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Nocciola di Giffoni IGP e non solo: quando cibo e alimentazione sono davvero amici del territorio  

Come può la Dieta Mediterranea diventare strumento di sviluppo del territorio? Questo è l’obiettivo del progetto di cooperazione CREA-MED

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La Dieta Mediterranea, con l’attenzione alla qualità, all’agricoltura di prossimità e al turismo enogastronomico, può diventare uno strumento di sviluppo economico e crescita sociale nei territori rurali. Questo è il principio che anima il progetto di cooperazione denominato “CREA-MED” (Dieta Mediterranea e Resilienza Rurale in un’economia globalizzata), promosso dal GAL Colline Salernitane, nell’ambito della Tipologia di Intervento 19.3.1 del PSR Campania 2014–2020/22. 

Che cos’è il progetto di cooperazione “CREA-MED”

Il progetto di cooperazione “CREA-MED” mira a promuovere attività di divulgazione e formazione attraverso percorsi di integrazione tra scuola, famiglie e istituzioni, per diffondere la conoscenza dei principi della Dieta Mediterranea e dell’educazione alimentare, coinvolgendo direttamente le aziende produttrici e della ristorazione del territorio, custodi di conoscenza e tradizione. L’obiettivo è rafforzare il legame tra Dieta Mediterranea e aspetti salutistici, includendo fattori culturali e tradizionali legati a stili di vita e corretta alimentazione. Solo con una sana e consapevole cultura del cibo si possono promuovere comportamenti salutari e sostenibili, diventando al tempo stesso veicolo di promozione delle eccellenzeterritorialicomel’Olio Extra Vergine di Oliva DOP Colline Salernitane, la Nocciola di Giffoni IGP, la frutta, gli ortaggi, i vini Colli di Salerno IGT, le ricette e tradizioni locali interpretate dai ristoratori del territorio.

Intervista a Rosanna Lavorgna

Le attività del progetto hanno incluso 30 incontri seminariali con scuole, esperti, istituzioni e operatori del settore agricolo e ristorativo, insieme a iniziative radiofoniche, televisive e su riviste e portali specializzati. Facciamo il punto della situazione con la dottoressa Rosanna Lavorgna, Responsabile Regionale dei progetti di Cooperazione LEADER – Regione Campania.

Nocciola di Giffoni IGP e non solo: quando cibo e alimentazione sono davvero amici del territorio

Dottoressa Lavorgna, la Regione Campania ha dimostrato di credere nei progetti di Cooperazione LEADER, sostenendoli sin dalle prime fasi. Alla luce dei risultati raggiunti, può confermare che questa visione è stata pienamente ripagata?

Sì, alla luce dei risultati raggiunti, si può certamente affermare che la visione della Regione Campania di sostenere i progetti di Cooperazione LEADER sia stata pienamente ripagata. Oggi, con i progetti in fase di chiusura, emergono con chiarezza i benefici concreti generati sul territorio che spaziano dal coinvolgimento della comunità, al rafforzamento delle reti, attraverso forme e modelli di sperimentazione e innovazione sostenibili.

Nell’attuazione dei progetti di Cooperazione, oltre al ruolo dei GAL capofila, quanto è stato importante l’apporto dei GAL partner con le azioni locali?

L’apporto dei GAL partner con le azioni locali è stato fondamentale per garantire il successo complessivo dell’iniziativa. Mentre il GAL capofila ha avuto un ruolo di coordinamento e gestione generale del progetto (pianificazione, monitoraggio, rendicontazione), i GAL partner hanno contribuito in modo determinante poiché hanno adattato le attività progettuali alle specificità dei propri territori, assicurando che gli obiettivi comuni fossero declinati in maniera coerente con i bisogni locali. Questo ha garantito un maggiore coinvolgimento degli attori locali, la valorizzazione delle risorse territoriali e la sostenibilità a lungo termine dei risultati.

Nel progetto “CREA MED – Dieta Mediterranea e Resilienza rurale”, il programma di seminari realizzati dal GAL Colline Salernitane (circa 30 incontri) con dieci Istituti del territorio, l’ASL di Salerno e l’Università di Salerno (Medicina e Farmacia), quanto ha inciso nel concreto risultato del progetto?

Il programma di incontri e seminari del GAL Colline Salernitane non è stato un’attività accessoria, ma una leva significativa per il raggiungimento degli obiettivi di CREA MED. Ha contribuito fortemente affinché il progetto diventasse un processo partecipativo, educativo e culturale, radicato nel tessuto sociale e proiettato verso una visione sostenibile e condivisa del futuro rurale.

Il progetto CREA MED ha dimostrato che la sinergia tra Regione Campania, GAL Colline Salernitane, ASL di Salerno, Università, scuole e professionisti del territorio può portare a risultati concreti e duraturi. Ritiene che questa sia la strada giusta da seguire anche per le future politiche di prevenzione e promozione della salute?

Il progetto CREA MED ha rappresentato un esempio concreto di come la sinergia tra istituzioni, enti locali, mondo accademico, scuola e professionisti del territorio possa tradursi in risultati efficaci e duraturi nel campo della promozione della salute e della prevenzione. Le future politiche regionali dovrebbero continuare a puntare su modelli partecipativi e intersettoriali come CREA MED, che non solo informano, ma educano, coinvolgono e trasformano i territori.

Nei progetti di Cooperazione, quanto è stata preziosa la capacità di costruire reti tra Territorio, imprese ed Istituzioni, e la connessione della RETE Europea dei Villaggi della Tradizione con il Cammino dei Picentini, ideato dal GAL Colline Salernitane e riconosciuto nell’Atlante dei Cammini della Campania?

Sì, la combinazione tra rete territoriale, apertura europea e valorizzazione del patrimonio immateriale ha dato vita a un modello di cooperazione intelligente e replicabile. Il lavoro svolto dal GAL Colline Salernitane, in questo senso, può essere considerato a pieno titolo una best practice, non solo per la Campania ma per l’intero approccio LEADER a livello nazionale ed europeo.

 
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