Queste 10 isole italiane sono in vendita: la più piccola costa "solo" 1,5 milioni di euro
Proprietà circondate dall’acqua, antichi fortini e ville appartate: le richieste raggiungono cifre da capogiro.
Comprare un’isola privata in Italia non è più soltanto un vezzo da miliardari d’oltreoceano o un espediente da romanzo. Negli ultimi anni, tra annunci pubblici e trattative riservate, la penisola ha visto affacciarsi un piccolo ma vivace mercato di isole in vendita, con richieste che oscillano fra 1,5 e 24 milioni di euro. Dalla Laguna di Venezia alla Sicilia, passando per il Friuli Venezia Giulia e la Campania, non parliamo di atolli tropicali, ma di lembi di terra dove storia militare, agricoltura di qualità, antiche fortificazioni e ville contemporanee convivono nello stessofazzolettod’acqua. Dietro le foto da sogno, però, si nasconde un universo fatto di vincoli, restauri complessi, collegamenti da gestire e costi di manutenzione che non finiscono in vetrina. Capire come funziona davvero il mercato delle isole private italiane è il primo passo per trasformare una fantasia in un progetto, o per continuare a sognare con maggiore consapevolezza.
Un mercato minuscolo ma reale: quante isole private sono in vendita in Italia
In Italia il mercato delle isole private è minuscolo, ma esiste ed è più concreto di quanto si immagini. Una ricognizione degli annunci pubblicati sui principali circuiti immobiliari specializzati, nell’estate 2026, ha individuato circa dieci isole in vendita tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania e Sicilia. Un numero ridotto, che però fotografa un segmento di nicchia seguito da investitori internazionali, grandi famiglie e, talvolta, da imprenditori alla ricerca di progetti particolari.
Le richieste spaziano da circa 1,5 milioni di euro fino a 24 milioni, esclusi i casi gestiti con prezzo riservato. È importante ricordare che l’asking price è solo il punto di partenza: spesso la cifra finale della compravendita si discosta dall’importo pubblicato e non tiene conto dei costi futuri di gestione. Più che un semplice acquisto immobiliare, comprare un’isola privata in Italia significa entrare in un ecosistema complesso fatto di logistica, vincoli, restauri e manutenzione costante.
Crevan e Santa Cristina: dalle fortificazioni storiche ai grandi progetti in Laguna di Venezia

La Laguna di Venezia è il cuore simbolico del mercato delle isole private italiane, con due casi emblematici: Crevan e Santa Cristina. Crevan è un piccolo lembo di terra di circa 5.700 metri quadrati, tra Sant’Erasmo, Burano e Torcello, proposto nel 2026 a 5,5 milioni di euro. Al centro dell’isola si trova un presidio militare ottocentesco, spesso descritto come fortino napoleonico, restaurato e trasformato in residenza con quattro camere, tre bagni, giardino, canale interno, due approdi privati e darsena, a circa 7,5 chilometri dal centro storico di Venezia.
A un’estremità opposta per scala e ambizioni c’è Santa Cristina, legata alla famiglia Swarovski, che con i suoi circa 29,4 ettari rappresenta la fascia più alta del mercato, con una richiesta da 24 milioni di euro. Qui l’investimento riguarda un vero sistema agricolo-residenziale: vigneti, frutteti, orti, apiario, una villa padronale, edifici secondari, piscina e cappella, con parte delle coltivazioni gestite in biologico e grande attenzione al recupero del terreno lagunare. Non si compra solo una villa affacciata sull’acqua, ma un microcosmo produttivo che richiede organizzazione e una manutenzione continua.
Dal Friuli alla Sicilia: cosa incide davvero sul valore di un’isola privata

Al di fuori della Laguna di Venezia, annunci internazionali segnalano isole in vendita anche nella Laguna di Marano, lungo la costa campana e in Sicilia. Qui le tipologie cambiano molto: alcune proprietà hanno edifici abitabili, pontili e collegamenti consolidati, altre ospitano ruderi o strutture da recuperare quasi da zero, con richieste che possono scendere verso 1,5 milioni di euro. In questo scenario, la superficie non è il parametro più importante.
Conta la distanza dalla terraferma, la profondità dei fondali per l’accesso alle barche, la possibilità di allacciare acqua ed energia, lo stato degli edifici e dei manufatti esistenti. Una piccola isola con villa restaurata e approdo protetto può valere più di un terreno molto esteso ma senza infrastrutture. Vanno inoltre messi in conto i costi di trasporto: materiali da costruzione, mezzi da cantiere, tecnici e personale arrivano quasi sempre via acqua, con tempi più lunghi e spese superiori rispetto a un cantiere “continentale”. Per molte proprietà di prestigio, infine, il prezzo viene comunicato solo dopo una verifica sul potenziale acquirente, a conferma di un mercatoristretto epoco trasparente.
Vincoli, permessi e costi di gestione: cosa valutare prima di comprare un’isola italiana
Chi sogna di comprare un’isola privata in Italia deve fare i conti con vincoli e burocrazia. Molte proprietà si trovano in aree sottoposte a tutela paesaggistica, ambientale o storico-architettonica: in Laguna di Venezia gli interventi su edifici e rive seguono regole stringenti, mentre in Sicilia e in Campania possono entrare in gioco parchi marini, riserve naturali e vincoli archeologici. Prima della firma servono verifiche catastali, urbanistiche e demaniali per capire cosa sia davvero di proprietà, quali strutture risultino legittimate e quali opere siano consentite.
Anche la realizzazione o la modifica di un pontile, il consolidamento di una sponda o il restauro di un edificio esistente richiedono autorizzazioni specifiche. A questo si sommano i costi ricorrenti: manutenzione, sorveglianza, trasporto dei rifiuti, rifornimenti, gestione dell’acqua, protezione dagli eventi meteorologici e, nelle lagune, contrasto all’erosione delle rive e agli effetti delle maree. Tra la piccola isola da 1,5 milioni e il grande dominio da 24 milioni cambiano dimensioni, destinazioni d’uso e complessità gestionale, ma il filo rosso resta lo stesso: valutare non solo il sogno di possedere un’isola, ma l’intero pacchetto di spese e responsabilità che lo accompagna.
