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Uno per ogni gusto fino ad arrivare a 9: questi borghi delle Marche hanno una cosa che li unisce e li rende bellissimi  

Alla scoperta della terra marchigiana, un luogo ancora tutto da scoprire, dove storia e panorami mozzafiato si aprono in una cartolina di meraviglia.

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Il territorio di Arcevia, nelle Marche, è particolarmente noto per le ricchezze naturali e storiche ed è arricchito da nove castelli medievali dove il tempo sembra essersi fermato. Dallo splendido mare del Conero agli Appennini, dai borghi e alle tradizioni gastronomiche: in provincia di Ancona si cela un tesoro italiano tutto da scoprire. 

Avacelli, il castello dei Templari

Uno per ogni gusto fino ad arrivare a 9: questi borghi delle Marche hanno una cosa che li unisce e li rende bellissimi

Iniziamo il tour anconetano con uno dei più importanti castelli arceviesi, immerso in un paesaggio carico di boschi a pochi chilometri dal Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi. Il castello di Avacelli è stato costruito nel XIV secolo e dell'edificio originario oggi rimane la porta d’ingresso e solo una parte delle mura in pietra, che attribuiscono alla struttura le sembianze di un piccolo borgo.

Entrando ci si trova di fronte una piccola piazzetta con la chiesa di San Lorenzo (risalente alla metà del secolo XV) che custodisce, alle spalle dell’altare, una bellissima opera in terracotta dipinta con la Madonna della Misericordia. Continuando a passeggiare tra i vicoletti e le boscaglie, vi imbatterete nella Chiesa romanica di Sant’Ansovino (del secolo XI) che, secondo la tradizione, sarebbe stata di proprietà dell’Ordine dei Templari fino al suo scioglimento. Nel mese di maggio ad Avacelli si tiene la famosa Sagra dell'aspargo di montagna.

Castiglioni, il castello del pane

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Altro giro, altro salto nell’atmosfera medievale. Eccoci nel bellissimo borgo di pietra di Castiglioni, con il suo castello che sorge in cima a una collina sopra il fiume Misa, con porta fortificata del Quattrocento e mura sopraggiunte dal 1400. Qui il giro parte dalla graziosa piazzetta della Chiesa di Sant’Agata che conserva la Madonna del Rosario, opera del 1589 tra le più famose dell’artista locale Ercole Ramazzani. Fuori le mura si trova, invece, la Chiesa di Santa Maria della Piana, con la sua strana facciata rettangolare e gli affreschi di un altro artista del posto, Andrea di Bartolo da Jesi.

E se ad Avacelli vanno di moda gli asparagi, Castiglioni è conosciuto per la Festa del Pane, che si svolge alla fine di settembre: due giorni all’insegna della riscoperta degli antichi sapori, in cui il vecchio forno e l’antico vecchio mulino – nei quali si cuocevano pagnotte e filoni di pane già seicento anni fa – si rimettono in funzione per la collettività. Un’immersione in una tradizione ancora viva e genuina.

Caudino, il castello delle vacanze

Ecco il più piccolo dei nove castelli di Arcevia. Caudino si posiziona ai lati di un monte e alla fine di un bosco al seguito di una tortuosa strada, diventando meta privilegiata per gli amanti delle vacanze all’insegna del relax, che qui possono fare passeggiate indimenticabili. Il silenzio diventa il protagonista indiscusso di Caudino, che ormai si anima soprattutto grazie ai turisti. La conformazione della fortezza è sempre quella classica, con un pittoresco portale d’ingresso e le mura fortificate a dominare buona parte del perimetro (o ciò che ne rimane). In posizione centrale e accanto alla torre campanaria, c’è la Chiesa locale di Santo Stefano, ristrutturata nel Settecento e con un affresco della Madonna di Loreto.

Loretello, il castello ‘contadino’

Uno per ogni gusto fino ad arrivare a 9: questi borghi delle Marche hanno una cosa che li unisce e li rende bellissimi

E dopo il più piccolo ecco quello più antico tra i castelli di Arcevia. Sì perché il castello di Loretello è datato 1072 e sorge in uno dei borghi murati più piccoli della regione: ad occhio sembrerebbe una fortezza in miniatura posizionata a mano in un paesaggio collinare. Furono i monaci di Fonte Avellana ad arrivare da queste parti alla ricerca di un luogo consono per la meditazione e qui decisero di stabilirsi completando il castello sul finire del 1300.

Sopravvissute al tempo sia le mura sia il ponte di accesso a tre arcate, a Loretello l’edificio principale è il torrione circolare del Quattrocento, che conserva ancora una buona parte delle feritoie. Da non perdere il Museo della Civiltà Contadina che ricorda la storia agricola del posto, caratterizzata dalla coltivazione di cereali (farro, mais e cicerchie soprattutto), delle olive e del vino.

Montale, il castello ‘moderno’

Una simbiosi riuscita tra passato e presente, il castello di Montale è quello che ha meglio assimilato la contemporaneità. Si trova a quasi 300 metri sul livello del mare, vicino al comune di Serra de’ Conti, e conserva ancora la conformazione medievale del 1200 e la cinta muraria quasi integra. Dopo un’occhiata al camminamento di ronda, godetevi la torre di guardia trasformata nel campanile della Chiesa di San Silvestro incorporata nelle mura: da qui il panorama è a dir poco suggestivo e arriva fino al promontorio del Conero.

Nidastore, il castello ‘nido’

Uno per ogni gusto fino ad arrivare a 9: questi borghi delle Marche hanno una cosa che li unisce e li rende bellissimi

Nella zona più a nord di Arcevia, si trova quello che dal nome potrebbe ricordare tutto tranne che una fortezza antica. Ai confini con Pesaro sorge il castello di Nidastore – vincitore per l’appellativo più originale – letteralmente ‘nido degli astori’, i grandi rapaci che venivano usati per cacciare nel Medioevo e che ne raffigurano lo stemma.

Il castello di Nidastore risale alla metà del XII secolo, anche se il centro abitato di oggi è sorto nella seconda metà del Quattrocento, con la cinta muraria ancora ben visibile. L’atmosfera è quella di una cornice elegante con le casette color ocra e alcuni palazzi antichi dai portali cinquecenteschi.

Palazzo d’Arcevia, il castello poetico

Se prima era il castello più popolato, oggi rimane un luogo suggestivo, tra vicoli e antiche costruzioni in cima al monte Caudino. Palazzo d’Arcevia si circonda di mura in pietra e due grandi porte d’ingresso; rispetto agli altri è forse quello che rispecchia di più l’aspetto da borgo arroccato sulla collina e immerso nei boschi dell’anconetano. In realtà, la sua immagine visiva è molteplice, dipende dal punto di vista e dal momento della giornata in cui lo si guarda: da un angolo sembra saldamente attaccato alla roccia, dall’altro aggrappato al monte o addirittura sospeso tra cielo e nuvole. E, poi, di notte diventa un piccolo presepe con le lucine accese.

A sovrastare e proteggere il centro di Palazzo d’Arcevia, c’è la Chiesa parrocchiale dei Santi Settimio e Stefano (della metà del secolo XVIII), realizzata dalla famiglia di architetti Vici; al suo interno si trovano una tela settecentesca di scuola veneta e l’oratorio privato e affrescato di San Venanzio nato per mano di Arcangelo Vici.

Piticchio, il castello ‘televisivo’

Uno per ogni gusto fino ad arrivare a 9: questi borghi delle Marche hanno una cosa che li unisce e li rende bellissimi

Uno dei più belli tra i castelli di Arcevia è il castello di Piticchio, a sette chilometri da Arcevia, con le mura del Quattrocento che ne conservano il centro storico. Sicuramente è il più famoso, visti i suoi trascorsi televisivi: qualche anno fa qui è stato ambientato un reality show olandese che ha fatto conoscere le bellezze marchigiane in tutta Europa.

Passeggiando tra i vicoli di Piticchio, il salto nel passato è assicurato. Si entra da una porta monumentale dell’Ottocento a cui ne segue una a sesto acuto, da qui parte anche la Torre dell’Orologio, uno dei simboli del borgo insieme alla Chiesa parrocchiale di San Sebastiano. In quest’ultima, si può ammirare l’altare in legno intagliato e dorato, dove sono incastonate tre opere di Ercole Ramazzani della fine del Cinquecento. Piticchio è anche il borgo più vivo sul fronte socialità: dal Museogiocando, con la collezione di oltre quattromila giocattoli, all’Hearth Festival, evento multidisciplinare incentrato sull’incontro tra uomo e natura.

San Pietro in Musio, l’ultimo dei castelli di Arcevia

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Infine, ma non per importanza, ecco il castello di San Pietro in Musio risalente all’inizio del Duecento ma con struttura urbanistica del Quattrocento ancora intatta. La piccola fortezza si trova su un cucuzzolo a 300 metri di altezza, vicino a Loretello con, purtroppo, poche tracce del passato visto il bombardamento subito durante la Seconda Guerra Mondiale.

Suggestiva la passeggiata intorno alle mura in laterizio, dove vi imbatterete all’improvviso nello splendido affresco di Bruno d’Arcevia, realizzato soltanto poco tempo fa e dedicato a San Pietro. Non dimenticate di visitare, poco fuori le mura, il santuario della Madonna di Montevago (del secolo XVI) che custodisce un’opera affrescata creata dalle mani di Venanzio da Camerino e Piergentile da Matelica. 

 
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