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Riviera Apuana, le gite di un giorno con partenza dalla "terra scolpita”  

Dalla Via Vandelli al lardo di Colonnata, l'Alta Toscana da scoprire nel fine settimana

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C’era un’Italia d’altri tempi, dove il divertimento estivo era sinonimo di eleganza, i costumi sembravano opere di haute couture e lo stile faceva capolino nelle terrazze con vista sulle spiagge. La Riviera Apuana, che corrisponde grossomodo ai comuni di Ameglia, Sarzana, Carrara, Massa e Montignoso ha per lungo tempo suscitato l’interesse dei vacanzieri in cerca di un’estate raffinata, lontana dagli eccessi giovanili della Riviera Romagnola ma allo stesso tempo capace di intrattenere con una proposta improntata allo stile, anche sotto l’ombrellone.

Oggi il turismo, anche sulla riva ligure-toscana, ha visto una destagionalizzazione che apre di fatto a nuove proposte, e alla valorizzazione delle innumerevoli eccellenze del territorio, tra cui:

  • La produzione enogastronomica della Garfagnana e delle Alpi Apuane, con particolare riferimento al lardo di Colonnata, al formaggio di Antona e alla sua farina di castagne, nonché ai vini delle colline del Candia
  • La presenza di percorsi ciclopedonali di particolare interesse ambientale, tra cui la cosiddetta “ciclopedonale del Cinquale”, tratto di un più impegnativo progetto di collegamento a carbon footprint negativa che unisce Liguria, Toscana e Lazio
  • Il valore storico-culturale, oltre che ovviamente economico, del Marmo di Carrara come prodotto del Made in Italy che viene esportato in tutto il mondo e degli ulteriori poli di attrazione tra castelli, siti religiosi e non solo

Ecco quattro proposte per vivere la Riviera Apuana in un giorno.

Via Vandelli, la strada ducale della Garfagnana

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Armando Lanoce ?? (@armando_lanoce)

Ardita come i tempi antichi imponevano, pur nella profondità dello sforzo ingegneristico, la Via Vandelli è una rotta commerciale che Francesco III d’Este offrì come dono di nozze per Ercole suo figlio e Maria Teresa Cybo-Malaspina. L’unione di due potentati a quei tempi strategici, come il ducato di Massa-Carrara e quello di Modena e Reggio, impose la realizzazione di una strada che collegasse di fatto la Pianura Padana al Mar Ligure. Per l’appunto, Via Vandelli: 150 chilometri, oggi suddivisi in 7 tappe, che passano per San Pellegrino in Alpe (1525 m), Poggio di Garfagnana e il Passo della Tambura. Per alcuni la si può definire come un capolavoro dell’illuminismo – risale infatti al periodo di fine Settecento nel quale si portavano avanti questecorrenti di pensiero – e di una ingegneria ormai passata, capace di affrontare sfide insormontabili con i pochi mezzi tecnologici a disposizione a quei tempi.

Dal 1739 a oggi sono trascorsi quasi tre secoli, molto del percorso originale si è perso o l’antropizzazione selvaggia lo ha reso tale, ma permane una comunità di esploratori fieri che, nella tutela del patrimonio della Riviera Apuana, considera la Via Vandelli come un formidabile esempio del recupero delle tradizioni.

I sapori della Riviera Apuana, dal lardo di Colonnata ai formaggi di Antona

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Sale&Pepe (@salepepe_it)

Nonostante la sua origine risalga al XIX secolo, si è diffusa per lungo tempo l’ipotesi secondo la quale il lardo di Colonnata fosse un prodotto addirittura afferente all’epoca romana. Pensare che, fino agli anni Settanta, di questa eccellenza oggi riconosciuta con la IGP se ne conosceva ben poco. Un successo che si è diffuso nel tempo, e che ha reso questo prodotto una presenza irrinunciabile sulle tavole toscane (e non solo). La frazione Colonnata di Carrara è una piccola località di metà montagna, circondata da quelle cave che hanno dato vita ai monumenti più famosi e belli al mondo. Nel borgo, una bella realtà della Toscana dell’entroterra, si può passeggiare tra edifici medievali e sedersi ai tavoli di legno delle osterie, dove assaggiare le bruschette al lardo di Colonnata. La produzione in città è di circa 200 tonnellate l’anno, gran parte delle quali vengono esportate verso il resto d’Italia e l’estero.

I formaggi caprini di Antona sono invece una novità più recente. Da una decina d’anni vengono prodotti con il latte delle capre camosciate delle Alpi, dal quale si ricavano sia formaggi freschi (come le ricotte) che stagionate. La filiera corta, o cortissima, garantisce una migliore preservazione delle qualità organolettiche del latte – che cambia sapore a seconda dell’alimentazione delle bestie nel corso dell’anno. E c’è da scommettere che, in mezzo ai pascoli della valle del Frigido, non saranno solo le capre a trovare l’ambiente ideale: la zona è infatti ideale per le passeggiate nel verde.

Cosa vedere a Carrara in un giorno

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Fabio D'Oriente (@fabio_dor)

Non è solo la città del marmo, Carrara, mèta a metà (strada) tra le Alpi Apuane e il Tirreno, dove si può vivere una gita di un giorno a base di incontri. Quello territoriale tra due realtà molto diverse, il marmo così forte e granitico e l’acqua che bagna la Passeggiata Sandro Pertini, magnifico affaccio sul mare. Quello con le tante opere monumentali della città, come il Duomo di Sant’Andrea Apostolo, dove si incontrano il gotico e il romanico in una costruzione che ha genesi lunga tre secoli. L’incontro è anche con le case dei carraresi – natii o adottivi – più famosi, come Michelangelo Buonarroti, Alberico I Cybo-Malaspina e il geografo Emanuele Repetti, che abitavano intorno alla Piazza del Duomo.

Per chi volesse provare l’esperienza della visita alle cave, è possibile sia avvalersi di tour guidati con jeep e fuoristrada (l’APT Massa Carrara ne indica diversi sul suo sito) che percorrere il perimetro esterno delle cave Museo Danesi, Galleria Ravaccione e 177. I bacini più belli sono il Torano (detto anche “della Luna” per il paesaggio dai toni del grigio), il Fantiscritti sul Monte Croce i cui giacimenti sono i più utilizzati e quello di Colonnata, dove si arriva con lo storico Ponte di Ferro del 1875.

Ciclopedonale del Cinquale

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Luca Terenzoni (@luca.terenzoni)

Montignoso è un luogo dal fascino simbolico, parte integrante di quella Linea Gotica che da sforzo bellico si è trasformato oggi in un pellegrinaggio diffuso della memoria. È proprio qui che inizia la ciclopedonale del Cinquale, parte di un lungo e tortuoso collegamento che vuole unire le zone marittime di Toscana, Liguria e Lazio.

I temi della mobilità sostenibile e green, sempre più forti anche nel settore turistico, assumono sul Cinquale un significato particolare, unendo la storia e l’arte: proprio all’inizio del percorso c’è infatti un monumento artistico di Federico Benedetti, che segna il confine con Forte dei Marmi. Sempre da Montignoso, parte anche il percorso ciclopedonale della linea Gotica, un modo per rivivere pagine significative della storia contemporanea italiana, attraversando un contesto paesaggistico che in pochi chilometri si fa ricco di dislivelli, lasciando la spiaggia per risalire fino alle Alpi Apuane.

 
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