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Sembra un dipinto medievale, ma si trova a meno di un'ora da Roma: è la vera fortezza dei sogni  

La meraviglia di un paesaggio che spazia a 360 gradi sul Lazio e un evento per riscoprire il sito archeologico più panoramico della regione

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I Castelli Romani, un singolare “agglomerato” composto da 14 comuni sparsi lungo i bordi dei due laghi vulcanici, quello di Albano e di Nemi, sono il polmone verde che fa respirare meglio Roma, e verso cui, spesso, i romani salgono per il cibo e per prendere qualche boccata d’aria. Le alture di Monte Cavo, accarezzate dai cirri e dalle fronde degli alberi, il lastricato della Via Sacra, battuto dalle suole dei pellegrini o dei turisti, e ancora i due laghi, da osservare e che ti osservano come fossero gli occhi di Dio; le strade poi, un saliscendi quasi umano e vertebrale che costeggia le chiese, i paesi, le botteghe e i tanti ristoranti disseminati nei centri storici; questo agglomerato sfolgora di arte e profumi, dall’abbazia di san Nilo alla frittatadiramolaccirocchigiana, dal palazzo pontificio di Castel Gandolfo alle rare coppiette di cavallo, per non citare la più blasonata porchetta

Bernini se ne sta ad Ariccia, i romani ad Albano e Lanuvio, i monaci greci a Grottaferrata, gli Aldobrandini a Frascati, gli Sforza-Cesarini a Genzano, i papi a Castel Gandolfo, e tutto un quieto anelito antico e nobiliare, finanche sacro, rifulge nei paesi e nelle loro pietre Qui le famiglie, sin dal periodo baronale romano e prima della fuga da Roma occorsa dopo le invasioni barbariche, si sono contese il dominio di rocche, castelli e palazzi; è il caso di Rocca di Papa, in cui, all’ombra del Monte Cavo, famiglie baronali quali Orsini, Annibaldi e Colonna si sono succedute per il possedimento di questo ritaglio dei Castelli, alto, parecchio alto, oseremmo quasi dire “lì dove volano le aquile” Con ogni probabilità qui sorgeva l’antica Alba Longa, lamiticacapitalelatina fondata da Ascanio, figlio di Enea, con certezza, invece, sulla vetta del Monte Cavo stava il santuario di Iuppiter Latialis, Giove Laziale, il principale tempio confederale della Lega Latina, dove, in onore di Giove Padre, si compivano sacrifici e ovazioni, vale a dire, le versioni minori dei trionfi

Rocca di Papa è un cuore diviso a metà, fra la sua parte bassa, il paese vero e proprio, e la sua parte alta, i Campi d’Annibale, sul cui territorio, secondo la tradizione, avrebbe transitato e si sarebbe accampato il celebre generale cartaginese durante la seconda guerra punica; alle pendici della fortezza medievale, invece, si trova il suggestivo quartiere dei bavaresi – che prende il nome da Ludovico il Bavaro, imperatore germanico che nel 1328 si stabilì qui insieme alle sue truppe –, i quali hanno lasciato evidenti retaggi e nel dialetto – altresì influenzato, durante la seconda guerra mondiale, dalla lingua corsa –, e nelle produzioni gastronomiche, come il pane nero di segale. È proprio questa fortezza ad essere oggetto d’interesse del nostro articolo,poichéinlei si assommano arte e natura, storia e panorama, antichità, certo, eppure, ancora, una straordinaria voglia di vivere

La fortezza in età antica e medievale

Sembra un dipinto medievale, ma si trova a meno di un'ora da Roma: è la vera fortezza dei sogni

Una vista così “non l’ho incontrata in nessun luogo, così incredibile da offrire tanto campo all’immaginazione, alle grandi memorie, al gusto artistico e alle poesia”. Dal Monte Cavo si ammirano “l'isola di Ponza e Ventotene e il Circeo, dove il mare sembra una sciabolata di luce, il monte Soratte, le colline che circondano il lago di Bracciano, il monte Cimino, il monte Gennaro e l'Appennino”. Così Massimo d’Azeglio e Luigi Pirandello – che a Rocca di Papa compose L’esclusa –, descrivono il panorama che è possibile godere da Monte Cavo

Quello stesso panorama, “la sciabolata di luce”, come la chiama Pirandello, si gode dalla Fortezza degli Annibaldi, sita ai Campi d’Annibale Qui la vista si perde, dal mare del Circeo al Monte Soratte, a 360 gradi sui Castelli Romani, fino alle sponde del litorale laziale

La fortezza di Rocca di Papa, come detto, si trova presso i Campi d’Annibale, in una posizione strategica e mozzafiato, l’antica Arx Aesulana, il luogo in cui, originariamente, era collocato il collegio dei Sacerdoti Cabensi – il nome deriva dall’antica città di Cabum, da cui, a sua volta, deriva Monte Cavo –, coloro che erano preposti al culto di Giove Laziale e allo svolgimento delle Feriae Latinae; qui era sito altresì il collegio delle Virgines Arcis Albanae, sacerdotesse dalle quali, sotto Numa Pompilio, ebbero origine le vestali, istituite, come ricordato, “secondo il rito albano”. Tradizione vuole, inoltre, che la via latina – che da Roma conduce a Capua –, avesse come punto d’arrivo proprio la città di Cabum, dacuisioriginerebbe anche il toponimo dell’omonima porta da cui aveva origine la via consolare, per l’appunto, porta Capena

Per quanto concerne l’esistenza di una rocca fortificata sul sito dell’Arx Aesulana, le prime attestazioni risalgono all’XI secolo, allorquando papa Benedetto IX, dopo esser stato espulso da Roma, si rifugiò in un castrum di Rocca di Papa appellatur Mons Cabum, e cioè, “chiamato Monte Cavo”;  sempre nell’XI secolo, le famiglie baronali romane quali i conti di Tuscolo e i Frangipane iniziarono a contendersi il dominio della rocca, fino a quando, durante la metà del XII secolo, il sito divenne d’interesse pontificio, in particolare sotto papa Eugenio III – da cui si ebbe il toponimo attuale “Rocca di Papa” –, che provvide alla restaurazione e alla costruzione di una fortezza vera e propria; fu a posteriori della distruzione dellavicinaTusculum,inoltre, che, a partire dalla fine del XII secolo, sotto la fortezza sorse un vero e proprio centro abitato, rinsaldato, successivamente, dallo stanziamento delle truppe di Ludovico il Bavaro, che, come abbiamo avuto modo di constatare, si stabilì a Rocca di Papa in occasione della sua venuta a Roma.

Sembra un dipinto medievale, ma si trova a meno di un'ora da Roma: è la vera fortezza dei sogni

In virtù della sua altura e posizione strategica, la fortezza continuò, nei secoli, ad essere oggetto d’interesse delle famiglie baronali romane: gli Annibaldi prima, i Colonna poi, alla cui guida vi fu Marcantonio II, al quale, durante la metà del XVI secolo, fu assegnata la proprietà del luogo; fu a posteriori di un incendio occorso nel 1577, il quale formalizzò la distruzione e il conseguente degrado, che la fortezza cominciò ad essere utilizzata come cava di materiali, una destinazione d’uso triste, che presto la consegnò al più totale abbandono Non tutto il male vien per nuocere; furono i Colonna, infatti, il cui dominio rimase incontrastato fino alla fine del XIX secolo – eccezion fatta per il periodo della Repubblica di Rocca di Papa (1855) –, che si opposerostrenuamentealladistruzione del sito paventatasi nel 1889, dopo che il comune aveva ceduto l’area ad un’impresa edile.

Le campagne di scavo condotte tra il 2008 e il 2010 hanno permesso di approfondire la conoscenza della Fortezza, ricostruendone l'evoluzione nel corso dei secoli. Le indagini hanno messo in luce, in particolare, un complesso articolato, formato da un nucleo centrale fortificato e da una cinta muraria, entrambi interessati da numerosi interventi di trasformazione. Tra i ritrovamenti più significativi spiccano le due torri superstiti, la Torre Sud e la Torre Nord, che conservano tracce delle diverse fasi costruttive della fortezza. Gli scavi hanno inoltre restituito numerose testimonianze delle attività svolte negli ultimi periodi di vita del fortilizio: scorie di fusione, frammenti di vetro, crogioli e reperti legati all'equipaggiamento militare indicanochealcuniambienti furono adibiti alla lavorazione dei metalli e al recupero di materiali, prima del definitivo abbandono del sito.

Nuova musica Nuova vita: la riapertura della Fortezza medievale di Rocca di Papa

Nonostante la sua storia travagliata, l’esistenza della fortezza, ad oggi, resiste ed insiste, ed è tornata a risplendere grazie all’iniziativa di associazioni culturali e progetti che intendono valorizzare il sito a 360 gradi: serate musicali, percorsi illustrativi dei reperti conservati, eventi turistici a tema medievale, costituiscono, unitariamente, la volontà di garantire al sito una vita presente e soprattutto futura. Proprio in occasione della conclusione dei lavori di messa in sicurezza del complesso archeologico che sovrasta il borgo medievale, giovedì 23 luglio alle 19.30 ci sarà una serata inaugurale aperta al pubblico. 

L'evento Nuova musica Nuova vita, promosso da Città di Rocca di Papa, Orchestra delle Cento Città e ANED, vedrà svolgersi un iconico Concerto di Musica Classica con clarinetto solista e archi, diretto dal maestro Rosy Cristiano e con le note di Francesco Proietti. Nel corso dell'appuntamento, l'Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto - ANED ONLUS terrà un evento si sensibilizzazione sulla donazione degli organi. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito comune.roccadipapa.rm.it.

I 100 anni di Claudio Villa e la Fortezza di Rocca di Papa

Nel 2026 ricorre il 100° anniversario della nascita di Claudio Villa, una delle più belle voci del '900 italiano, vincitore (record assoluto) di ben 4 Festival di Sanremo, rispettivamente nel 1955, 1957, 1962 e 1967. Per tanti anni il Reuccio ha vissuto a Rocca di Papa, dove ancora oggi riposa nel locale cimitero di San Sebastiano. Per ricordarne l'impatto musicale e il rapporto con la città, dal 24 al 26 luglio la Fortezza medievale ospiterà la 1° Rassegna di Musica Romana presso lo splendido palcoscenico storico e panoramico del sito archeologico.

Nel corso dell'evento, che sarà aperto dai saluti istituzionali venerdì 24 luglio alle 19, si terranno concerti, dj set ed esibizioni di artisti locali e nazionali, tra cui Anna Fondi, il Trio Monti e Cristiano Amici, oltre al contest di musica romana la cui premiazione si terrà domenica 26 luglio al termine dell'evento. Un'occasione per godersi un weekend di musica, fresco e bellezza alle porte della Capitale, nel ricordo di Claudio Villa. Per saperne di più è possibile consultare il sito del Comune di Rocca di Papa, alla pagina dedicata.

 
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