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Zattere, baguette e non solo. I patrimoni “immateriali” dell’UNESCO celebrano i 50 anni dell’agenzia ONU  

Un trionfo di sapori e di antiche tradizioni europee per festeggiare i 50 anni dalla nascita dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO

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È passato ormai mezzo secolo dall’approvazione della Convenzione UNESCO sul patrimonio universale, il documento che diede il via alla nascita dei patrimoni dell’Umanità così come riconosciuti dall’agenzia ONU che ha sede a Parigi. Insieme ai monumenti, ai grandi parchi e a quei luoghi di cui l’Italia è primatista mondiale (58 siti, contro i 56 della Cina, i 51 della Germania e i 49 di Spagna e Francia), esiste anche una classifica parallela, che è quella dei patrimoni immateriali dell’Umanità UNESCO. Non dei luoghi fisici, ma tradizioni, abitudini, usi e costumi che fanno parte di una tradizione che valica i confini politici e diventa una ricchezza di tutti i popoli del mondo.

In Italia, anche da questo punto di vista, non siamo certo secondi a nessuno: l’arte del pizzaiuolo napoletano ha ottenuto l’ambito riconoscimento universale nel 2017, e oggi ha 17 patrimoni culturali immateriali riconosciuti (9° in classifica insieme al Belgio, la Cina è prima a quota 42). Tra gli intangible heritage del Bel Paese ci sono la falconeria, l’arte della produzione dei vetri artistici, la Perdonanza celestiniana de L’Aquila, l’Opera dei Pupi siciliana, il Canto a tenore sardo e la produzione artigianale dei violini di Cremona.

Mentre l’Italia aspetta il 2023 per conoscere l’esito di altre tre candidature (la Transumanza, le tecniche di irrigazione tradizionale e il Canto operistico), l’UNESCO ha dato il via libera da qualche settimana ad altre due interessanti tradizioni europee: la produzione della baguette francese e la costruzione di zattere lignee della Repubblica Ceca.

Andiamo a scoprirle insieme.

Libertè, egalitè e… baguette

Zattere e baguette, ecco i nuovi patrimoni dell'Umanità UNESCO | PaesiOnLine

Come la Tour Eiffel e le bianche scogliere della Normandia, la baguette è uno dei simboli della cultura francese e della sua straordinaria tradizione enogastronomica. L’UNESCO, che ha sede proprio in Francia, si è presa parecchio tempo per riconoscerlo ma finalmente ha messo il sigillo su questo filoncino di pane. Dal peso tradizionale di 250 grammi, fragranti e calde, portate con un velo di carta sotto le ascelle o nelle sempre più diffuse shopper di stoffa bio, se ne producono addirittura sei miliardi all’anno, circa 12 per ciascun abitante della Francia, di ogni età o tradizione o cultura.

E pensare che la contemporaneità minaccia la produzione tradizionale della baguette, con 35mila panifici ancora attivi su tutto il territorio nazionale contro i 55mila di mezzo secolo fa. 250 grammi di magia e perfezione, come l’ha definita Emmanuel Macron, che compaiono in innumerevoli film, serie TV, storie su Instagram. Chi non si è appassionato alle vicende di Emily in Paris, al flirt con il vicino-cuoco, e non ha sognato di camminare sugli Champs-Elysées con una baguette sotto il braccio?

L’umanità è nata su una zattera?

Zattere e baguette, ecco i nuovi patrimoni dell'Umanità UNESCO | PaesiOnLine

Forse no, ma sicuramente le primordiali imbarcazioni fatte di tronchi di legno e legate con corde sono state fondamentali per i grandi movimenti umani. Molti ricorderanno il Kon-Tiki, la zattera che Thor Heyerdahl usò per ripercorrere la distanza tra Lima e le Isole Tuamotu, come forse fecero anche i Polinesiani migliaia di anni prima.

Sapevate che una simile tradizione nella produzione delle zattere esiste anche in Cechia, e che l’UNESCO l’ha appena inserita tra i patrimoni immateriali dell’Umanità? L’arte di assemblare grandi zattere fluviali è un elemento presente non solo nella cultura ceca, ma anche in Germania, Austria, Lituania, Polonia e Spagna (paesi che condividono questo riconoscimento). Questo mestiere, che oggi è forse superato dalla tecnologia ma non certo per bellezza, richiede la realizzazione di chiatte lignee grandi anche parecchi metri, che venivano prodotte fissando tra di loro tronchi di legno in modo preciso, e addirittura anche costruendoci sopra dei ripari in paglia.

Le zattere, guidate da esperti navigatori/piloti detti zattieri, erano realmente personalizzate per ciascun materiale o percorso che dovevano intraprendere, e per centinaia di anni sono state il mezzo di trasporto più veloce, sicuro e immediato per portare da una città all’altra sale, miele, carbone, pietre, sabbia e ovviamente persone.

Certo, forse non erano sicure e comode come le moderne navi da crociera, ma volete mettere il panorama sui fiumi del Mitteleuropa?

 
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