Si chiama la Ringhiera dell'Umbria: il borgo medievale dove nasce uno dei vini rossi più pregiati d'Italia
Uno dei borghi più affascinanti della nostra Penisola, caratterizzato da tesori storici e artistici e cullato da paesaggi mozzafiato
Uno dei borghi più affascinanti dell'Umbria, caratterizzato per i suoi tesori dal punto di vista storico e artistico che l'hanno reso celebre in tutta la Penisola. Un'oasi di pace e serenità nel cuore dell'Italia, testimone di pagine storiche importanti cullato da paesaggi pittoreschi.
Alla scoperta di Montefalco
Sospeso sulle valli del Topino, del Tevere e del Clitunno, si erge Montefalco, un borgo affascinante dell'Umbria, circondato da filari di vite e morbide colline, immerso in una tavolozza di colori, fiori e profumi tipici di questa terra. A meno di un’ora di macchina da Perugia, ci accoglie un incantevole paesino, custode di tesori storici e artistici, che deve il suo nome alla passione di Federico II per la falconeria, il quale soggiornò in questa zona intorno al 1249.
Situato in una posizione privilegiata, è noto come "Ringhiera dell’Umbria", da cui si possono ammirare le splendide cittadine di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto, Gualdo Cattaneo e Bevagna. Oltre ad essere rinomato per la produzione di vino e olio, fa parte a pieno titolo dei Borghi più belli d’Italia, un luogo che sembra sospeso nel tempo, pronto a regalare ai visitatori un’esperienza emozionante e ricca di sorprese.
Cosa vedere a Montefalco
Montefalco racchiude un vasto tesoro di arte e storia, che vale senza dubbio una visita. Tra i principali punti d'interesse si distingue la Chiesa di San Francesco, oggi trasformata in museo, costruita dai frati minori conventuali tra il 1335 e il 1338. All'interno si articolano tre aree espositive: l'antica chiesa, adornata da splendidi affreschi di Benozzo Gozzoli del XV secolo, che illustrano episodi della vita di San Francesco, la galleria d’arte, che ospita capolavori di Melanzio, Antoniazzo Romano e dipinti della scuola umbra dal Trecento al Settecento e la cripta, che racchiude reperti archeologici e opere scultoree risalenti a vari periodi storici.
Il cuore del borgo è avvolto da una cinta muraria del Duecento,ristrutturata nelXIV secolo con il contributo di Lorenzo Maitani e tuttora in un ottimo stato di conservazione. Qui, ci si lascia facilmente conquistare dall’imponenza della Chiesa di Sant’Agostino, edificata nel Duecento sopra un piccolo tempio dedicato a San Giovanni Battista, impreziosito da affreschi della scuola di Ambrogio Lorenzetti e Bartolomeo Caporali. Di pari rilevanza sono la Chiesa di San Bartolomeo, il Convento di Santa Chiara, adornati con dipinti di scuola umbra del Trecento.
Al centro del borgo, sulla piazza principale, si ergono edifici storici di grande interesse, come il quattrocentesco Palazzo Pambuffetti, Palazzo Tempestivi, con il suo portale a bugnato del XVI secolo, oggi sede degli uffici comunali, e Palazzo Langeli, che alcuni attribuiscono a Vignola, decorato con affreschi della scuola di Zuccari. Ammirevole anche il Palazzo Comunale, risalente al 1270, a cui sono stati aggiunti la loggia e la torre campanaria durante i lavori ottocenteschi sulla facciata.
I particolari del borgo
L'area di Montefalco, insieme ai Comuni di Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Bevagna e Castel Ritaldi, fa parte del circuito enogastronomico della Strada del Sagrantino, un vino rosso ricco di polifenoli, con note intense di frutti rossi e grande profondità, un viaggio alla scoperta di uno dei prodotti più rinomati della regione umbra. Durante il mese di maggio, poi, si può partecipare all’evento Cantine Aperte, un'occasione per degustare vini pregiati e assaporare prodotti tipici del territorio.
Esplorare Montefalco offre l’occasione ideale per scoprire la cucina umbra, con piatti genuini realizzati con materie prime del territorio. Tra le prelibatezze locali spiccano la porchetta, i saporiti salumi e formaggi del territorio, e gli imperdibili strangozzi al tartufo. Non mancate, inoltre, di provare il pan mostato, un prodotto da forno simile ad una filetta di pane, tipico del periodo della vendemmia, e per dolce gustate i tozzetti alle mandorle con un bicchiere di Passito, una vera bontà.
