Pedalare tra lava, neve, boschi e vigneti: itinerario magmatico per gli amanti della natura
Percorso in e-bike tra sei Comuni, borghi vulcanici, cantine, panorami e paesaggi in saliscendi che cambiano volto a ogni curva
Catania è già l’ Etna, basta guardare verso l’ entroterra e capire che un’entità domina il paesaggio anche quando non si mostra del tutto. Presenza sistemica, viva, tra le nuvole e la terra, a tratti bianca di neve, a tratti scura di lava, ricoperta di verde. Per tutti coloro che sono nati da queste parti non è semplicemente un vulcano: è “a Muntagna”, la Montagna. Parliamo dell’ Etna, ma questo non è il solito racconto che narra di una mera salita verso i crateri. È un viaggio diverso, costruito intorno all’ idea di esplorare il territorio che circonda il sistema vulcanico, lentamente, in e-bike, attraversando vigneti, borghi, piccoli Comuni, strade panoramiche, colate laviche e paesini che a memoria d’uomo convivono con la forza del vulcano. l’ itinerario tocca sei Comuni — Nicolosi, Milo, Zafferana Etnea, Sant’Alfio, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia — e racconta un modo nuovo di vivere uno dei paesaggi più dirompenti d’Italia dove l’ uomo si adatta alla forza degli elementi.
Pedalare sulla Montagna, tra il verde dei vigneti e il nero della lava

Il primo modo per capire questo territorio è percorrerlo in bicicletta. l’ e-bike consente di attraversare distanze importanti senza perdere il ritmo lento dell’ osservazione: una pedalata dopo l’ altra, il paesaggio cambia continuamente. Ai filari ordinati dei vigneti si alternano muretti a secco, boschi, ginestre, vegetazione cangiante, antiche colate laviche e improvvisi affacci verso il mare. In circa trenta chilometri, l’ itinerario si snoda tra strade secondarie e tratti ciclabili che raccontano un Etna meno monumentale e più intimo. Non c’è solo la vetta, non ci sono solo i crateri: c’è un mondo agricolo, umano e paesaggistico che vive sulle pendici della Montagna e che trova nell’ e-bike una chiave di lettura perfetta per essere scoperto.

Pedalare in queste zone significa attraversare un paesaggio doppio: da un lato la forza primordiale della lava, dall’ altro la delicatezza dei vigneti e la spontaneità dei boschi e della vegetazione minore che scendono verso il mare. È proprio questo contrasto a rendere l’ esperienza così particolare. l’ Etna non è mai uguale a se stesso: cambia colore, temperatura e atmosfera nel giro di pochi chilometri.
Zafferana Etnea, la base ideale per scoprire il versante orientale

Tra i sei Comuni dell’ itinerario, Zafferana Etnea è una delle basi più comode e suggestive per partire alla scoperta del territorio. Il paese si trova in una posizione strategica sul versante orientale del vulcano e conserva quell’ equilibrio tipico dei centri etnei: da una parte la vita di borgo, dall’ altra la presenza costante della Montagna. Il centro abitato, con la sua chiesa e le piazze affacciate verso il paesaggio, racconta bene il rapporto tra spiritualità, natura e quotidianità che caratterizza molti paesi dell’ Etna. Qui il vulcano non è un elemento lontano, ma una presenza domestica, visibile sullo sfondo, capace di influenzare il clima, l’ agricoltura, l’ immaginario e perfino il modo di raccontare il territorio. Da Zafferana si parte facilmente verso i vigneti,verso i borghi vicini e verso le quote più alte, dove il paesaggio cambia radicalmente e la vegetazione, arretrando, lascia spazio a scenari più essenziali, quasi lunari.
Sei Comuni, sei porte d’accesso al vulcano

Nicolosi è una delle porte più note per salire verso l’ Etna. Sul versante sud, è il punto di riferimento per chi vuole avvicinarsi alle quote più alte e raggiungere l’ area del Rifugio Sapienza, dove il paesaggio diventa più aspro, nero, aperto, segnato da crateri e colate laviche. Milo ha invece un’anima più raccolta e verde, legata ai vigneti e a una dimensione paesaggistica più silenziosa. È uno di quei luoghi in cui l’ Etna sembra farsi più agricolo e più contemplativo, tra filari, boschi e strade che invitano alla lentezza. Sant’Alfio aggiunge al percorso una nota rurale e autentica. È un Comune che racconta il rapporto quotidiano con la terra, con i prodotti locali e con una vita ancora molto legata ai ritmi del territorio. Lingua glossa introduce al versante nord-orientale,d ove l’ Etna assume un carattere diverso: più boscoso, più ampio, più vicino alla dimensione delle grandi escursioni naturalistiche.
Da qui lo sguardo si apre verso un paesaggio in cui lava, vegetazione e altitudine convivono in modo spettacolare. Castiglione di Sicilia è uno dei borghi più affascinanti dell’ itinerario, sospeso tra pietra, storia e vigneti. Il suo legame con il vino è fortissimo e permette di comprendere quanto la cultura enologica etnea sia parte integrante dell’ identità locale. Zafferana Etnea, infine, chiude idealmente il cerchio come luogo di partenza e ritorno: una base da cui esplorare, ma anche un punto in cui fermarsi per leggere il territorio con più calma.
Vino, olio e paesaggi: il sapore minerale dell’ Etna

Uno degli elementi più interessanti di questo viaggio è il legame tra il vulcano e l’ agricoltura. I vigneti e gli ulivi etnei crescono su suoli lavici, spesso su terrazzamenti sostenuti da muretti in pietra nera. È un paesaggio ordinato e selvatico insieme, dove il lavoro dell’ uomo sembra continuamente dialogare con una natura più grande e più imprevedibile. Il vino dell’ Etna racconta questa tensione: mineralità, altitudine, vento, escursioni termiche, esposizione al sole. Degustarlo nel suo paesaggio d’origine significa capire che qui il vino non è solo una produzione di qualità, ma una vera interpretazione della Montagna. Accanto al vino, anche l’ olio extravergine racconta un altro volto del territorio. A Nicolosi, ad esempio, ladegustazione presso l’ azienda Serafica permette di scoprire il versante sud dell’ Etna attraverso uliveti e vigneti coltivati in un ambiente difficile ma generoso.
Dove dormire sull’ Etna
Per vivere questo itinerario con il giusto ritmo, una base comoda è Zafferana Etnea, sul versante orientale del vulcano. Si consiglia di soggiornare all’ Hotel Esperia Palace, che può considerarsi un balcone panoramico a metà strada tra il mare e la Montagna, con stanze accoglienti e buona prima colazione.
Dalla neve ai crateri: quando il paesaggio diventa lunare

La seconda anima del viaggio è quella dell’ alta quota. Salendo verso il Rifugio Sapienza e poi verso le aree più elevate, il paesaggio cambia completamente. I vigneti e i borghi lasciano spazio alla lava, a una vegetazione più scarna e brulla, ai crateri, al vento, alla neve che in primavera può ancora resistere sulle pendici più alte del vulcano. È qui che l’ Etna mostra il suo volto più estremo. Il verde si dirada, i colori diventano essenziali, il nero della terra vulcanica contrasta con il bianco della neve e con il verde improvviso delle piante pioniere. Si ha la sensazione di trovarsi in un luogo in continua formazione, dove nulla è definitivo e tutto può cambiare. Per questo l’ itinerario in e-bike e nei borghi non è soltanto un’esperienza outdoor. È un modo per entrare in contatto con un territorio vivo, dove il turismo lento diventa anche una forma di ascolto: dei paesaggi, delle comunità locali, dei prodotti agricoli, delle storie e della potenza naturale che tiene insieme tutto.
Chi cerca una Sicilia diversa, lontana dai luoghi comuni e vicina alla sua energia più profonda, trova qui un viaggio sorprendente: tra lava e vigneti, neve e mare, borghi e cantine, pedalate e strade panoramiche. Un ringraziamento si deve al Comune di Nicolosi, in particolare al Sindaco Angelo Pulvirenti e all’ Assessore al Turismo Pina Gemmellaro, capofila del progetto che ha per oggetto la promozione e la valorizzazione turistico-digitale attraverso una app dedicata e un sistema di bike-sharing lungo l’ itinerario della lava e delle vigne del Parco dell’ Etna Unesco.
Foto di Emanuela De Santis
