La storia del piccolo paese di campagna da cui veniva Leone XIII, il "predecessore" di Papa Prevost
In questo paesino della campagna romana nacque il penultimo pontefice a portare il nome di “Leone”. Scopri le sue bellezze.
Dall'8 maggio 2025, Robert Francis Prevost, il cardinale di Chicago (ma con la doppia cittadinanza statunitense e peruviana) è il 267° papa, con il nome di Leone XIV. Una scelta che, ancor prima del porporato d’oltreoceano, ha colpito per il nome pontificale, visto che l’ultimo vescovo di Roma ad avere questo appellativo (il terzo più usato della storia, dopo Giovanni e Benedetto) era stato Giacchino Pecci, Papa Leone XIII. Due figure molto diverse, soprattutto per la provenienza. Se l’attuale pontefice ha, infatti, lontane radici italiane, ma è americano di nome e di fatto, il suo predecessore “nominale” nacque il 2 marzo 1810 in un piccolo ma bellissimo borgo apochichilometridallaCapitale.Comune che, in omaggio all'ultima fumata bianca, non possiamo che andare a conoscere.
Tra monti “sacri” e storie di papi e imperatori

[foto @Giambattista Lazazzera/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Carpineto Romano è uno dei paesini più a sud della città metropolitana di Roma. Circondato da entrambe le province confinanti di Frosinone e Latina, ma soprattutto dalle montagne dei Monti Lepini, Carpineto si trova a un’altitudine di 550 metri s.l.m. ed è sormontato da una montagna, il Monte Capreo, che di metri ne conta ben 1.421. Proprio questo è uno dei tanti luoghi che ricorda la memoria di Papa Leone XIII, perché qui, nel 1901, fu costruita una Croce commemorativa per volontà del pontefice, il terzo per durata del pontificato, che si protrasse per 25 anni e mezzo, superato solo da Pio IX (suo immediato predecessore) e daGiovanniPaoloII.
Ma la storia di Carpineto è decisamente più lunga di quella dell’illustre suo cittadino. Karpineta, un piccolo nucleo abitato da cui deriva l’attuale borgo, risale infatti al 1077 e, per i successivi secoli, il paese fu dapprima un possedimento religioso, in mano ai Cistercensi e agli Agostiniani (proprio l’ordine a cui appartiene il nuovo pontefice, Leone XIV), e, infine, conteso tra le nobili famiglie che governavano su gran parte del Lazio: Colonna, Orsini e Aldobrandini.
Cosa vedere nel borgo di Carpineto Romano

[foto @Giambattista Lazazzera/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Ricca di chiese dal piacevole impatto scenico (e non potrebbe essere altrimenti in un paese che ha dato i natali a un pontefice), la visita a Carpineto Romano si caratterizza per tempi lenti e dilatati, perfetti per vivere questo palcoscenico di vicoli affastellati di case in pietra, su cui spiccano alcuni interessanti luoghi di interesse. Tra questi, La Reggia dei Volsci, museo che ospita una collezione di oggetti storici della cultura contadina e non solo e, ovviamente, Palazzo Pecci. L’edificio rinascimentale fu acquistato nel 1500eampliatodaAntonioPecci (che veniva da Siena) e fu abitato dal futuro papa Gioacchino Pecci. Il pontefice, inoltre, si preoccupò delle condizioni dei concittadini che, in virtù della sua generosità, furono dotati di numerosi servizi pubblici poco diffusi a fine Ottocento, come l’illuminazione pubblica a gas o la presenza di un ospedale.
Palazzo Pecci, visitabile al pubblico, ospita una grande biblioteca, camere affrescate e una collezione di oggetti e ricordi di Papa Leone XIII.
Le specialità culinarie di Carpineto Romano
Per l’imperatore romano Nerone era considerato il “cibo degli dei”, ma deve essere piaciuto sicuramente anche a Gioacchino Pecci, così come alla seicentesca principessa Olimpia Aldobrandini, che dal borgo faceva arrivare, nelle sue lussuose residenze di Roma, il tartufo di Carpineto Romano. Vera fortuna del Nero di Carpineto sono il territorio vulcanico, la presenza di boschi molto fitti in cui può crescere con particolare facilità e le frequenti piogge. Un prodotto eccellente, benché poco noto, considerato dagli esperti di altissima qualità, ideale per accompagnare primi e secondi piatti ed essere consumato anche in purezza.
A Carpineto Romano, però, c’è tanto altro da mangiare: le tipiche castagne che si raccolgono nei mesi autunnali, la ciambella fatta con farina, olio, sale e anice, il pangiallo (dolce tipico della tradizione natalizia) e i tartalicchi, frittelle di patate tipiche della tradizione del Basso Lazio.
Come arrivare a Carpineto Romano: qualche consiglio utile
Carpineto Romano si può facilmente raggiungere da Roma prendendo l’Autostrada A1 in direzione sud, uscita Colleferro e poi proseguendo lungo la SR609 fino a destinazione. Il viaggio richiede circa un’ora e mezza e 80 chilometri di percorso. In alternativa, si può passare lungo la SP215 Tuscolana, proseguire per la SP600 fino a Colleferro e seguire le indicazioni per la destinazione.
