Nel cuore della Toscana, dove la tradizione incontra l'innovazione: il recupero della troticoltura al medievale Molin di Bucchio
Un' antica famiglia, un sogno di sostenibilità e un mulino che racconta 700 anni di storia
Itinerario su Google Maps a cura di @Voicesearch.travel
Immerso tra le verdi colline della Toscana, nel cuore selvaggio delle Foreste Casentinesi, si erge il Molin di Bucchio, un antico mulino ad acqua che per oltre sette secoli ha svolto un ruolo fondamentale nella vita della comunità locale. Questa affascinante vestigia di base medievale, situato lungo la strada provinciale 556 che collega Stia a Londa, è il primo mulino creato sull’Arno, un fiume importante che qui, vicino alla sua sorgente, è ancora solo un piccolo e innocente torrente.

Il Molin di Bucchio risale al XIII secolo ed è stato in funzione fino al 1960, mantenendo intatta la sua struttura originale. Ma la vera magia di questo luogo non risiede solo nella sua storia, bensì nell'incredibile lavoro di conservazione portato avanti dai suoi attuali proprietari, a tacer dei nuovi progetti di sostenibilità e recupero avviati da un gruppo di giovani imprenditori locali.

"Il Molin di Bucchio è un luogo che non si può descrivere ma solo vedere. Le parole fanno fatica a raccontare la bellezza e la serenità di questo antico mulino, immerso in un minuscolo borghetto accanto alle sorgenti dell'Arno. La recensione invita i lettori a chiudere gli occhi e immaginare di trovarsi di fronte a una struttura in pietra del 1200, divinamente conservata, dove la tranquillità e la serenità regnano sovrane..." Clicca qui per continuare a leggere la recensione e scoprire le foto su Google Maps...
La rinascita della troticoltura: un progetto di sostenibilità e biodiversità
Oggi, grazie all'iniziativa di Andrea Gambassini e Alessandro Volpone, due giovani imprenditori pervasi da un profondo amore per la natura, il Molin di Bucchio ospita una delle più innovative troticolture “green” d’Italia. Il progetto "Antica Acquacoltura Molin di Bucchio" nasce nel 2017 con l’obiettivo di recuperare le risalenti (e deperite) vasche di troticoltura presenti accanto al mulino per trasformarle in un impianto sostenibile, alimentato dalle purissime acque dei fiumi Arno e Vallucciole.

Questo impianto si distingue per l’uso di tecniche di allevamento rispettose dell'ambiente e del benessere ittico. L’acqua che alimenta le vasche proviene direttamente dai torrenti montani del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e ogni dettaglio, dall'alimentazione biologica dei pesci fino al controllo delle densità nelle vasche, è concepito per garantire la salute degli animali e dell’ecosistema circostante.

L’azienda, riconosciuta a livello europeo come modello di “Best Practices”, non si limita alla produzione alimentare. Oltre alla trota iridea e al salmerino di fonte destinati al consumo, si cura della conservazione di specie autoctone, come il barbo tiberino e il ghiozzo di ruscello, in via di estinzione. Il progetto prevede la cattura, l'analisi genetica e il ripopolamento delle acque del parco, un impegno fondamentale per preservare la biodiversità fluviale del territorio.

Un viaggio tra passato e futuro
Visitare il Molin di Bucchio è come scivolare nel passato. La struttura in pietra del 1200 è ancora perfettamente conservata, immersa in un minuscolo borgo che, spuntando come un fungo dal verde intenso del bosco, sembra uscire da una fiaba. L’interno del mulino ha mantenuto il suo fascino antico, con il selciato dell’epoca, i suoi meccanismi intatti e gli strumenti originali utilizzati per la molitura. Nella parte più recente, c'è una affascinante (e spiazzante) sala da pranzo ottocentesca, ampia e rustica, un luogo dall’energia perfetta per riscoprire la genuinità della vita rurale.

Giancarlo e Carla, sono i proprietari e le sentinelle di questo luogo fuori dal tempo. La loro accoglienza è calorosa e il loro amore per la storia del mulino si perpisce a prima vista. Nella sala da pranzo, ottocentesca come detto, collegata al mulino da ripide scale, si respira ancora l’atmosfera di una volta, un luogo dove il fuoco del camino riuniva le famiglie numerose davanti a un pasto semplice e allegro.

Un patrimonio da scoprire: il Parco delle Foreste Casentinesi
Il Molin di Bucchio non è solo una sorta di monumento storico, ma anche una tappa necessaria per chi desideri addentrarsi e conoscere il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi uno dei più grandi d’Italia, diretto Luca Santini, di cui parleremo all'interno del reportage complessivo. Grazie a Voicesearch.travel, è possibile accedere a una lista completa dei luoghi più affascinanti del parco direttamente su Google Maps, tra cui il Molin di Bucchio e la sua antica acquacoltura.
Questa mappa, facilmente scaricabile con un clic qui, guida i visitatori attraverso un percorso unico che include sentieri nascosti, borghi medievali e luoghi di grande valore naturale e storico. Un'opportunità per immergersi nel verde incontaminato del parco e scoprire le bellezze nascoste della Toscana più autentica.
Un futuro che guarda alla sostenibilità
Il progetto di recupero del Molin di Bucchio e delle sue vasche di troticoltura rappresenta un esempio virtuoso di come la storia, le tradizioni e l’attività produttiva sostenibile possano andare di pari passo. La conservazione delle specie ittiche locali, la produzione di pesce di alta qualità alimentare per i ristoranti e l’attenzione all’ambiente sono i cardini su cui si basa l’attività di questi giovani imprenditori, che guardano al futuro con un occhio al passato
Questo straordinario angolo di Toscana, dove il tempo passa senza scorrere veramente, cristallizzato in un quadro di bellezza profonda, rappresenta una scenografia trasognante, caratteristica quasi biologica dell’intero Parco, che si estende per 36.000 chilometri quadrati.
Info: Parco delle Foreste Casentinesi |Molin di Bucchio | Antica Acquacoltura


