Sembra una pista da sci ma è un inceneritore: la folle sfida del Nord Europa che ha trasformato un ecomostro in sogno
Un apparente cortocircuito che poteva avvenire solo qui, dove tecnologia e senso civico rendono possibili anche i progetti più assurdi
Aperto nel 2017, e costruito in un tempo record di 3 anni, è un progetto che ha completamente trasformato il mondo con cui vediamo e gestiamo il complesso mondo dei rifiuti, ma soprattutto ha dimostrato ancora una volta come, soprattutto in Italia, c'è molto da imparare dall'innovazione scandinava. Sì, perché alle porte di Copenaghen, la capitale della Danimarca, già da qualche anno è entrato in funzione CopenHill, e altro non è che un impianto di termovalorizzazione capace di eliminare 35 tonnellate di rifiuti l'ora e, contestualmente, produrre energia elettrica che viene reintrodotta nella rete pubblica.
Sì, ok direte voi, ma cosa c'entra con il mondo del turismo? È presto detto: l’obiettivo della società costruttrice, la Amager Ressource center, è stato quello di dotare la città di Copenaghen di un impianto capace di eliminare i rifiuti prodotti in città in maniera facile, economica e sostenibile, trasformandolo allo stesso tempo in una attrazione turistica aperta a locals e visitatori che vogliono vivere un'esperienza diversa dal solito. E le premesse ci sono tutte.
Bjarke Ingels e la filosofia “Yes is More”

L’ambizioso progetto di CopenHill, o meglio di Amager Bakke (la collina di Amager, questo il nome ufficiale dell'impianto), non ha solo un valore ambientale significativo, ma concorre a definire una nuova architettura sostenibile, bella da vedere ed ecologica al massimo. Infatti, questo termovalorizzatore riduce le emissioni di solfuri del 99,5% e degli ossidi di azoto del 90%, ha una resa energetica superiore al 100% (quindi produce più energia di quanta ne necessità per funzionare) e alimenta proprio per questo oltre 200.000 abitazioni, tra riscaldamento ed elettricità.
CopenHill, una struttura che è sia funzionale sia bella, è stata progettata da Bjarke Ingels, considerato uno dei massimi esponenti dell’architettura contemporanea, sostenitore di quella filosofia ribattezzata Yes is More che, sin da subito, si è posta in aperta e chiara contrarietà al principio del “Less is more” adottato nel 1947 da Ludwig Mies van der Rohe.
Per Ingels e il suo studio di architettura BIG (Bjarke Ingels Group, ma anche una sigla che richiama l’aggettivo grande in inglese), uno dei principali obiettivi è quello di incrementare la sostenibilità ambientale degli edifici attraverso l’uso di soluzioni che riducano consumi e dipendenza energetica, ma anche traslare l’immaterialità del pensiero nell’architettura, facendo ricorso a forme e strutture fortemente innovative. Ecco perché il progetto di Copenhill è iconico e pienamente aderente alla filosofia di Ingels: edonistico, innovativo, bello e tuttavia estremamente funzionale.
CopenHill, non solo termovalorizzare ma anche pista da sci

L’intera planimetria di CopenHill è sviluppata non solo intorno alla funzione industriale, ma per rendere il termovalorizzatore fruibile alla cittadinanza, che può così sfruttare una pista da sci lunga oltre 200 metri che si sviluppa perpendicolarmente lungo gli 84 metri di altezza della struttura. Si tratta di un complesso polifunzionale in senso ampio, poiché le superfici esterne sono state adattate, secondo il progetto di Ingels, per numerose destinazioni d’uso. La pista da sci, che segue i dettami utilizzati per le competizioni olimpiche, diventa fruibile non solo nei mesi invernali, quando non di rado Copenaghen viene coperta dalle nevicate, ma durante tutto l’anno. La discesa, con una pendenza massima del 45%, è coperta infatti da un particolare materiale prodotto dalla Neveplast, azienda italiana che ha sede nella bergamasca.
Questo fondo garantisce aderenza in ogni condizione climatica e dunque permette di sciare anche in piena estate, anche se a questa latitudine il caldo mediterraneo è solo un brutto ricordo. I visitatori possono accedere a uno store dove acquistare o noleggiare sci, maschere, caschi e ogni genere di accessorio per sentirsi come sulle nevi svizzere.
Il CopenHill è dotato inoltre di vari ascensori, tappeti mobili e impianti di risalita, una palestra dove si pratica crossfit, una terrazza panoramica e persino una parete d’arrampicata che primeggia a livello mondiale con la sua altezza di 85 metri. E non parliamo di Ski Cafè e Rooftop Cafè, due spazi aperti al pubblico dal quale ammirare anche la vista sulla capitale danese. Insomma, CopenHill è simbolo di un’architettura finalmente attenta ai bisogni del mondo e delle persone che ci circondano, dove le destinazioni d’uso cambiano, si fondono e assicurano una fruibilità totale ben al di là del core progettuale.
