Si cammina tra enormi torri di roccia alte come palazzi: questa foresta europea sembra appartenere a un altro pianeta
Un'immensa città di arenaria custodisce passaggi strettissimi, pareti alte decine di metri, cascate e un lago nascosto tra le rocce. Un percorso a piedi permette di attraversare questo paesaggio modellato dall'erosione.
Nel nord-est della Repubblica Ceca, a un passo dal confine con la Polonia, si nasconde una delle esperienze escursionistiche più sorprendenti dell’Europa centrale: le Rocce di Adršpach. Qui una fitta foresta lascia spazio a un intricato labirinto di torri di arenaria, gole strettissime e canyon che sembrano scolpiti con pazienza millenaria. Camminando lungo il sentiero ad anello di circa 3,5 chilometri ci si ritrova in una vera e propria “città di roccia”, dove archi naturali, pareti verticali e pinnacoli altissimi si alternano a cascate, laghetti color smeraldo e passaggi che lasciano filtrare appena la luce. È un paesaggio nato sul fondo di un antico mare, oggi protetto come riserva naturaleeperfettamente attrezzato per chi ama trekking, fotografia e natura. Un luogo ideale da scoprire in ogni stagione, anche in autunno e in inverno, con le dovute attenzioni sul percorso.
Dove si trovano le Rocce di Adršpach e perché sono una “città di roccia” unica

Le Rocce di Adršpach si trovano nella regione ceca di Hradec Králové, nel territorio naturale protetto di Broumovsko, non lontano dai centri di Adršpach e Teplice nad Metují. Insieme alle vicine Rocce di Teplice formano uno dei complessi di arenaria più estesi e spettacolari della Repubblica Ceca, un vero paradiso per chi ama i paesaggi rocciosi e i sentieri incassati nella montagna.
La loro storia inizia nel Cretaceo, quando l’area era occupata da un mare poco profondo. I sedimenti si accumularono sul fondale, si compattarono e, nel corso di milioni di anni, si trasformarono in arenaria. Successivi movimenti tettonici ed erosione hanno scolpito torri, pinnacoli e canyon che oggi ricordano le vie di una città. Da qui il soprannome di “città di roccia”, anche se ogni forma è totalmente naturale.
La zona rientra nella Riserva naturale nazionale Adršpašsko-teplické skály, istituita nel 1933 e oggi tutelata su oltre 1.800 ettari. Boschi di abeti e pini occupano gli spazi tra i massi, mentre nelle gole umide prosperano muschi e piante amanti dell’ombra, contribuendo all’atmosfera quasi fiabesca del complesso.
Il percorso ad anello di 3,5 km tra torri, gole strettissime e punti panoramici

Il cuore dell’esperienza ad Adršpach è il sentiero turistico ad anello di circa 3,5 chilometri, segnalato in verde. Si entra dalla zona dell’ingresso principale, vicino al centro visite e al lago nato in un’ex cava di arenaria. Calcola almeno due o tre ore per completare il circuito, includendo scalinate, passaggi stretti e soste fotografiche: non è una semplice passeggiata, ma rimane alla portata di chi ha un minimo di allenamento.
Fra le prime sagome rocciose si incontra la Homole cukru (Pan di Zucchero), una torre di circa 52 metri con base sottile e sommità massiccia, simbolo della fragilità apparente dell’arenaria. Il percorso attraversa poi il fiume Metuje e raggiunge la scenografica Porta Gotica, struttura del 1839 che in passato segnava l’ingresso ufficiale alle rocce.
Da qui le pareti si stringono, le gole si fanno buie e compaiono passaggi celebri come la Myší díra (Tana del Topo), corridoio tanto angusto da escludere passeggini e chi ha forte claustrofobia. Lungo il circuito si ammirano l’arco del Ponte del Diavolo, la Torre di Elisabetta e soprattutto i Milenci (gli Innamorati), due pilastri gemelli alti oltre 80 metri che dominano la foresta di pietra e offrono alcuni dei panorami più iconici del sito.
Cascate, laghi color smeraldo e il grande incendio che rivelò il labirinto

Oltre alle torri di roccia, Adršpach sorprende per la presenza di acqua. Una breve deviazione dal circuito principale porta alla Grande Cascata, che precipita per circa 16 metri in una gola quasi chiusa, illuminata dal sole solo in poche ore del giorno. La portata varia a seconda delle piogge, ma l’atmosfera è sempre scenografica, amplificata dall’eco tra le pareti.
Poco più avanti si trova il lago superiore, dove da metà Ottocento vengono organizzate gite in barca: un breve percorso guidato permette di osservare le pareti di arenaria a filo d’acqua, tra aneddoti e curiosità raccontati dai barcaioli. Vicino all’ingresso principale, invece, il Lago della cava (Pískovna) riempie una vecchia cava di arenaria: le sue tonalità verde-turchese e il sentiero ad anello di circa 1,5 chilometri lo rendono una meta perfetta per completare la giornata.
La storia turistica del luogo è legata al grande incendio del 1824. Per settimane le fiamme distrussero la fitta foresta che occultava il labirinto, rivelando passaggi e pareti fino ad allora sconosciuti. Da quel momento partirono lavori per tracciare sentieri, scalinate e accessi alla cascata, trasformando gradualmente Adršpach in una meta per viaggiatori, naturalisti e alpinisti di tutta l’Europa centrale.
Come arrivare ad Adršpach, quando andare e consigli pratici per il trekking

Raggiungere le Rocce di Adršpach è relativamente semplice. L’ingresso principale si trova presso Dolní Adršpach, a pochi minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Adršpach, servita dai treni regionali della Boemia nord-orientale e collegata anche con la Polonia. Chi viaggia in auto può seguire la viabilità della regione di Broumovsko: in zona sono disponibili parcheggi a pagamento, spesso da prenotare online nei periodi più affollati.
Per accedere al circuito serve un biglietto d’ingresso con prenotazione oraria, sistema introdotto per limitare il sovraffollamento nelle gole più strette. Tariffe, orari stagionali e chiusure temporanee vanno sempre verificati sul sito ufficiale. In inverno alcuni tratti possono essere interdetti, ma il percorso rimane in genere praticabile con orari ridotti.
Per il trekking sono indispensabili scarpe da montagna con buona aderenza, abbigliamento a strati e giacca impermeabile: nelle gole l’umidità è elevata e il fondo può essere scivoloso, soprattutto tra novembre e marzo. Nei periodi più freddi sono utili anche ramponcini leggeri. È vietato uscire dai sentieri segnati, accendere fuochi, usare droni e danneggiare le rocce; le biciclette non sono ammesse nel circuito pedonale e i cani devono essere tenuti al guinzaglio. Per godersi con calma sia l’anello principale sia il lago della cava, considera almeno mezza giornata piena sul posto
