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Nel cuore del Chianti c'è uno dei borghi più belli della Toscana  

Questo borgo murato immerso nei vigneti è uno spettacolo soprattutto in autunno in Toscana

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È un piccolo mondo che si apre tra colline e vigne, custodito da mura medievali e da un tessuto urbano misurato, fatto di pietra chiara, logge minute e stemmi in facciata. Siamo nel Chianti Classico, in provincia di Siena, a circa 35 chilometri da Firenze e 15 da Siena: un crinale di 530 metri d’altitudine che guarda le valli dell’Arbia e della Pesa, dove l’aria, anche in piena estate, profuma di bosco e di uva.

Un borgo di pietra, una storia di frontiera

Nel cuore del Chianti c'è uno dei borghi più belli della Toscana

Radda in Chianti porta nei muri la sua funzione storica: borgo fortificato in posizione dominante, con cinte difensive e torri che, nei secoli delle guerre tra Firenze e Siena, proteggevano genti e raccolti. La sua fisionomia medievale – stradine strette, archi, tessuto ellittico – è ancora percepibile lungo i vicoli che salgono verso Piazza Ferrucci, cuore dell’abitato. Qui si affacciano i due “volti” civici e religiosi del paese: il Palazzo del Podestà e la Propositura di San Niccolò. Il Palazzo del Podestà è il biglietto da visita: loggia a pianterreno, stemmi in facciata (e nella loggia) che raccontano i magistrati succedutisi quando Radda fu capitale della Lega del Chianti e sede del suo podestà; l’edificio, ricostruito eampliatonei secoli – con interventi sostanziosi nel Settecento – è sede del Municipio dal 1865. Davanti, in posizione leggermente rialzata, la chiesa di San Niccolò. Piazza Ferrucci, vero salotto del borgo, è uno slargo raccolto e scenografico, intitolato al celebre capitano fiorentino Francesco Ferrucci. La piazza conserva l’impianto del castello originario e concentra i simboli cittadini: da una parte il Palazzo del Podestà con il suo quadrante d’orologio e i blasoni, dall’altra la chiesa, collegata alla strada principale da una scalinata. L’assetto attuale della piazza, con la fontana semicircolare e l’impostazione della facciata della chiesa, è frutto degli interventi del 1926.

La Propositura di San Niccolò è il principale luogo di culto di Radda. Origine romanica, molte trasformazioni e una curiosità che sorprende: la facciata è neogotica/neo-romanica ed è firmata Adolfo (e Carlo) Coppedè negli anni Venti del Novecento; lo si nota nell’arcone a tutto sesto e nella composizione decorativa che inquadra il portale. Dentro, una navata a croce latina, opere di scuola fiorentina e un crocifisso ligneo al centro di un culto popolare secolare. Poco sotto il centro, l’antico convento di Santa Maria al Prato (XVIII secolo, su preesistenze medievali) ospita la Casa Chianti Classico: enoteca, percorso sensoriale sulla denominazione, sale per mostre ed eventi, terrazze che guardano le colline. È una “porta d’ingresso”alterritorio: qui si capisce la storia del Gallo Nero, si assaggia, si impara. Una visita è consigliata anche per l’architettura: il chiostro, i corridoi sobri, la chiesetta di Santa Maria in Prato con opere di Neri di Bicci.

Radda è disseminata di piccoli segni che raccontano un’altra Toscana da scoprire anche poco fuori le mura. Vicino ai giardini pubblici, affiora ad esempio la Ghiacciaia granducale: una struttura del 1897, seminterrata, in pietra alberese, un tempo riempita di neve per produrre e conservare ghiaccio durante l’estate. Oggi la terrazza soprastante è un belvedere fresco quando il sole picchia. Nei dintorni, vale una deviazione la Pieve di Santa Maria Novella, citata già nel 1010 e tra i migliori esempi di romanico dell’area; e poi le frazioni – Lucarelli, Monterinaldi, Selvole, San Fedele – che punteggiano boschi e filari. È una geografia “minore” che dà sostanza al paesaggio celebrato dalle cartoline.

Il vino, la nuova geografia del Chianti Classico

Nel cuore del Chianti c'è uno dei borghi più belli della Toscana

Dire Radda è dire vino in Toscana. Per capire quanto il vino sia importante in questa zona, “basta raggiungere il Castello di Albola, grande tenuta arroccata fra 350 e 650 m: vigne ripidissime, ventilazione costante, escursioni che scolpiscono aromi e freschezze nel bicchiere. Anche Volpaia, il borgo-frazione poco a nord del capoluogo, è un laboratorio naturale d’altura: i vigneti arrivano a 650 m e le esposizioni sono molteplici. Volpaia è uno dei posti che non si dimenticano: borgo fortificato medievale, strade in pendenza, mura e torri ancora leggibili, case-cantina che raccontano una cultura del vino antica. Oggi è un paesaggio produttivo e insieme una cartolina viva: la famiglia Stianti Mascheroni ha avviato dal Novecento un recupero paziente di case e vigne, e il Castello di Volpaia è diventato un riferimento per chi ama i profumi fini del Sangiovese di quota. Se potete scegliere quando venire, segnatevi l’ultima decade di maggio (talvolta fine maggio/inizio giugno): Radda diventa un salotto en plein air con Radda nel Bicchiere, la festa del vino che trasforma viale Matteotti e il centro storico in un percorso di degustazione. Si acquista un calice (con tracolla) e si girano i banchi dei vignaioli di Radda: oltre 80 etichette in assaggio, seminari, focus su vecchie annate.

Come arrivare a Radda in Chianti e come muoversi

La strada più bella per raggiungere Radda è la Chiantigiana (SR 222): una dorsale di 69 km che collega Firenze a Siena attraversando i borghi storici del Chianti. Da essa, brevi deviazioni portano a Radda e a Volpaia. In auto è una gioia di curve, vigne e filari d’olivo; di notte è bene guidare con prudenza (fa buio e la fauna selvatica si muove). Senza auto? Da Siena ci sono collegamenti Tiemme per Radda con percorrenze intorno ai 55 minuti; da Firenze si può raggiungere Siena (linea 131R “Rapida”) e proseguire, oppure pianificare i rari collegamenti diretti e gli incroci tra le linee dei due bacini. In ogni caso, controllate sempre gli orari aggiornati.

 
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