Polcenigo, eden di natura e terra di meraviglie antiche
Uno dei Borghi più belli d’Italia spunta in un paesaggio terracqueo. Il fiume Livenza, le sorgenti e doline carsiche caratterizzano il territorio, natura che si fa spettacolo, mentre l’arte cucinaria e l’artigianato svelano una cultura ricca di significati, come la passione per la buona tavola e l’antica lavorazione del vimini
Ph. Massimo Cavallari
Un borgo gioiello in provincia di Pordenone, ai piedi delle prealpi friulane. Polcenigo spunta tra dolci e verdissime colline, cascatelle e specchi d’acqua. Un concorso di elementi naturali, storici e artistici ha permesso a questo piccolo centro del Friuli Venezia Giulia di diventare una delle realtà più pittoresche della regione, nonché parte della prestigiosa lista dei Borghi più belli d’Italia. La storia di Polcenigo è antica, la posizione strategica e le risorse naturali l’hanno reso un luogo adatto agli insediamentiumani sin dalla notte dei tempi. La testimonianza più preziosa è l’area archeologica neolitica del Palù, dove è stato rinvenuto un villaggio palafitticolo che descrive una simbiosi atavica con l’acqua, oggi patrimonio dell’umanità UNESCO. Nel territorio polcenighese sono stati ritrovati anche dei preziosi reperti databili all’età del ferro (I-II millennio a.C.), i quali hanno rivelato l’esistenza di una necropoli ai piedidel Colle di San Floriano, a San Giovanni.
Sono tanti i tesori che descrivono l’antico passato del borgo, dominato dal possente rudere del Castello di epoca medievale. Tra le antiche pietre, i silenzi sembrano ancora raccontare le gesta, gli intrighi e il potere dei Signori del contado. Lungo le vie del piccolo centro spuntano anche gli sfarzi del Cinquecento e del Seicento, quelli di eleganti dimore signorili, alcune del Settecento in stile veneziano, splendide lungo via Coltura e via Roma, così a Piazza Plebiscito, il salotto del borgo. Le chiese invece testimoniano il dogma e contribuiscono a impreziosire Polcenigo e il paesaggio che la incornicia, come per esempio quella dellaSantissima Trinità, situata nel magnifico scenario delle sorgenti del fiume Livenza.
Polcenigo è una terra anfibia che intreccia fiumi e torrenti, svela sorgenti purissime e punti dove l’acqua scende in mondi ipogei, quelli di una natura calcarea. La geologia del territorio si distingue per essere carsica, ed è proprio questa peculiarità a renderla incredibilmente bella, affascinante e disseminata di doline (le classiche morfologie carsiche che disegnano numerosi avvallamenti più o meno profondi), un invito a scoprire la zona lungo bellissimi percorsi da trekking e passeggiate immersive come quelle delle sorgenti della Livenza, così tra i boschi lussureggianti della foresta del Cansiglio.
Polcenigo: due passi in centro
Il territorio di Polcenigo è un unicum storico e ambientale che invita alla scoperta, un circuito turistico di qualità in linea con la vocazione di una località che può offrire storia, natura e cultura. Il centro storico è troneggiato dal Castello, il suo simbolo. Correva il 1200 quando fu emesso un decreto dei Signori di Polcenigo, il quale incentivava la costruzione di nuove case ai piedi del maniero, così da attirare nuovi abitanti e accrescere i saperi. Nacque così il nucleo di Coltura, il borgo verso la chiesa di San Rocco, e infine il borgo detto di Mezzo, posto lungo la via che conduce verso la frazione di San Giovanni.
Con il passare dei secoli via Coltura, via Roma e Piazza Plebiscito divennero dei veri salotti urbani, a testimoniarlo il susseguirsi di lussuosi edifici. Meritano di essere menzionati l’elegante Palazzo Scolari-Salice, caratterizzato da un porticato con stemmi, archi e colonne, dimora gentilizia risalente al XVII secolo, dichiarata dallo Stato Italiano bene di interesse storico e culturale, così Palazzo Fullini-Zaia, magnificaarchitettura settecentesca di impronta veneziana, impreziosito da stucchi ottocenteschi e una superba scalinata.
Museo dell’arte cucinaria in Alto Livenza e Sagra dei Thest
Oltre alla bellezza del centro storico, dei palazzi, delle atmosfere e dei suggestivi ruderi del Castello, Polcenigo si racconta anche nelle antiche tradizioni. Da non perdere il Museo dell’arte cucinaria in Alto Livenza, che svela il vezzo per la buona tavola di questo territorio, o sarebbe meglio dire, la vocazione alla cucina. Non tutti sanno che Polcenigo, come altri comuni limitrofi, sono terre di “chef”: sono attivi oltre 300 cuochi che operano in diverse parti d’Italia e del mondo che provengono proprio dall'Alto Livenza. Il museo si propone di valorizzare l’arte cucinaria di questa zona, certificando la lunga storia professionale dei cuochi locali, orgoglio e fioriall'occhiello in ogni angolo del pianeta.
Il museo venne inaugurato nel settembre del 1998, in occasione della 325° Sagra dei Thest, evento imperdibile che si svolge a Polcenigo il primo fine settimana di settembre da oltre trecento anni, nonchè un vero e proprio inno all’artigianato locale. Questo bellissimo evento nasce da una tradizione rurale: a fine estate, i contadini cercavano i recipienti per la vendemmia, i “thestons”. In origine, la sagra si svolgeva nei pressi del Santuario della Santissima, per poi essere spostata nel centro storico di Polcenigo prendendo il nome di “Sagra dei Thest”, in onore a questiparticolari cesti in vimini. Ogni anno sono migliaia le persone che si danno appuntamento in piazza Plebiscito per ammirare la lavorazione di questa materia prima e per acquistare qualche prodotto tipico del territorio.
Sito palafitticolo di Palù di Livenza, patrimonio UNESCO

Foto di Fabrice Gallina
A poca distanza dal centro di Polcenigo, nella zona umida e paludosa delle sorgenti del fiume Livenza, si trova il sito palafitticolo del Palù di Livenza. Quest’area archeologica merita una visita: si tratta di uno tra i più antichi siti palafitticoli del Nord Italia nonché uno dei più importanti del Friuli Venezia Giulia, iscritto nel 2011 nella prestigiosa lista dell’UNESCO (appartiene inoltre ai siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino).
In quest’area di terra e acqua venne ritrovato un antichissimo villaggio risalente alla fase finale del Neolitico, abitato dagli ultimi cacciatori-raccoglitori fino alla fine del Paleolitico. La zona viene considerata un autentico tesoro archeologico e allo stesso tempo ambientale in quanto ricchissima di biodiversità. I paesaggi che circondano il sito sono di incantevole bellezza e durante il periodo estivo merita una gita in barca: è possibile visitare le sorgenti del Livenza e il Parco Archeologico del Palù diLivenza, e viceversa navigando tra le acque cristalline di quest’area naturale incontaminata grazie a delle barche elettriche, che non apportano alcun impatto ambientale sul territorio e permettono, essendo prive di rumore, di non disturbare la fauna del parco.
Ogni periodo dell’anno è l’ideale per praticare bellissime escursioni che si snodano nel territorio di Polcenigo e di altre incantevoli località limitrofe come la zona di Caneva, anch’essa nota per l’importanza archeologica in quanto ricca di reperti riferibili al Neolitico, al vasto insediamento dell'età del Bronzo e del Ferro sulle pendici del Col Castelir, ai ritrovamenti paleoveneti di Stevenà, Pradego, Villa, fino alle tombe longobarde di Stevenà.
Per vivere una full immersion nel verde e in tutte le sfumature di turchese, da non perdere è la Sorgente del fiume Gorgazzo, lo stesso scorrere che attraversa il borgo di Polcenigo dopo circa 1750 metri di tortuoso percorso, per confluire infine nel Livenza. Questa frizzante via d’acqua che segue le pendenze dell’altopiano del Cansiglio, svela l’incredibile amenità in un susseguirsi di cascatelle circondate dal verde, un habitat che trasforma ogni scorcio in un eden. Ed è proprio come un’arcadia la sorgente, situata nei pressi dell’omonima borgata, a circa un chilometro da Polcenigo: la pozza cristallina si caratterizza da brillanti sfumature turchesi, tanto da esserecantate nel 1877 dal geografo Giovanni Marinelli che compose un sonetto in cui descrive lo specchio d’acqua del Gorgazzo come un “cielo liquido”.
Bellissima nelle tonalità smeraldine anche la Sorgente della Livenza alla Santissima, alimentata dalle acque che fuoriescono dalla roccia calcarea delle Prealpi Carniche. Secondo la leggenda, per ricordare l’apparizione della Santissima Trinità all’Imperatore Teodosio nel lontano 473, si costruì un capitello votivo vicino allo specchio d’acqua e fu così che in poco tempo divenne meta di pellegrinaggi e riti legati alla fertilità. In questo luogo che racchiude pace e serenità spunta la Chiesa della Santissima Trinità, ricostruita e ingranditanel XVI secolo, dove oggi sono custodite opere d’arte di grande pregio come l’altare ligneo raffigurante la Santissima Trinità di Domenico da Tolmezzo, risalente al 1494, così affreschi e dipinti del XVI e XVII secolo. Chi ama la natura, da appuntare anche la risorgiva in località Fontaniva, lì dove numerosi laghetti riflettono il cielo e il verde che li circonda, così i colori di tutte le stagioni: ogni periodo è quello giusto per scoprire Polcenigo e le innumerevoli meraviglie.
