Sembra la Polinesia ma è a due passi dall'Italia: la penisola segreta con l'acqua più trasparente d'Europa
Un luogo poco conosciuto dove è ancora forte l’influenza culturale veneziana, per un viaggio che unisce elementi diversi e sensibilità lontane
La scelta di una vacanza di mare lungo l’Adriatico è, nell’immaginario comune, legata al divertimento e alla praticità della Riviera Romagnola oppure all’eleganza del Salento. Uscendo dalla visione italocentrica che è comune a molti, possiamo però orientarci verso il lato est di questo braccio di mare, e guardare alla costa balcanica come a una alternativa che non rinuncia a nessun elemento vacanziero, anzi spesso ne aggiunge altri. In Croazia, ad appena 75 chilometri da Trieste, la città di Fiume – fu italiana – è il punto di partenza per un viaggio nel Quarnaro. Parliamo di questa zona con rispetto e curiosità, certi che riesca ad affrontare e dinoccolare anche le resistenze più coriacee di un turista amante della tradizionalità e delle mete “a colpo sicuro”. Del resto, che i Balcani fossero una terra di scoperta pur nella profondità dei loro contrasti l’avevamo visto tempo fa, dedicandoci a un viaggio di 7 giorni in Albania tra le architetture socialiste della capitale Tirana e i tanti accenni di tradizione sparsi qua e là nel paese dell’aquila bicefala. Stavolta risaliamo verso nord, toccando una regione storica croata che ha molte frecce al suo arco: mare e isole, montagne, città d’arte, boschi e tutto quello di cui si può aver bisogno per innamorarsi di un paese a due passi dall’Italia.
Krk e il lato più spensierato del Quarnaro
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Chiamata anche Veglia, Krk è la più popolosa e visitata delle isole della Croazia. Infatti, questo angolo di Mediterraneo catapultato nella parte più settentrionale dell’Adriatico è il luogo perfetto per accogliere un visitatore a caccia di cultura, di relax, di divertimento o anche solo della spensieratezza che una vacanza croata riesce a offrire. Dominata dai Veneziani prima nel XII secolo e poi da fine Quattrocento al 1797, anno in cui finisce il potere della Serenissima, Veglia è un’isola che accoglie sensibilità e panorami spesso lontanissimi uno dall’altro. Ancor prima che nelle tante spiagge, un tuffo che si rispetti lo si fa a Klimno, la “baia nera” dove si trovano fanghi terapeutici perfetti per curare salute e aspetto fisico. Lungo la spiaggia di Meline, infatti, i visitatori possono trovare delle vere e proprie pozze scure i cui benefici prodotti sono un toccasana per reumatismi e disturbi estetici della pelle. Accessibili in tutta tranquillità e gratuità, gli stessi fanghi sono però sfruttati anche da hotel e resort circostanti dove la cura del corpo è trattata con ancora più dovizia di particolari.
Volendo fare un tour dei paesi dell’isola (parlare delle città, viste le dimensioni, ha poco senso), si può partire dal capoluogo, Krk appunto, dove un centro storico dal tipico aspetto veneziano accoglie botteghe e antichi monumenti tra stradine e vicoli in pietra. Per gli amanti della vita notturna, meritano una visita Nijvice e Malinska, ricche di ristoranti e sale da ballo, mentre è Vrbnik la “capitale gastronomica” dell’isola, dove gustare formaggi, sardine e il vino Zlahtina, specialità del posto. Veniamo finalmente alle spiagge, croce e delizia dei vacanzieri: a Krk non sono certo celebri per le dimensioni, ma compensano con una bellezza unica. È il caso della selvaggia Melska a Vrbnik, una lingua di sabbia circondata dal verde fitto dei boschi e raggiungibile unicamente con una tortuosa strada ricca di curve, alla pari di Vela Javna. Più ampia è Porporela, la cui qualità è riconosciuta con la Bandiera Blu, mentre chi cerca il classico litorale sabbioso dovrà sicuramente provare Sveti Marek, ideale soprattutto per le famiglie.
Rijeka, l’antica Fiume dei veneziani
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Le persone con qualche anno in più faranno sicuramente fatica a riconoscerla con il suo nome croato Rijeka, eppure Fiume è un nome che nelle menti di tanti scatena ricordi. Sì, perché la terza città più grande della Croazia è una di quelle che per lunghi secoli ha respirato aria italiana, veneziana prima e, a inizio Novecento, quella di una provincia del Bel Paese. Già Capitale europea della cultura 2020, la città è un luogo di incontro di culture e tradizioni, dove sono presenti istituzioni fondamentali per la scena croata come il Teatro Nazionale o l’Università di Fiume, ma anche il Dramma Italiano, compagnia che opera proprio all’interno del Teatro Ivan de Zajc.
Se, nel periodo estivo, molta della sua attrattività si sposta verso le piacevoli spiagge come la bianca Sablicevo, il centro di Fiume conserva opere e scorci che meritano sicuramente la visita. Tra questi il Castello di Trsaf, riedizione moderna di una fortezza illirica, mentre all’ingresso della Città Vecchia un arco romano, incuneato tra due edifici, testimonia una dominazione che l’Impero ebbe anche in questi luoghi. Un luogo religioso della città, la Basilica della Madonna del Tersatto, è legato a doppio giro all’Italia e a Loreto. Qui, infatti, transitarono le reliquie della Santa Casa, trasportate da Nazareth in direzione delle Marche, dove vi sarebbero rimaste fino a oggi.
Chi ama lo shopping e i souvenir, non può lasciarsi sfuggire il moretto fiumano, un ciondolo che rappresenta l’identità fiumana e che viene indossato da uomini e donne indistintamente come gioiello, fermacravatte e accessorio.
Piccole e grandi isole del Quarnaro
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Se Krk è certamente la più celebre, sono altrettante le isole del Quarnaro dove si respira un’aria di piacevole originalità. Losinj, ad esempio, è un perfetto angolo di architettura italiana, circondata da coltivazioni estensive di erbe aromatiche che vengono anche vendute come souvenir. Rab è la meta del turismo alternativo e non di massa, con spiagge rade e profonde scogliere rocciose, riconosciuta come Geopark dall’UNESCO nel 2008. Cres è altrettanto selvaggia, dove il turismo non è così diffuso e per questo si può godere dell’autentica esperienza delle isole della Croazia.
Non solo mare: i parchi nazionali di Ucka e Risnjak
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Chi pensa alla Croazia come solo mare, fa un errore che in tanti attribuiscono anche alla Sardegna: pensare che ci sia solo mare. In effetti, il paese balcanico può contare su montagne imponenti e grandi spazi dell’entroterra che pure distano pochi chilometri dalle spiagge. Il parco del Monte Ucka (Monte Maggiore), alto 1401 metri, è un luogo dove famiglie e amanti delle escursioni possono vivere lunghe giornate di sentieri immersi nei fitti boschi, tuffare lo sguardo in torrenti e cascate, risalire fino alla vetta della montagna da dove una torretta circolare di osservazione regala una delle più belle viste di tutto il paese. Altrettanto interessante è il parco di Risnjak, dove l’ambiente è ancora più incontaminato, grazie a quell’altopiano del Gorski Kotar che ricorda quello dei Sette Comuni in Italia. La regione, dominata da boschi di faggio, fu messa sotto protezione per iniziativa del botanico Ivo Horvat subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, con una decisione che ha permesso di salvare e valorizzare una delle zone verdi più pure d’Europa. Qui, nonostante l’altezza ridotta, ancora è possibile ammirare le stelle alpine, la rosa delle Alpi e tanti altri esempi di biodiversità che non sono più presenti altrove.
