Questo borgo di 100 abitanti in Abruzzo è un balcone sospeso tra il cielo e la Maiella
Una piccola perla che custodisce l’anima dell’Abruzzo, dove la natura domina incontrastata e dove ritrovare il senso più autentico del viaggiare
Poco più di un centinaio di residenti ne fanno uno dei comuni più piccoli per popolazione della provincia di Chieti. La sua posizione, arrampicato lungo un crinale roccioso a oltre 800 metri di altitudine, lo rende a pieno titolo un vero e proprio belvedere sulla valle del Sangro e sul lago di Bomba. Il silenzio delle montagne, lo scorrere delle stagioni, il respiro della natura tutto intorno: si ha la sensazione di salire verso un rifugio che da secoli osserva la valle dall’alto. È uno di quei luoghi che resistono al tempo con la forza della loro autenticità, che sembra vivere in un tanto costante quanto precario equilibrio tra cielo e terra.
Monteferrante: un balcone sospeso sull’Abruzzo autentico
Monteferrante custodisce un fascino intimo, raccolto, quasi segreto, quello che appartiene solo ai luoghi ancora lontani dai consueti circuiti turistici e che non conoscono il turismo di massa. Le case in pietra si stringono l’una all’altra lungo la dorsale, riempiendo vicoli stretti che si aprono su panorami mozzafiato, lungo colline ricoperte di boschi verdissimi arrivando fino alle cime della Maiella e del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che nelle giornate limpide sembrano così vicine da poterle toccare. È un impressionante balcone naturale che si affaccia sul lago di Bomba, specchio artificiale creato negli anni Sessanta sul corso del Sangro, oggi parte integrante del paesaggio. Visto dall’alto, il blu intenso del lago contrasta – ma in perfetta armonia – con il verde dei boschi e con i profili grigi della roccia, in un gioco di colori da fare invidia al più bravo dei pittori.
Un borgo sospeso tra cielo, pietra e storia
Pietra e solidità: queste due parole da sole basterebbero a descrivere Monteferrante, che nei secoli ha vissuto le difficoltà tipiche dei piccoli centri dell’Appennino, tra spopolamento e isolamento, ma che con una certa gentilezza ha saputo conservarsi immutato. Passeggiando per il borgo si incontrano ancora tracce delle antiche fortificazioni e della struttura medievale, con case addossate l’una all’altra e stradine che si inseguono tra archi e scalinate. Non è un museo a cielo aperto, ma un luogo vivo, che porta i segni del tempo e che li ha resi punti di forza. Il vero protagonista a Monteferrante rimane però indiscutibilmente il paesaggio. Il borgo è circondato da boschi di querce e castagni che in autunno si tingono di rosso e arancio, e che in primavera si riempiono di fiori e profumi. I sentieri che partono dal paese conducono verso eremi nascosti, mulini abbandonati e punti panoramici da cui lo sguardo si perde lontano, accarezzando con gli occhi l’Adriatico. La vicinanza con il Parco Nazionale della Maiella e con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise rende Monteferrante un punto di partenza ideale per escursioni alla scoperta di un territorio considerato tra i più selvaggi e incontaminati d’Italia. Un territorio che parla e dove la natura è integra e padrona, dove non è raro avvistare rapaci in volo o incontrare tracce della fauna appenninica. Non serve però nemmeno uscire dal borgo per sentirsi immersi nella natura: basta affacciarsi da una terrazza o sedersi su una panchina per assistere al lento mutare della luce sulla valle, uno spettacolo che da solo vale il viaggio.
