Pistole d'acqua contro i turisti: a Barcellona ci si ribella così a l'overtourism, ma basterebbe solo un po' di buonsenso
Spettacolarizzazione esasperata, comunicazione senza scrupoli e investimenti concentrati in pochi km: da opportunità l'overtourism ora è deterrenza
Polemica a colpi di pistole d'acqua: è così che un simpatico (ma non troppo) gruppo di burloni catalani ha voluto esprimere il proprio dissenso verso uno dei grandi problemi che da qualche anno costinge nel suo angolo la capitale irredentista della Spagna, Barcellona. Una protesta pacifica, che ha quasi calzato i panni del flash mob, ma che cerca di trasmettere con leggerezza un problema che in realtà di leggero ha ben poco: l'overtourism. Ma cosa intendiamo quando si utilizza questo termine che ormai fa quasi paura? Perchè non può essere visto come una semplice opportunità di sviluppo? Con un redazionale un po' diverso dal solito oggi vorrei aprire il discorso dell'overtourism anche sul panorama italiano, parlando di cultura, buonsenso e consapevolezza come unici mezzi per poter far rifiorire un settore al momento con "l'acqua alla gola".
Partiamo dalle basi: cos'è il fenomeno dell'overtourism

"Sovraffollamento turistico, concentrato in alcuni periodi dell’anno in città e siti famosi, che provoca o può provocare danni ai monumenti e all’ambiente, oltreché disagi per i residenti".
Senza mezzi termini, Treccani ci dà una definizione piuttosto schietta del fenomeno, racchiudendone in pochi termini tutti gli aspetti negativi. La congestione turistica che si vive in alcune zone del mondo (durante determinati periodi dell'anno), è si sintomo di un diffuso apprezzamento internazionale di una particolare località, ma questo non fa altro che aprire scenari al limite del drammatico. Hotel in overbooking e con prezzi alle stelle, ristorazione sotto stress che perde in qualità ma fa lievitare lo scontrino medio, attrazioni e monumenti che sembrano il Modena Park al concerto di Vasco, senza poi considerare il traffico, in strada e a piedi, che letteralmente ostruisce le arterie della città più del colesterolo.
Non ce ne vogliano i cugini Catalani, ma se c'è una nazione che meglio rispecchia (purtroppo) questo scomodo fenomeno, è proprio l'Italia a guidare la compagnia. Diversi studi hanno infatti affermato come sia proprio Venezia ad occupare il gradino di mezzo del podio, seguita da Dubrovnik, come città che più soffre di questa piaga vacanziera. Ma non solo la serenissima è messa alle strette: anche le meravigliose 5 terre, soprattutto nei mesi estivi, vivono periodi di forte stress, legato soprattutto alla morfologia del territorio, che non permette nè agevola gli spostamenti e le soste in macchina. Insomma, un insieme di fattori che difficilmente consente di godere appieno delle meravigliose località sopracitate, porta i "locals" a mal digerire gli avventurieri che piano piano si trasformano in ostacoli piuttosto che in risorse.
Venezia e 5 Terre: bellezze a pagamento

Sono proprio tra le città più belle d'Italia ad aver per prime cercato di trovare una soluzione congeniale al fenomeno dell'overtourism, questo però ha generato non pochi contrasti. La strategia è sembrata chiara fin da subito: se vuoi passeggiare per Venezia, o fare un trekking sui meravigliosi sentieri delle 5 terre, allora devi pagare. Proprio come bere un caffè o mangiare un tramezzino, godere dei paesaggi, degli scorci e dei panorami di una città è un servizio che la stessa offre al turista, e forse proprio per questo è giusto corrispondere economicamente a questa esperienza. Il caso specifico della Serenissima prevede che, durante 29 giorni l'anno (quelli con il maggior tasso di congestionamento atteso) l'accesso al centro storico della città sarà consentito solo previo acquisto di un ticket dal costo di 5 euro, per tutti i visitatori giornalieri al di sopra dei 14 anni di età, mentre non sarà necessario per i turisti che sogggiornano in una delle strutture ricettive in città.
Diversamente ha scelto di procedere il territorio delle 5 terre, ecco un esempio:
la "Cinque Terre Trekking Card" offre un accesso completo ai sentieri del Parco Nazionale delle Cinque Terre, visite guidate, trasporti sostenibili interni, bagni pubblici a Vernazza, Riomaggiore e Monterosso, Wi-Fi negli hotspot del parco, sconti sui musei pubblici di La Spezia e accesso agli impianti di risalita per disabili a Manarola, Riomaggiore e Vernazza.
I prezzi variano tra i giorni verdi/gialli e i giorni rossi: per gli adulti, la card costa rispettivamente 7,50 euro, 14,50 euro e 21 euro per 1, 2 o 3 giorni nei giorni verdi/gialli, e 15,00 euro, 29,00 euro e 42,00 euro nei giorni rossi. Le card sono acquistabili online sul sito ufficiale del Parco Nazionale o presso Info Point e Uffici Turistici delle stazioni ferroviarie locali.
La vera arma contro l'overtourism è la consapevolezza
Consapevolezza di cosa? Di come l'Italia intera sia piena di meraviglie, e non per forza per goderne appieno bisogna mettere il segnalino sulle oramai esasperate Costiera Amalfitana, Lago di Como e compagnia cantante. Attenzione però, non voglio essere frainteso: le località sopracitate sono delle vere e proprie meraviglie che madre natura ha donato al nostro paese e non ci sarà mai modo di privarle del loro fascino, ma, proprio per preservare queste ricchezze e poterne godere sempre nella maniera più autentica, nulla vieta di lasciarle riposare un po' e dare una chance alle migliaia di altre località che gli fanno da contorno.
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