Pomodoro del Piennolo del Vesuvio DOP, l’eccellenza alle falde del vulcano
L’unico pomodoro al mondo che, dopo la raccolta, si conserva per un anno. Ecco una delle più curiose (e gustose) eccellenze della Campania
Quando il 17 dicembre 2009 l’Unione Europea riconobbe la denominazione di origine protetta a questo pomodoro, il progetto di Pasquale Imperato e del comitato promotore non era giunto a termine, ma era solo agli inizi. Il Pomodoro del Piennolo del Vesuvio DOP, infatti, da quel momento in avanti sarebbe divenuto ancora più celebre di quanto la sua fama già avesse in potenza.
Del resto, non stiamo parlando di un prodotto della terra normale, ma di una cultivar che ha dalla sua caratteristiche straordinarie. A partire dalla resistenza del pomodoro, che viene generalmente raccolto nel mese di luglio e che si conserva, in ambiente asciutto ventilato e a temperatura costante, fino alla primavera successiva.
Non c’è trucco e non c’è inganno, direbbero i prestigiatori. E lo dicono anche i produttori, che con orgoglio e passione tramandano le magnifiche sorti e progressive dell’oro rosso del Vesuvio.
Proprio dalle sponde vulcaniche, ricche di nutrienti eppure apparentemente brulle e incapaci di generare alcunché, nasce il Pomodorino del Piennolo e le albicocche vesuviane, due delle tante meraviglie di una terra – quella campana – che è uno scrigno di sapori, culture o colture apprezzate in Italia e nel mondo.
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Intervista a Pasquale Imperato, titolare dell’azienda Sapori Vesuviani
Pasquale Imperato è una forza della natura, travolgente e appassionato in maniera viscerale al “suo” Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP e alle tante specialità che produce la sua azienda.
Più che una chiacchierata, quello con Pasquale è stato un fiume in piena pronto a riversarsi, per raccontarci e renderci edotti di quanto questa varietà di pomodoro sia speciale, e di come un lavoro ventennale abbia portato dapprima al riconoscimento della denominazione di origine protetta, e poi alla nascita di un’azienda le cui fasi produttive sono un esempio di eccellenza unico in Italia.
Pasquale, perché il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio è così importante per voi?
Da vent’anni (per la precisione, dal 2003) abbiamo rispolverato il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP nel solco della tradizione. Questo marchio di qualità, che è legato al territorio del Parco Nazionale del Vesuvio, riconosce un pomodoro unico al mondo. Quello del Piennolo è l’unico pomodoro a conservarsi fino a un anno della raccolta: quello che stiamo commercializzando adesso, infatti, lo abbiamo ottenuto nel corso della raccolta 2021, che si è tenuta il 13 luglio.
Il nostro non è un pomodoro come tutti gli altri: alla raccolta ha un sapore dolciastro, ma man mano che passano i mesi e perde acqua, i suoi minerali si concentrano, donandogli un retrogusto amarognolo, bitter potremmo dire.
Questa caratteristica, insieme alla lunghissima durata, in un ambiente asciutto, ventilato e a temperatura costante, ed alla forma, con il pizzo pronunciato nella parte apicale, sono i tre elementi che nel 2009 ci hanno permesso – con il comitato promotore che ho presieduto – di vedere riconosciuta la Denominazione di Origine Protetta, che ha valore in tutta Europa.
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Qual è la vostra filosofia produttiva, e come va trattato un prodotto così speciale?
Noi non produciamo pomodori o albicocche, ma veri e propri gioielli agroalimentari. La qualità che il consumatore porta sulla tavola è frutto di un lavoro che ha aggiunto la tecnologia e la trasparenza a processi rigorosamente manuali. In tutte le fasi della lavorazione, che è ispirata a principi di altissima qualità, non c’è uso di macchine: semina, trapianto, cimatura, raccolta e creazione del “Piennolo” vengono effettuati solo a mano.
La filiera corta, in cui crediamo fortemente, ci permette di portare questi gioielli agroalimentari “dal campo alla bocca”, rispettandone tutte le caratteristiche.
Siamo anche fortemente convinti della riduzione dell’uso dei fitofarmaci, e lo facciamo in più modi: da vent’anni utilizziamo dei funghi antagonisti (Micorrize) dei parassiti della pianta, che agiscono in maniera naturale per prevenire le malattie funginee del pomodoro. In questo modo, siamo in grado di rispettare l’ambiente e far nascere nella pianta la salute a tavola.
Non facciamo coltivazioni intensive: il ciclo del pomodoro dura 4 mesi, dal trapianto in campo ad aprile alla raccolta ad agosto. Negli otto mesi rimanenti, il terreno riposa. La nostra è una filosofia di vita che coincide con quella professionale, dove è fondamentale il rispetto della stagionalità e dei tempi.
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In che modo la vostra produzione contribuisce a migliorare l’ambiente?
Da anni ci sottoponiamo, in forma volontaria e trasparente, ai controlli dell’Istituto zooprofilattico di Portici che, mediante un sistema di tracciabilità digitale, certifica la qualità e la salubrità dei prodotti, del terreno e delle acque di irrigazione con l'obiettivo di garantire la massima sicurezza alimentare a tavola nel rispetto dell’ambiente. I controlli del terreno sono fondamentali per garantire la qualità del nostro prodotto, e la tracciabilità digitale – accessibile anche tramite app sullo smartphone – è la cartina tornasole della nostra trasparenza. In un commercio dove la trasparenza premia, diamo al cliente la possibilità di un acquisto consapevole.
Utilizziamo inoltre soluzioni tecnologiche innovative per ridurre al massimo il consumo dell’acqua e per prevenire le malattie funginee. Abbiamo dotato i campi di una centralina meteo e di sonde poste nel terreno per monitorare e razionalizzare l’accesso alla risorsa idrica: grazie a questi strumenti, sappiamo in tempo reale quando c’è bisogno di acqua e quanta.
Quali sono i vostri prodotti?
Il pomodoro del piennolo del Vesuvio DOP è il fiore all’occhiello, ma la nostra azienda produce anche albicocche, percoche (le tipiche pesche napoletane dal sapore ricco e dalla polpa croccante) e tanti altri prodotti.
Oltre alla “materia prima”, trasformiamo i pomodori e gli altri frutti ed ortaggi per ottenere confetture, percoche sciroppate, passate di pomodoro, sughi pronti e sott’oli realizzati esclusivamente con olio EVO. Una delle nostre specialità è la pacchetella, una conserva tipica del napoletano, che viene fatta schiacciando a mano nel barattolo i Pomodorini del Piennolo del Vesuvio DOP.
