Nel 2026 sarà il vero protagonista: questo luogo del Piemonte ha appena ottenuto un importantissimo riconoscimento
Un borgo speciale che rappresenta la vera novità di quest'anno, culla di una storia lontanissima
Una novità molto particolare per un 2026 dedicato alla scoperta e ai viaggi lungo le venti regioni d'Italia. Non un vero e proprio borgo ma un quartiere ricco di storia che riesce a sopravvivere nel tempo, nonostante le minacce e le insidie vissute ogni giorno che rischiano di compromettere la sua autenticità. Ci troviamo in Piemonte, in una zona forse poco conosciuta rispetto alla centralità e ai riflettori di Torino ma che vanta una sua identità, racchiusa anche tra le strade di questa perla.
Alla scoperta di Piazzo
Il protagonista del nostro racconto è Piazzo, un quartiere storico della città di Biella. La sua storia è molto particolare, perché rappresenta un po' la parte medievale di questo agglomerato urbano, diventato una vera e propria icona a livello nazionale. Non a caso parliamo di una delle novità tra i borghi più belli d'Italia: Piazzo è stato incluso di recente dall'associazione dedicata alle meraviglie italiane, ma è entrato in lista da 'ospite', categoria temporanea destinata ai centri con più di 15 mila abitanti. Il centro storico di Piazzo ha superato la candidatura rispettando i 72 parametri previsti dal regolamento dei borghi più belli d'Italia sotto il profilo artistico,storico,culturale e paesaggistico, oltre alle attività dedicate all'accoglienza turistica, ai servizi per la popolazione e alla tutela dell'ambiente.
La storia del luogo
Ci troviamo a Biella, nel quartiere medievale della città realizzato in quota, a 480 metri sul livello del mare. Una zona storica che sovrasta Biella Piano, la parte moderna della città che conta poco più di 40 mila abitanti. Si tratta di un luogo che custodisce una storia profonda: i Ferrero della Marmora scelsero infatti proprio questo posto per la sede del loro casato, lì dove è stata realizzata la splendida torre ottagonale del Palazzo La Marmora. L'insediamento presso la collina di Piazzo ebbe inizio a partire dal XII secolo per mano di Uguccione, vescovo di Vercelli, il quale concesse alcuni privilegi importanti a chiunque fosse stato disposto a trasferirsi in quel luogo con lo scopo di dar vita a un vero e proprio rifugio perilvescovo, in virtù delle lotte costanti tra guelfi e ghibellini. Successivamente, le vicende di Piazzo andranno a incrociarsi con l'espansione di casa Savoia: nel 1377 fu infatti distrutto il castello vescovile e, due anni più tardi, la città passò sotto il controllo del dominio sabaudo.
Le bellezze di Piazzo
Il fulcro del borgo di Piazzo, a Biella, è senza dubbio Piazza Cisterna: un luogo per certi versi sacro che ha ospitato sia la sede del comune, nella metà dell'Ottocento, sia la sede del mercato. Stupendi i portici che circondano la piazza, lì dove trova spazio anche Palazzo Dal Pozzo, edificio storico dal prospetto risalente alla fine del Cinquecento e arricchito da splendide decorazioni in cotto. Tra le icone del luogo non può mancare Palazzo Ferrero La Marmora, una struttura che celebra i fasti di una delle famiglie più prestigiose di tutto il Piemonte. Realizzato con una facciata neoclassica, all'interno conserva alcune delle decorazioni originarie, lì dove spiccano anche i dipinti di Gaudenzio Ferrari.
Ospita, inoltre, anche una casa museo, aperta ai turisti sia per visite libere che per visite guidate. Qui è possibile immergersi nella Grande Galleria tra collezioni di quadri e arredi che si affacciano sul giardino rinascimentale ma anche lasciarsi guidare dalle sale del Camino, dei Castelli, dei Motti e del Salotto Verde fino alla Torre Rettangolare che regala ai suoi visitatori un bellissimo punto di vista su Piazzo. Il borgo in passato era collegato con il resto della città anche attraverso una funicolare che, nel corso degli anni, ha subito numerose modifiche al servizio fino alla chiusura a tempo indeterminato dello scorso settembre. Ospite speciale dei borghi più belli d'Italia, questo luogo magico è una delle mete da non perdere per il 2026: un posto unicoimmerso nella storia.
