Questo borgo di 200 persone in provincia di Chieti è uno dei segreti meglio custoditi d'Abruzzo
Pennadomo, il borgo scolpito nella roccia
In Abruzzo non mancano i borghi arroccati su speroni di pietra, affacciati su vallate verdi e circondati da montagne maestose. Eppure, ce n’è uno speciale, capace di regalare al visitatore l’impressione di trovarsi sospeso tra terra e cielo. Si tratta di Pennadomo, un piccolo gioiello incastonato nella provincia di Chieti, che si affaccia con eleganza sul lago di Bomba e domina dall’alto la valle del Sangro.
- Natura spettacolare e arrampicate mozzafiato per i climbers
- Cenni storici e il fascino medievale del borgo
Appena lo si raggiunge, Pennadomo appare come un presepe scolpito nella roccia: le case si stringono tra le celebri guglie calcaree – le cosiddette “pietre lanciate” – che svettano imponenti verso il cielo, creando un paesaggio surreale. Queste straordinarie falesie, nate da fenomeni geologici millenari, hanno valso al borgo l’appellativo di “paese scolpito nella roccia”, un segreto gelosamente custodito e un unicum paesaggistico che lascia senza parole.
Natura spettacolare e arrampicate mozzafiato per i climbers

Pennadomo è il luogo perfetto per chi ama la natura incontaminata. I sentieri che si snodano tra le rocce e le colline circostanti permettono di vivere esperienze immersive a stretto contatto con un paesaggio ancora intatto. Le falesie, spettacolari e verticali, sembrano vere e proprie pinne di pietra conficcate nel terreno: non a caso rappresentano da anni una calamita irresistibile per gli appassionati di arrampicata sportiva.
Negli ultimi tempi, grazie anche a eventi come la “Maratona di Arrampicata” organizzata dall’associazione Abruzzo Climb, il borgo ha visto crescere il numero di vie attrezzate e la valorizzazione degli itinerari. Oggi Pennadomo è una meta d’eccellenza per climbers e avventurieri che vogliono sfidare la natura, vivendo il brivido di arrampicarsi su pareti uniche nel loro genere.
Ma la vera meraviglia si cela ai piedi del paese, dove si aprono le gole di Pennadomo: un canyon spettacolare e inaspettato, quasi nascosto, che si raggiunge seguendo un piccolo sentiero tra le rocce. Qui il torrente San Leo, nei mesi primaverili, si gonfia fino a formare la suggestiva cascata della Gran Giara, che regala giochi di luce e colori tra le pareti rocciose. È un luogo magico, quasi segreto, che avvolge il visitatore in un’atmosfera sospea, lontana dal mondo.
Cenni storici e il fascino medievale del borgo

Pennadomo, però, non è solo natura. Passeggiando tra le sue stradine acciottolate e le scalinate in pietra, ci si immerge in un borgo che conserva intatta la sua anima medievale. Antichi portali, scorci pittoreschi e la Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari raccontano storie di un passato che ancora oggi vive nell’identità del paese.
Le prime notizie storiche risalgono al 1221, quando l’imperatore Federico II di Svevia, durante la campagna militare contro Tommaso da Celano, penetrò nel territorio di “Domo”. Qui si accampò nella contrada di Tutoglio e fondò una chiesa dedicata a Santa Lucia, il cui culto è rimasto vivo nei secoli grazie alla devozione degli abitanti.
Il centro storico, compatto e suggestivo, regala panorami straordinari sul lago di Bomba e sulle montagne circostanti. E per chi ha voglia di spingersi più in alto, una lunga scalinata di circa 200 gradini conduce al punto panoramico più alto del borgo, da cui lo sguardo spazia tra tetti, vallate e guglie calcaree.
Pennadomo non è di certo tra le mete più conosciute d’Abruzzo, anzi: persino molti abruzzesi non lo hanno mai visitato. Eppure è proprio questa la sua forza. È un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, dove la natura regala paesaggi spettacolari e il borgo custodisce tradizioni autentiche.
Visitare Pennadomo significa lasciarsi sorprendere da un paese scolpito nella roccia, dove ogni passo racconta la sfida eterna tra uomo e natura, e dove il silenzio e la bellezza creano un’esperienza che resta impressa nella memoria.
