio introduttivo agli inferi. Gli elementi narrativi del lavoro di Agostino Iacurci, artista foggiano dallo stile poetico e fortemente improntato al colore e alle geometrie, si ispirano dunque alla letteratura, portando la letteratura dentro e fuori la biblioteca.
Molto interessante la scelta dei colori, vivi e decisi come solo la cultura sa essere: splendido il portale d’ingresso, che sembra richiamare le architetture della Chiesa di San Benedetto introducendo iconografie nuove e dando un respiro contemporaneo alla città di fondazione.
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Chiamata alle arti, il ‘fare scuola’ di Ivan Tresoldi
L’opera più recente del progetto street art a Pomezia ha meno di due mesi: Chiamata alle arti – Fare scuola è stata inaugurata in pompa magna lo scorso 15 ottobre 2021, alla presenza delle autorità cittadine e di una folta rappresentanza del mondo scolastico.
Perché proprio la scuola? È alle parole, all’insegnamento e ai valori che Ivan Tresoldi si è ispirato per il suo lavoro che ha coinvolto la Scuola Publio Virgilio Marone, e che è stato introdotto da una performance chiamata Il verso più lungo del mondo, partito proprio dalla Biblioteca Tognazzi.
Un fil rouge tracciato con l’intento di unire il luogo del sapere assoluto e quello della conoscenza in divenire: sul campo sportivo, le inferriate, il muro perimetrale Ivan ha dipinto – ma quasi sarebbe da dire inciso – parole e frasi che scandiscono un messaggio di speranza e di movimento. “Gioia”, “passione”, “viaggio”, “rinascita”, “aperta”, “libera”: un censimento creativo al quale hanno preso parte gli studenti e che si unisce alle opere in divenire presso le altre scuole di Pomezia, con l’obiettivo di creare una precisa identità artistica, quella di una città costantemente in trasformazione, in divenire e in modernizzazione. Il terreno perfetto per l’arte di strada.
Per saperne di più sulla street art a Pomezia e vedere la gallery fotografica completa è possibile consultare il sito www.pomeziaetorvajanica.it.
