Viaggi e covid: meno restrizioni in diversi Paesi
Aggiornamenti sulla situazione sanitaria nel mondo: Danimarca e Svezia verso il via libera, riapre la Nuova Zelanda e diminuiscono le restrizioni nel resto del mondo
Il Covid-19 e la variante Omicron sembrano finalmente allentare la presa dopo due mesi di recrudescenza del virus. La sempre maggiore percentuale di vaccinati e le guarigioni stanno spingendo molti paesi a graduali riaperture e allentamenti delle restrizioni.
In Italia, ad esempio, da metà febbraio sarà rimosso l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto e riapriranno per la prima volta dopo molto tempo le discoteche, anche se con tempistiche e capienze ancora da definire.
Ancora più ottimistica è la situazione nei paesi scandinavi, dove sono state eliminate o fortemente ridotte quasi tutte le restrizioni. Una dimostrazione di tenuta del sistema sanitario, ma anche una forte speranza per un’estate che si preannuncia finalmente sotto il segno di una libertà di viaggio pressoché totale, a patto di essere vaccinati o guariti dal virus.
Via libera in Svezia e Danimarca
Il governo di Stoccolma ha deciso che, dal 9 febbraio prossimo, saranno rimosse tutte le limitazioni che riguardano l’ingresso in bar e ristoranti, così come i limiti di capienza per gli eventi pubblici.
Secondo Magdalena Andersson, primo ministro svedese, non c’è più bisogno di restrizioni così forti poiché la “pandemia è entrata in una nuova fase”. Sempre in Svezia non servirà più indossare la mascherina sui mezzi di trasporto, ma i non vaccinati dovranno continuare a rimanere a casa se sintomatici. Alcune restrizioni rimarranno nei luoghi più a rischio, come ospedali e case di riposo.
Ancora più aperta la Danimarca, che da qualche giorno ha di fatto abolito ogni regola di contenimento del contagio. Per il capo dell’Istituto di sanità danese, Henrik Ullum, non c’è più bisogno di mascherine e green pass, poiché oltre l’80% dei cittadini è vaccinato con 2 dosi e il 60% con tre dosi. In questo è stato enormemente ridotto il rischio di contagio e la mortalità nel paese.
Rimangono più caute Norvegia e Finlandia dove le restrizioni saranno sì rimosse, ma in modo più graduale nel corso del mese di febbraio e più avanti.
Migliora la situazione in Nuova Zelanda, peggiora in Repubblica Ceca
Un altro paese che ha deciso per una riapertura sia interna che verso l’esterno è la Nuova Zelanda che, come la vicina Australia, ha gradualmente permesso il ritorno dei visitatori stranieri dopo quasi due anni di chiusura.
Il paese, che in alcuni casi ha addirittura rifiutato il rientro dei propri concittadini per motivi sanitari, ha oggi percentuali di vaccinati prossime al 100%. La riapertura agli spostamenti avverrà secondo un piano in cinque fasi: tra queste, i neozelandesi attualmente presenti in Australia potranno rientrare nel paese senza dover fare una quarantena preventiva.
Il piano prevederà poi la riapertura ai turisti vaccinati, ma solo in una fase successiva. Per il momento l’obiettivo è quello di permettere ai neozelandesi vaccinati di recarsi all’estero sia per lavoro che per vacanza.
Meno rosea è invece la situazione in Repubblica Ceca dove il governo, almeno fino al 1° marzo, ha introdotto delle politiche restrittive che prevedono la possibilità di chiudere negozi e scuole, con il ricorso alla DAD. Sebbene il Tribunale amministrativo abbia rimosso l’obbligo vaccinale per l’accesso a hotel, ristoranti ed eventi sportivi, rimane necessario indossare la mascherina in tutti i luoghi pubblici al chiuso.
Negli Stati Uniti d’America alcune compagnie aeree hanno chiesto alla Casa Bianca di rimuovere l’obbligo di eseguire un test per l’ingresso nel paese, mentre in Germania e Russia aumentano i contagi e si valuta una quarta dose di vaccino. Berlino non è inclusa nell’elenco dei paesi a rischio dall’Unione Europea ed è possibile viaggiare a patto di avere il Green Pass. Per chi voglia recarsi a Mosca o San Pietroburgo, invece, esistono restrizioni più forti.
