Sembra di essere in una cittadina inglese e invece siamo in Italia: in questa città italiana c'è un giardino che farebbe confondere anche un londinese
Giardini Salvi a Vicenza, dove l'incontro tra uomo e natura è vivo, intenso e pittoresco
Vicenza è una delle città venete dalla storia più lunga. Nel XV secolo entrò a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia e nei secoli subì varie dominazioni, tra cui quella di Napoleone e dell'Austria. Luogo di palazzi storici e monumenti significativi, vale sicuramente una visita turistica che non potrà non comprendere anche una visita ai giardini Salvi, vera e propria perla nel cuore del suo centro storico. Scopriamone origini e particolarità.
I Valmarana e l'inaugurazione dei giardini nel XVI secolo
I giardini Salvi, che si estendono per circa 12mila metri quadrati, sono spazi pubblici immersi nel polmone verde cittadino, in prossimità delle mura di piazza Castello. Furono inaugurati sul finire del XVI secolo da Leonardo Valmarana, principe dell'Accademia Olimpica e uno degli esponenti di spicco di una nobile famiglia vicentina. Nel Cinquecento, infatti, gli aristocratici della casata Valmarana comprarono il terreno su cui è sorto il parco e lo sistemarono come un parterre all'italiana, come dimostra la veduta dell'incisore vicentino Cristoforo Dall'Acqua risalente al XVIII secolo.
Luogo ricco di storia e circondato da gioielli dell'architettura, nel 1591 vi fu costruita la loggia palladiana, spazio dedicato alla quiete e alla condivisione. Gli spazi verdi coprivano l'area compresa dal prolungamento dell'attuale corso Palladio e il corso della Roggia Seriola, e - almeno inizialmente - furono aperti al pubblico per volontà di colui che li inaugurò. Il luogo già all'epoca appariva suggestivo e ricco di piante, uccelli variopinti e tartarughe. Uno spazio di incontro tra uomo e natura.
In un secondo tempo, per accrescerne il valore estetico e artistico, la famiglia Valmarana fece erigere una loggetta sul lato nord dei giardini, destinata ad accogliere riunioni di accademici.
Da giardino geometrico a giardino dal gusto "paesaggistico"

Nel XIX secolo i giardini furono trasformati in un parco all'inglese. Nell'Ottocento, per eredità, l'area era passata alla proprietà di un'altra famiglia aristocratica, i Salvi, che la trasformarono con un rinnovamento stilistico che la avvicinò ai canoni del paesaggismo d'Oltremanica, in contrasto con il precedente stile geometrico all'italiana.
Dal XIX, quindi, i giardini Salvi si integrarono al meglio con il paesaggio circostante, senza dominarlo con linee rette e simmetrie. Spiccarono per l'aspetto più naturale e irregolare, per i vialetti curvi e la disposizione asimmetrica delle piante, come pure per la presenza di elementi pittoreschi come laghetti o ponticelli che esaltavano la varietà botanica, quei fiori e piante che proprio nell'Ottocento furono valorizzati con la costruzione di una serra calda.
Nel corso del XX secolo, inoltre, il parco ha conservato il suo aspetto ottocentesco, ma con l'aggiunta di varie sculture che lo hanno ulteriormente impreziosito e reso lo spazio espositivo ideale per mostre d'arte e artigianato. Da notare che i giardini Salvi, dopo alcuni secoli di chiusura al pubblico, hanno riaperto l'accesso soltanto nel 1909, ossia pochi anni dopo l'acquisto del Comune di Vicenza per la somma - riportano i documenti dell'epoca - di circa 90mila lire.
Oggi i giardini Salvi si prestano ancor più a una visita del turista che ha scelto Vicenza come meta del suo viaggio alla scoperta del patrimonio italiano. Infatti, nel biennio 2008-2009 il parco ha subìto un radicale intervento di riqualificazione e rinnovamento, che lo ha dotato anche di un roseto da collezione e di un percorso per persone disabili. Infine, chi visita i giardini Salvi durante il periodo delle feste di fine anno potrà trovare mercatini natalizi, che renderanno ancor più speciale l'atmosfera in un luogo dal sapore antico, dal verde intenso e adatto a chi ama il relax a contatto con la natura.
