Non solo Lecce: nel cuore del Salento c'è una gemma di arte barocca a due passi dal mare più pulito d'Italia
Nardò, il gioiello barocco del Salento tra storia, arte e mare cristallino
A pochi chilometri da Lecce, tra uliveti secolari e il blu intenso dello Ionio, sorge Nardò, una delle località tà più affascinanti del Salento. Nel Mediterraneo più autentico l'occasione per un viaggio tra monumenti, vicoli ricchi di storia, capolavori del barocco e una costa spettacolare fatta di baie, scogliere e spiagge incontaminate. Passeggiare per Nardò significa scoprire una cittadina che sorprende a ogni angolo e che riesce a conquistare in qualsiasi stagione dell'anno.
Un viaggio nel cuore di una cittadina dalla ricchissima storia millenaria
Le origini di Nardò affondano nella preistoria. Nelle grotte della Baia di Uluzzo sono state rinvenute importanti testimonianze archeologiche, considerate tra le più antiche manifestazioni di arte figurativa del continente. Il centro abitato nacque probabilmente tra l'VIII e il VII secolo a.C. come insediamento dei Messapi, assumendo il nome di Nerito, derivato dal termine greco nar, cioè "acqua". In epoca romana divenne Neretum, fu conquistata nel 269 a.C. e attraversata dalla Via Traiana che costeggiava il litorale ionico.
Nei secoli successivi la città passò sotto il dominio bizantino, favorendo la diffusione dei monaci basiliani e delle caratteristiche cripte rupestri, per poi essere conquistata dai Normanni nel 1055 e dagli Angioini nel XIII secolo. Dal 1497 il feudo venne affidato alla famiglia Acquaviva, che contribuì profondamente allo sviluppo culturale della città. Tra il XV e il XIX secolo Nardò divenne infatti sede di università, accademie letterarie e studi filosofici, vivendo una stagione di grande fermento intellettuale grazie anche a figure come Antonio De Ferraris, detto il Galateo, e Ruggero Pazienza.
La città custodisce anche una pagina importante della storia contemporanea. Tra il 1943 e il 1947, infatti, la vicina Santa Maria al Bagno accolse oltre centomila ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti in attesa di raggiungere la Palestina. Per questo straordinario esempio di solidarietà, nel 2005 Nardò è stata insignita della Medaglia d'Oro al Merito Civile.
Entrando nel centro storico si viene immediatamente accolti dal suggestivo Tempietto dell'Osanna, uno dei monumenti più singolari del Salento. Costruito nel 1603 in pietra leccese, barocco, presenta una pianta ottagonale con otto colonne che sostengono una cupola attorno a una colonna centrale, probabilmente di origine molto più antica. Secondo una delle interpretazioni più diffuse, proprio questa colonna rappresenterebbe il passaggio simbolico dal paganesimo alla cristianità. Ancora oggi, la Domenica delle Palme, il vescovo benedice qui i rami d'ulivo, perpetuando una tradizione secolare.
Pochi passi separano l'Osanna da Piazza Antonio Salandra, autentico salotto cittadino e considerata una delle più belle piazze barocche del Mezzogiorno. Dominata dalla scenografica Guglia dell'Immacolata alta circa 19 metri, la piazza è circondata da edifici di straordinario valore architettonico: il rinascimentale Palazzo del Sedile, il Palazzo dell'Università con la sua elegante facciata tardo-barocca, la Chiesa di San Trifone, la Fontana del Toro e la Torre dell'Orologio Caccialupi. È un luogo vivo, animato da caffè, botteghe artigiane e scorci fotografici che attirano visitatori da tutto il mondo.
Da qui si dirama un dedalo di stradine, cortili e piazzette che custodiscono antiche cantine, palazzi nobiliari e sapori autentici. Fermarsi alla Vetrina del Gusto permette di conoscere le eccellenze gastronomiche locali: pane, frise, pucce, taralli, pitteddre, pettule, purciddruzzi, olive celline, olio extravergine, paparine e vini come Primitivo, Negroamaro e Malvasia regalano un'esperienza che coinvolge tutti i sensi.
Il patrimonio architettonico di chiese e castelli
Passeggiando per Nardò è impossibile non restare affascinati dalla quantità e dalla bellezza delle sue chiese. Il simbolo religioso più importante è la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata originariamente nell'XI secolo sui resti di un'antica abbazia basiliana e profondamente trasformata nel corso dei secoli a causa di terremoti e ricostruzioni. La facciata settecentesca nasconde infatti un edificio che conserva ancora preziosi elementi romanici e gotici, con navate caratterizzate da archi differenti, splendidi affreschi medievali e numerose opere d'arte.
All'interno spicca il celebre Cristo Nero, un crocifisso ligneo in legno di cedro del XIII secolo, protagonista di una tradizione che racconta come abbia sanguinato durante un tentativo di furto da parte dei Turchi. La cattedrale custodisce inoltre affreschi del XIII e XIV secolo, dipinti di Paolo De Matteis e opere attribuite ad importanti artisti della pittura meridionale.
Non meno spettacolare è la Chiesa di San Domenico, costruita tra la fine del Cinquecento e il secolo successivo. La sua facciata in carparo color miele è un autentico capolavoro del barocco salentino, riccamente decorata con cariatidi, putti, cherubini, tralci floreali e figure fantastiche. All'interno si conserva l'altare della Madonna del Rosario con i quindici Misteri, realizzato da Antonio Donato D'Orlando.
Ma il patrimonio religioso di Nardò è molto più ampio e comprende la Chiesa del Carmine con il suo raffinato portale rinascimentale, la Chiesa di Sant'Antonio da Padova con il prezioso soffitto ligneo decorato, la Chiesa di Santa Teresa, la Chiesa dell'Immacolata, San Giuseppe, Santa Chiara, Santa Maria della Purità, San Giovanni Battista, San Francesco da Paola e numerose cappelle ed edicole votive disseminate lungo le vie del centro storico.
Tra i simboli della città spicca anche il Castello Acquaviva d'Aragona, costruito tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo nel periodo di passaggio dagli Angioini agli Aragonesi. Oggi sede del Municipio, conserva ancora la caratteristica pianta quadrangolare con quattro possenti torrioni agli angoli, mentre la facciata ottocentesca presenta un elegante bugnato. Al suo interno trovano spazio il Museo della Città e del Territorio, il Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari, il Museo della Speleologia e del Sottosuolo e una mostra permanente dedicata al poeta Vittorio Bodini. Alle sue spalle si estende inoltre uno dei più suggestivi giardini botanici storici del Salento.
Il perfetto relax tra le brillanti acque del Mar Ionio
La scoperta di Nardò non termina però tra i vicoli del centro storico. Il territorio comunale si affaccia sul Mar Ionio con circa 22 chilometri di costa tra i più belli della Puglia. Santa Maria al Bagno conserva ancora il fascino dell'antico borgo di pescatori; Santa Caterina conquista con il suo elegante lungomare; Sant'Isidoro offre spiagge sabbiose e acque trasparenti; Porto Selvaggio è un autentico paradiso naturale, immerso in una riserva dove sentieri, pinete e scogliere regalano panorami mozzafiato. Chi ama la natura può proseguire verso Torre Squillace, la Palude del Capitano o esplorare i sentieri del Parco Naturale di Porto Selvaggio.
Nardò è tra le prime dieci località d'Italia per l’eccellenza del mare e della tutela ambientale. Ha infatti appena vinto il premo "Cinque Vele" assegnato da Legambiente e Touring Club.
Arte, storia, natura, gastronomia e mare convivono così in perfetto equilibrio, rendendo Nardò una delle destinazioni più complete e sorprendenti del Salento. È il luogo ideale per chi desidera alternare giornate di relax sulle spiagge ioniche a passeggiate tra monumenti, musei, piazze barocche e sapori autentici, lasciandosi conquistare dal fascino senza tempo di una città che sa raccontare la propria storia a ogni passo.
