Non è a Roma e neanche in Italia: questa copia del Colosseo è una straordinaria arena sul mare a due passi dal confine
L’Arena di Pola: il cuore di pietra dell’antica Istria
C'è un luogo, nel cuore dell'Istria croata, dove il tempo pare essersi fermato. Dove il vento del mare si insinua tra le arcate di pietra e il silenzio racconta ancora le gesta dei gladiatori. È l’Arena di Pola, un colosso millenario che si erge maestoso a pochi passi dal centro storico della città, come sentinella di un passato glorioso che continua a vivere, giorno dopo giorno.
L'anfiteatro è degno di Roma. Conosciuta anche come Pulska Arena, questa meraviglia dell’architettura è il sesto anfiteatro più grande del mondo, ed è senza dubbio il monumento più amato e iconico della città di Pola. Per i suoi abitanti, non è solo un’opera storica, ma un simbolo identitario, una testimonianza di appartenenza, un luogo dell’anima che richiama ai gloriosi fasti romani.
Una storia scolpita nella pietra

Tutto ebbe inizio tra il 2 a.C. e il 14 d.C., sotto l’impero di Augusto, quando si decise di edificare un anfiteatro utilizzando la pietra calcarea estratta dalle cave locali, ancora oggi visibili nelle periferie di Pola. Ma fu l’imperatore Vespasiano, lo stesso che volle il Colosseo di Roma, a dargli l’aspetto imponente che conosciamo. Secondo una leggenda affascinante, egli decise di ingrandire l’arena proprio per rendere omaggio alla sua amata, Censia, una liberta istriana nata in questa città. Nei secoli, le sue mura hanno visto sanguinosi scontri tra gladiatori, naumachie (battaglie navali simulate), tornei medievali e fiere. Una lunga, affascinante metamorfosi che l’ha resa un teatro viventedellastoriaumana.
Oggi, ammirandola dal lato del mare, l’Arena si mostra in tutta la sua imponenza: 132,5 metri di lunghezza per 105 di larghezza, con un’altezza massima di 32,5 metri. Dall’altro lato, il pendio naturale del terreno riduce l’impatto visivo, ma non toglie nulla al suo fascino. Un tempo, la cavea poteva ospitare fino a 23.000 spettatori, mentre oggi ne accoglie circa 5.000. Ma lo spettacolo che offre rimane senza tempo.
L’Arena di Pola oggi: un palco per il mondo.. a la mostra nel sottosuolo

Proprio come la sua “cugina” italiana, l’Arena di Verona, anche quella di Pola continua a vivere di arte e spettacolo. Tra i suoi archi si sono esibiti Sting, David Gilmour, Luciano Pavarotti, Anastacia, Norah Jones, Alanis Morissette. E ogni anno, durante l’estate, prende vita lo spettacolo “Spectacula Antiqua”, una rievocazione storica in cui gladiatori in costume si affrontano tra clangore di spade e applausi del pubblico. Non manca il grande cinema: qui si svolge il celebre Pola Film Festival, una delle rassegne più importanti dell’area balcanica.
Ma l’arena non finisce in superficie. Nei suoi sotterranei, un tempo rifugio e campo d’addestramento per i gladiatori, oggi si può visitare una mostra permanente dal titolo evocativo: “L’olivicoltura e la viticoltura dell’Istria nell’antichità”. Tra antichi macchinari ricostruiti, anfore e strumenti di lavoro, il visitatore può immergersi nella tradizione agricola della regione, scoprendo come si producevano olio e vino duemila anni fa.
Come arrivare e quando visitarla

L’Arena si trova immediatamente fuori le antiche mura cittadine, punto di partenza della Via Flavia, strada che deve il suo nome proprio all’imperatore Vespasiano e che conduce al cuore pulsante di Pola. È aperta tutti i giorni, eccetto il 1° gennaio, e gli orari variano a seconda delle stagioni:
- Gennaio – Marzo / Novembre – Dicembre: 9:00 – 17:00
- Aprile / Ottobre: 8:00 – 20:00
- Maggio / Settembre: 8:00 – 21:00
- Giugno – Agosto: 8:00 – 22:00
I biglietti costano 70 kune per gli adulti (circa 9 €) e 35 kune per studenti e bambini (circa 4,50 €).
Visitare l’Arena di Pola significa entrare in un mondo sospeso tra passato e presente. Significa ascoltare le voci della storia, camminare sulle orme di imperatori e guerrieri, vivere un’esperienza che va oltre la semplice visita turistica. È un invito a lasciarsi sorprendere dalla bellezza senza tempo di una delle più straordinarie eredità dell’antica Roma.
