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Santa Croce a piedi: il mercato che apre alle sette, la basilica e Piazza dei Ciompi  

C'è sempre molto da scoprire a Firenze, anche monumenti che pochi raccontano

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L'ora giusta per cominciare è le sette del mattino. È quando apre il padiglione di Piazza Lorenzo Ghiberti, nel quartiere di Santa Croce, e la giornata del rione comincia da lì. Colonne di ghisa, un tetto di ferro bucato per l'areazione, e sotto le botteghe di alimentari dove abita ancora la spesa quotidiana della zona. Il resto si fa tutto a piedi. La basilica francescana più grande del mondo, le botteghe degli antiquari attorno a una loggia cinquecentesca rimontata pezzo per pezzo, una piazza che porta il nome di una rivolta operaia del Trecento, e una strada silenziosa dove un palazzo del Cinquecento ha smesso da tempo di essere convento. Prendetevi la mattina intera: qui l'andatura conta quanto le tappe.

Un padiglione di ghisa e ferro, aperto nel 1873

Il padiglione lo firmò Giuseppe Mengoni, che l'aveva disegnato come corpo laterale del Mercato Centrale di San Lorenzo, inaugurato nel maggio 1874. Poi il Comune chiese due mercati succursali, Sant'Ambrogio e San Frediano, e il progetto fu adeguato (il secondo fu demolito a inizio Novecento). Mengoni veniva dalla Galleria di Milano e il metodo si vede. Muratura fino a circa tre metri, sopra le colonne in ghisa portanti, poi pannelli di ferro con ampie griglie e una copertura, anch'essa in ferro, bucata per l'areazione. Aprì nel 1873 come mercato generale della frutta e della verdura, e ci portò le vendite che si facevano nell'area del mercatino di piazza di San Pier Maggiore. Nel 1955, con il nuovo ortofrutticolo di Novoli, il ruolo dimercato generale è passato altrove, e qui è rimasta la spesa quotidiana di chi abita nella zona. Il padiglione è stato restaurato nel 1984 e poi nel 2011. Oggi ospita botteghe di alimentari, con una merce di qualità e prezzi popolari che tengono affezionato anche il resto della città. Sentirete dire che è il mercato più antico di Firenze: in realtà apre nel 1873, appena un anno prima del Mercato Centrale di San Lorenzo, ed è probabilmente da lì che nasce l'equivoco. 

Perché i francescani scelsero una palude

Scelsero la riva nord dell'Arno, paludosa e spesso invasa dalle piene, in mezzo agli abitanti dei borghi cresciuti fuori le mura, in una città che lavorava la lana ed esportava tessuti in tutta Europa. È il fatto che spiega tutto il resto del quartiere. La prima pietra è del 3 maggio 1294, o del 1295, perché l'anno è controverso. Arnolfo di Cambio morì fra il 1302 e il 1310, con l'abside quasi ultimata, e la consacrazione arrivò solo nel 1443. La forma rievoca l'abito di san Francesco, con tre navate separate da pilastri e archi a sesto acuto e le cappelle che si aprono sul transetto. Lo slancio verticale del gotico si smorza sul camminamento sopra le arcate, e la copertura è fatta di travature lignee. È la chiesa francescana più grande al mondo:dodicimila metri quadrati, quasi quattromila opere dal Duecento al Novecento, oltre duecento tombe, tre chiostri e il Cenacolo.

Sotto le navate ci sono Machiavelli, Alfieri, Rossini. Dante invece manca, e l'errore è quello che un fiorentino sente al primo colpo: il suo è un cenotafio di Stefano Ricci, scolpito fra il 1818 e il 1829, mentre le spoglie stanno a Ravenna. La facciata è arrivata solo nel 1865, per il sesto centenario della nascita di Dante, e il rango di basilica nel 1933. Le Storie di san Francesco di Giotto sono nella cappella Bardi, e il Crocifisso di Cimabue, che l'alluvione del 1966 danneggiò, in Sagrestia. Sulla piazza davanti ci camminava Ralph Waldo Emerson, che diceva di sentirsi in una chiesa costruita da e per l'intera umanità.

Gli antiquari, il mercato traslocato e il numero 20 di Via di Mezzo

A piedi il rione si legge un isolato per volta, e sono le botteghe a segnarne il ritmo. In Piazza dei Ciompi ci sono quelle degli antiquari, intorno alla vecchia Loggia del Pesce, e insieme reggono un'idea di quotidianità preziosa, fiorentina. Il Mercato delle Pulci ha lasciato la piazza per piazza Annigoni, e lo spazio è stato riqualificato. Un Hotel di lusso a Firenze come The James che apra il portone su Via di Mezzo si mette dentro questa geografia. The James si trova al numero 20, in un palazzo cinquecentesco che era un convento, su una strada silenziosa e discreta, lontana dal rumore e a pochi passi dai luoghi più iconici della città. Da lì laBasilica di Santa Croce è a pochi passi, e nello stesso quartiere stanno il Mercato di Sant'Ambrogio e Piazza dei Ciompi. Il quartiere tiene un passo lento, e fra i banchi del mercato i profumi della terra si mescolano alle voci del mattino.

Piazza dei Ciompi, i salari di fame e i pesci di Vasari

Il nome viene dai lavoratori minori dell'arte della lana, i protagonisti del tumulto del 1378. Erano i dipendenti dell'Arte della lana e i salariati delle mansioni più umili, molte migliaia di persone, pagati giorno per giorno ad arbitrio delle Arti con salari di fame e chiusi in locali malsani. Già nel 1345 Ciuto Brandini li aveva spinti a formare un'associazione con consoli e capi, il primo tentativo di un vero sindacato di lavoratori che la storia ricordi. Ciuto fu decapitato. Il 20 luglio del 1378 la massa dei minuti invase Piazza della Signoria e prese il gonfalone della Giustizia.

Due giorni dopo insediò Michele di Lando, un fattore di lana di un opificio di Alessandro degli Albizzi, e nacquero tre nuove Arti del popolo minuto con diritto a un terzo delle magistrature. Il 31 agosto i ciompi furono assaliti nella stessa piazza e il giorno dopo l'Arte fu sciolta. In mezzo alla piazza c'è la Loggia del Pesce, che Giorgio Vasari costruì per Cosimo I fra l'agosto 1568 e il settembre 1569 nel Mercato Vecchio, per i venditori di pesce rimasti senza postazione in riva d'Arno per via del Corridoio Vasariano. Le demolizioni del centro la smontarono nel 1899, e qui è stata rimessa in piedi solo nel 1955. Quello che si vede è meno originale di quanto sembri. Rimontarono gli scudi con le armi medicee, completamente ridipinti, e la lapide, mentre deisedici tondi con i pesci dodici erano andati sbriciolati, perché modellati in calcina. Al civico 11 una lapide ricorda l'abitazione di Lorenzo Ghiberti, lo stesso nome che il mercato porta sulla sua piazza.

Orari, biglietti e il giro a piedi

Dal lunedì al sabato il mercato è aperto dalle 07:00 alle 14:00, la domenica e nei giorni festivi resta chiuso, e fuori dal padiglione i banchi ci sono solo la mattina. La basilica, con gli orari validi fino al 31 dicembre 2026, fa lunedì-sabato 9:30-17:30 e domenica e festivi religiosi 14:00-17:30, con la biglietteria che chiude alle 17:00. Gli orari cambiano, quindi verificateli prima di partire. Il consiglio è di tenere l'andatura bassa e di fare tutto a piedi. Piazza Ghiberti, la basilica, piazza dei Ciompi e Via di Mezzo stanno tutte dentro il rione, e la differenza la fa l'ora in cui arrivate. Alle sette apre il padiglione, nel corso della mattina il mercato prosegue anche all'esterno, e da lì comincia la giornata del quartiere.

 
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