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Da San Marzano a Quisisana, viaggio tra i pomodori tipici della Campania  

Il condimento principe della cucina italiana

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Il pomodoro è uno degli ingredienti principali dei piatti italiani, la sperimentazione del pomodoro in cucina risale al ‘700 e la sua diffusione è del secolo successivo: fino ad allora questo frutto non veniva impiegato per usi alimentari, ma solo a scopo ornamentale.

Quando arrivò dalle Americhe, ci fu una certa diffidenza nei confronti di questo frutto, probabilmente legata anche all’elevata quantità di solanina che conteneva, e questo spiega come mai impiegò tanto tempo per diventare d’uso comune: oggi è impossibile pensare alla nostra tradizione culinaria senza il pomodoro, perché nel giro di due secoli ha caratterizzato fortemente la nostra identità gastronomica. L’Assessore all’agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, si sta adoperando fortemente per la salvaguardia delle tipicità locali e per la promozione della dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO, di cui proprio il pomodoro ne è l’ingrediente principe.

Tutta la ricchezza del Vesuvio

Il pomodoro giunse dalle Americhe alla Spagna, per arrivare a noi esattamente nel Regno delle Due Sicilie: a Napoli divenne a pummarola, termine al femminile, e la sua coltivazione cominciò a prendere piede nelle zone del Vesuvio, grazie alle caratteristiche pedoclimatiche che mettevano a disposizione acqua e sostanze preziose.

Oggi il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio è una DOP, a testimonianza di un prodotto dalle caratteristiche uniche. La coltivazione è antica, infatti questi pomodori a ciliegia risultano citati già nel 1858 e se ne parla come qualcosa di particolarmente saporito. L’arte della conservazione consentiva di disporne fino alla primavera successiva: venivano infatti legati in serti e collocati in alto, letteralmente appesi. I pomodorini del Piennolo sono piccoli e sferici, con una buccia spessa e resistente: noti per il loro gusto intenso, sono spesso utilizzati per preparare conserve, sughi e antipasti.

Luoghi ricchi di sapore

Altra famosa DOP sono i Pomodori San Marzano, molto apprezzati per il loro gusto e consistenza eccezionali: prendono il nome dalla regione italiana di San Marzano sul Sarno, dove vengono tradizionalmente coltivati. Hanno una forma allungata, un colore rosso vivo e la polpa spessa: sono caratterizzati da pochi semi e bassa acidità rispetto ad altre varietà di pomodoro, questo li rende ideali per salse, zuppe e conserve. Sono molto ricercati sia dagli chef che dai cuochi casalinghi, poiché si ritiene che siano una delle migliori varietà per preparare salse di pomodoro: parecchie ricette italiane, in particolare quelle napoletane, richiedono specificamente i pomodori San Marzano per il loro eccezionale sapore e consistenza, esaltando il sapore e la genuinità del piatto.

Pomodoro Corbarino prende il suo nome dalla città di Corbara, in provincia di Salerno. Sono considerati una specialità locale, dal sapore unico, con una dimensione piccola, leggermente allungata e una piccola punta. Dal colore rosso intenso e una buccia sottile, questi pomodori sono noti per la loro intensa dolcezza, ideali per il consumo fresco, con le insalate, o utilizzati in varie preparazioni culinarie tra cui la pizza.

Quisisana è la zona collinare a ridosso di Castellammare di Stabia, un luogo meraviglioso affacciato sul golfo di Napoli: qui nasce un pomodoro dal sapore inconfondibile, frutto della tradizione contadina che ha saputo lavorare al meglio questa terra. Il sole e le acque minerali che caratterizzano il sottosuolo stabiese rendono questo prodotto particolarmente gustoso.

Il Pomodorino dell'Ufita è tipico di questa valle situata tra le province di Avellino e Benevento: caratterizzato da un colore rosso intenso e brillante, ha un sapore dolce e intenso e una polpa succosa. Esso aggiunge un tocco di freschezza e autenticità ai piatti tradizionali, è ideale per le conserve sott’olio: grazie alla sua pregiata qualità è diventato una PAT - Prodotto Agroalimentare Tradizionale, a testimonianza del suo pregio.

Tipico della costiera amalfitana è il pomodoro Re Umberto, che iniziò ad essere coltivato in queste zone nei primi anni del '900. Questa varietà è davvero eccellente, detto anche Fiascone, è un bellissimo esempio di salvaguardia della biodiversità, molto spesso a rischio. I semi di questa varietà di pomodoro sono stati custoditi e tramandati di generazione in generazione, garantendo la sopravvivenza di questa preziosa pianta. La promozione del territorio con tutti i suoi preziosi frutti è la carta vincente di un progetto di valorizzazione, che trova nella passione di tanti la giusta spinta per conservare al meglio le caratteristiche inimitabili.

 
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