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C'è qualcuno che li ha contati tutti: 2888 gradini, ma è l'unico modo per arrivare al "borgo degli eremiti"  

Non è un mistero, ma l'inesorabile effetto del tempo che passa, eppure c'è chi ancora trova del romanticismo in questo incantevole borgo.

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Più che una gita domenicale, è un'avventura per chi non ha paura dei percorsi in montagna. Una sfida che richiede una certa preparazione fisica ma che, allo stesso tempo, è compensata dalla meraviglia pronta ad attenderci una volta conclusa questa salita monstre. Sì, perché per arrivare fino a Savogno non si può ricorrere ad automobili, biciclette, funicolare o a ogni genere di veicolo moderno. Si sale, infatti, a piedi per 2888 gradini (c'è qualcuno che li ha contati tutti), fino a questo borgo abbandonato in Lombardia che benedice la provincia di Sondrio di una destinazione originale, dove trovare i turistiècomescovareilproverbiale ago nel pagliaio. Il posto giusto per i solitari, i sociofobici del XXI secolo o, semplicemente, per chi è stufo delle mete inflazionate. Siete pronti a scoprire questa insolita destinazione? 

Savogno: perché una scalinata così imponente?

C'è qualcuno che li ha contati tutti: 2888 gradini, ma è l'unico modo per arrivare al borgo degli eremiti

La domanda è legittima: quale malsano pensiero ha assalito coloro che hanno pensato fosse una buona idea rendere un paese raggiungibile unicamente percorrendo una scalinata così irta? Qui, tra le cascate della Val Bregaglia, le strade trafficate e le piazze affollate di negozi lasciano spazio a un silenzio così profondo da fermare persino il vento.

Il borgo, alla ragguardevole altitudine di 932 metri s.l.m., venne abbandonato definitivamente nel 1968 e, da allora, come per magia, il tempo l'ha cristallizzato in una dimensione onirica, perfetta per dimenticarsi del trambusto che circonda le nostre vite. Ma perché non renderlo più agevole da raggiungere? La risposta sta nella sua stessa collocazione: lontano dagli occhi, ma vicino all'anima. Un luogo che rigetta le tentazioni del nuovo e si crogiola nella tradizione, difficile da raggiungere e, allo stesso tempo, quasi impossibile da alterare. Ecco che i suoi 2888 gradini non fungono da strumento di collegamento, ma rappresentano quasi una muraglia inclinata che vuole sfiduciare coloro che pensano chetuttosirisolvaconelettricità, connessioni veloci, smartphone e tecnologia.

La ripida mulattiera di quasi tremila gradini, che si snoda attraverso il panorama mozzafiato delle cascate dell’Acquafraggia, è impegnativa ma risoluta, un confine attraversabile che screma l'esploratore dal turista della domenica. Ma che, al culmine della fatica, ricompensa con un paesaggio di rara bellezza. Abbandonato il proprio motore a Sarlone (Borgonuovo di Piuro), si inizia a camminare, tenendo un ritmo blando ma costante, che impedisce di fallire a metà percorso. A quota 590 metri s.l.m. c'è la rinfrescante pausa di una fontana del 1869 e, per ipiùavventurosi,seguendounadeviazione segnalata, è possibile ammirare un edificio di pietra dove si trova un torchio da vino del 1706. Tra cappelle, edicole religiose e paesaggi bucolici, la salita (3 chilometri, 500 metri di dislivello, tempo stimato un'ora abbondante) è un regalo da concedersi.

Il lato bello dell'abbandono 

C'è qualcuno che li ha contati tutti: 2888 gradini, ma è l'unico modo per arrivare al borgo degli eremiti

Savogno è una frazione del comune di Piuro che, un tempo, era passaggio obbligatorio per il transito verso la capitale delle Tre Leghe in Svizzera, Coira. Un borgo come tanti, vissuto tra le case in pietra e le vie, ma che pian piano ha visto i suoi abitanti andare via per cercare una maggiore comodità nei paesi delle valli.

Oggi, alla pari d'altri paesi fantasma d’Italia, è una meta che attira curiosità, soprattutto per la presenza di case tradizionali in perfette condizioni, che ci dimostrano quanto i metodi di costruzione del passato difficilmente invidiano i moderni cementi armati. Queste abitazioni e la loro felice collocazione sono un rifugio per chi, nei mesi più caldi, torna a vivere a Savogno per un breve periodo, sfruttandone il clima mite e dolce.

Il borgo di pietra è affascinante quanto maestoso e a colpire sono proprio le vie ordinate e strette che giungono nei pressi dell’antica chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Antonio Abate e Bernardino da Siena e consacrata nel 1465, insieme al campanile che conserva le forme rinascimentali. 

 
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