5 buoni motivi per scoprire il Molise, la "perla nascosta" dove l'Italia riscopre il piacere del turismo lento
Sono dei piccoli capolavori architettonici che nascondono storie antiche e curiosità che aspettano solo di essere svelate. Il viaggio attraverso queste 5 chiese molisane ti stupirà
È una terra dalle dimensioni davvero ridotte, una regione italiana che in fondo neanche gli italiani conoscono bene. Eppure il Molise è uno scrigno che custodisce tesori di grande e inaspettato valore, testimoni di una storia antica e feconda che aspettano solo di essere scoperti. Come queste splendide chiese, che una dopo l’altra ti convinceranno definitivamente a programmare al più presto un viaggio in Molise.
L’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, l’antico gioiello a due passi dal lago

Costruita intorno al V secolo, è uno dei siti religiosi più antichi d’Italia. L’Abbazia di San Vincenzo al Volturno se ne sta a pochissima distanza dalle acque del lago di Castel San Vincenzo, e accoglie i suoi visitatori con una suggestiva successione di archi in pietra che ne incorniciano la facciata e definiscono il profilo. È un complesso abbaziale composto da edifici di diverse epoche storiche, e di conseguenza caratterizzati da differenti stili architettonici che sembrano tuttavia convivere tra loro in perfetta armonia. Gli interni dell’Abbazia di San Vincenzo sono semplici e lineari, capaci di rendere essenziale e rigorosa la struttura a tre navate. Con la loro austerità sembrano perfetti per custodire la Cripta diEpifanio:intitolata all’abate Epifanio, è un trionfo di affreschi del IX secolo ancora oggi ben conservati. Per arrivare all’abbazia dal capoluogo Isernia bastano circa 20-30 minuti di viaggio, ed è dunque raggiungibile in macchina in modo semplice e veloce.
Il Santuario dell’Addolorata, la Basilica Minore di Castelpetroso sembra un castello

Qualcuno l’ha ribattezzata ‘la piccola Lourdes del Molise’; non lontano dal luogo in cui sorge il santuario di Castelpetroso, dei pastorelli avrebbero infatti visto apparire la Madonna. Proprio come accaduto a Lourdes e in altri grandi luoghi di pellegrinaggio in giro per il mondo. La Basilica dell’Addolorata di Castelpetroso è probabilmente l’edificio religioso simbolo del Molise, il cui inconfondibile aspetto gotico si deve all’architetto bolognese Francesco Gualandi, uno dei maggiori esponenti del neogotico italiano. Gli interni del santuario sono tutto un susseguirsi di vetrate colorate e colonne in pietra molisana. L’esterno impressiona con la facciata riccamente decorata e le guglie affusolate, che si stagliano contro uno straordinario sfondodicielo e montagne. Basta osservarlo da lontano e ci si rende subito conto che somiglia incredibilmente ad un castello delle favole che spunta dal folto dei boschi. Innalzata al rango di Basilica Minore nel 2013, questo magnifico luogo di culto è uno dei posti più fotografati del Molise, visitato in occasioni ufficiali persino da Giovanni Paolo II nel 1995 e da Papa Francesco nel 2014.
Il Convento di San Nicandro, il luogo del cuore dei fedeli a Venafro

La Basilica dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria è l’edificio di culto a cui i venafrani sono certamente più legati, poiché intitolata ai santi patroni. Posta all'ingresso di Venafro, sembra quasi accogliere i visitatori e al tempo stesso fare da sentinella alla piccola cittadina in provincia di Isernia. Si impone allo sguardo con la torre campanaria e l’ampio piazzale antistante dominato dalla poderosa facciata romanica su cui fanno bella mostra un portale centrale ad arco a tutto sesto, un mosaico a fondo dorato e un grande rosone a raggiera. Esterni importanti che anticipano ciò che attende i fedeli all’interno: una struttura a due navate tardo barocche che ospita alcune opere di grande pregio. Tra i tesori più rilevanti del convento, lapalacentrale di fine ‘600 del pittore fiammingo di Dirk Hendricksz e la cripta che conserva la tomba di San Nicandro del IV secolo d.C. posta al di sotto dell’altare. Sembra che la pietra della tomba del santo periodicamente trasudi un liquido chiamato santa manna, episodio miracoloso che i fedeli attendono con grande devozione. Una curiosità sul convento di Venafro: nei primi anni del Novecento ospitò per breve tempo il giovane Francesco Forgione, futuro Padre Pio da Pietrelcina.
La Cattedrale di Termoli, il duomo romanico nell’antico borgo sul mare

La Cattedrale di Santa Maria della Purificazione si trova nel cuore del borgo vecchio di Termoli. Emerge in tutta la sua altezza al di sopra di una platea di casette basse e colorate, a pochi passi dal mare Adriatico su cui Termoli affaccia. Entrando nel duomo di Termoli si viene accolti da una pianta a tre navate, e se ne coglie da subito la stratificazione storica. La chiesa ‘moderna’ del piano superiore sembra infatti gelosamente conservare quella più antica parzialmente conservata nel piano sottostante. Di grandissimo pregio la cripta della cattedrale, a cui si accede scendendo le scale che si aprono in prossimità della terza campata su entrambi i lati. Qui, tra frammenti scultorei e un prezioso pavimento in mosaicomulticolore,sono conservate le reliquie di San Basso e San Timoteo rinvenute rispettivamente nel 1760 e nel 1945.
Prima di entrare nella Cattedrale di Termoli bisogna fare attenzione ad un piccolo dettaglio presente sulla facciata. Sia sul lato destro che su quello sinistro sono visibili delle rette recanti alcune misure greche. Incisioni ‘pagane’ che sembrano stonare sulla facciata di un luogo di culto cattolico, ma che pare avessero una funzione ben precisa. Dovevano servire come mezzo di misurazione per stoffe e altri prodotti di scambio commerciale e, dato che si trovavano su una chiesa, i commercianti dovevano necessariamente essere sinceri e onesti. Non avrebbero potuto imbrogliare davanti all’occhio di Dio!
Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano, l’eremo nei boschi di Isernia

Grazie alla sua posizione sopraelevata, è ben visibile anche da alcune terrazze e balaustre del centro storico di Isernia, punti dai quali mostra il suo profilo migliore. Al tramonto e quando scende la sera, viene illuminato da una serie di luci calde che lo avvolgono dandogli un aspetto poetico e davvero irresistibile. Poco al di fuori dell’abitato di Isernia, il Santuario dei Santi Cosma e Damiano emerge come un miraggio attraverso una distesa di boschi fittissimi. Se ne sta sulla cima di una collinetta alta circa 400 metri, ed è facilmente raggiungibile dall’uscita di Isernia sud percorrendo in macchina una breve stradina che si snoda tutta curve nel verde. Anticipato da un’alta e possente scalinata e da un pittoresco porticato, il santuario presentaancheall’interno diversi elementi di pregio. La struttura a navata unica è infatti impreziosita da un ricercato soffitto a cassettoni e da un notevole ciclo di affreschi di scuola napoletana raffiguranti episodi della vita dei santi Cosma e Damiano. La presenza dei santi è qui palpabile ovunque, e nel complesso l’eremo sembra essere tutta una celebrazione della memoria dei due fratelli medici che subirono il martirio sotto Diocleziano. Il culto dei santi medici martiri è peraltro molto forte a Isernia. Le due statue in gesso dei santi che troneggiano nel santuario sono interamente ricoperte di ex voto dei fedeli. I due busti in argento del XVII secolo recanti le reliquie, anch’essi conservati all’interno dell’eremo,sonooggetto di profonda venerazione. Ecco perché il santuario stesso è considerato un amatissimo luogo di pellegrinaggio locale, che trasuda fede ed emozione ad ogni angolo sia dentro che fuori.
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