Storie da raccontare - La Pasta di Camerino
Una storia di pasta che affonda le sue radici nell’entroterra delle Marche, tra dolci colline, borghi medioevali e tradizioni antiche.
Un viaggio nell’entroterra marchigiano è un viaggio lento, dal sapore antico, attraverso dolci pendii, cittadine medioevali e campi coltivati come giardini. Un paesaggio sospeso nel tempo che per secoli ha ispirato artisti e poeti, primo fra tutti Giacomo Leopardi che passò gran parte della sua giovinezza a Recanati, allora parte dello Stato Pontificio, oggi provincia di Macerata. Tanto caro mi fu quest’ermo colle…chi non ricorda i versi di uno dei poemi più conosciuti di Leopardi, l’Infinito, ispirato proprio al panorama sui Monti Sibillini che si ammira dal Monte Tabor, il colle di Recanati.
Prigione e rifugio per Leopardi, l’entroterra marchigiano è oggi un luogo ricco di tesori nascosti, tradizioni antiche e eccellenze gastronomiche, un territorio accogliente che attrae un turismo di qualità, alla ricerca di esperienze culturali, percorsi naturalistici e itinerari mangerecci ispirati alle tradizioni contadine del territorio.

Territorio e tradizione
Proprio con questo spirito vent’anni fa Gaetano Maccari e Mara Mogliani fondarono il marchio La Pasta di Camerino, accettando la sfida di portare sulle tavole di tutta Italia (e non solo) le tagliatelle all’uovo preparate secondo la ricetta originale della loro nonna, a base di ingredienti sani, genuini e rigorosamente locali. Oggi l’azienda proprietaria del marchio, Entroterra Spa può affermare di aver vinto la sfida grazie alla tenacia e alla schiettezza tipica dei Marchigiani, ma soprattutto grazie al rispetto della ricetta originale della tradizione (otto uova per ogni chilo di farina per tutta la gamma di pasta all’uovo) e al rapporto di fiducia instaurato con il consumatore.
Un metodo di lavorazione artigianale, figlio dell’antica tradizione dei maestri pastai, ma anche dell’aria pura dei Monti Sibillini, con la quale la pasta viene essiccata a basse temperature, e della selezione dei migliori ingredienti italiani. Ingredienti che possono essere tracciati dal consumatore grazie ad un codice QR stampato su ogni confezione di pasta che permette di risalire all’intera filiera produttiva, dall’origine del grano all’azienda che lo ha lavorato. Tutto rigorosamente marchigiano o al massimo italiano. Parola d’ordine: trasparenza.

Una storia di rinascita
Un fortissimo legame con il territorio che si rispecchia nella scelta del nome del brand La Pasta di Camerino, che equivale a una dichiarazione d’amore, un vero e proprio sodalizio con una terra che è stata per secoli protagonista della storia del nostro paese, ma anche una terra fragile, che spesso si rompe (a causa dei terremoti) ma che si ricompone in fretta, più forte di prima, grazie alla tenacia e all’orgoglio dei suoi abitanti sempre pronti a rialzarsi.
E La Pasta di Camerino ha un ruolo importante in questa bella storia. Dal 2016, anno dell’ultimo terremoto, che ha danneggiato buona parte del patrimonio artistico culturale della zona e reso inagibili molte case e edifici pubblici, l’azienda non ha mai smesso di dare supporto alla sua terra. In primis, continuando la produzione di pasta fin dal giorno successivo al terremoto, unica azienda del territorio, poi, ampliando lo stabilimento nei mesi seguenti dando lavoro a più di venti nuove persone e infine con la partecipazione ad attività, iniziative benefiche, eventi e manifestazioni.
Grazie ai lavori di ampliamento, oggi, nello stabilimento di Torre del Parco a Camerino, oltre alla pasta all’uovo si producono pasta di semola, pasta di grano antico Hammurabi e pasta al farro integrale Bio.

Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra natura e leggenda
I lavori di ricostruzione nel borgo antico di Camerino sono ancora in corso, ma tutta l’area circostante è accessibile ai turisti, anzi, visitare questi luoghi significa dare il proprio supporto alla ricostruzione e alla rinascita di una terra che ha dato tanto al nostro paese e che adesso chiede aiuto. Quindi, in attesa di poter visitare più splendente che mai l’affascinante borgo medioevale di Camerino con i suoi palazzi nobiliari, chiese antiche e la sua famosa Università, ci spostiamo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un posto magico…per natura! Si tratta di un vasto parco che si estende per più di settanta ettari tra Umbria e Marche. Un territorio ricco di fiumi e torrenti, dove gole alte e strette si alternano a cascate, vallate verdeggianti e ripide salite. Un posto incantato nel vero senso della parola che deve il suo nome alle mitiche Sibille, giovani vergini che secondo la leggenda erano in grado di predire il futuro attraverso oscuri oracoli. Ma la magia non si ferma qui: da secoli si crede che questi territori siano abitati da fate, stregoni e altri incredibili personaggi sospesi tra fantasia e realtà.
Se si vuole visitare il parco per più giorni, si può percorrere la Grande Via, un itinerario di 190 km che tocca tutti i diciassette comuni all’interno del parco, quindici sono marchigiani, per ogni comune è possibile intraprendere un percorso storico-culturale a piedi. Oltre alla Grande Via ci sono poi sei percorsi ad anello che si possono percorrere in giornata, oltre a numerosi sentieri adatti al trekking o alle mountain bike.
E anche qui il territorio è di nuovo protagonista indiscusso della tavola. All’interno del parco diversi ristoranti propongono il Menù della Sibilla, con piatti cucinati con ingredienti a chilometro zero, provenienti da aziende locali. Tra sapori e saperi, i menu raccontano la storia della ricetta, gli ingredienti utilizzati e le aziende che li producono. Zuppe di lenticchie e castagne sibilline, agnello allo scottadito, pasta del pastore (ricotta e guanciale), fregnacce rosse (sfoglia di pasta all’uovo simile alle lasagne) sono solo alcune delle ricette proposte. E ci fermiamo qui, perché ci sta già venendo fame!
Per maggiori informazioni: Parco Nazionale dei Monti Sibillini

