Somiglia ad un villaggio dell'antica Grecia sul mare e ha un'anima araba: il curioso caso dell'antica tonnara siciliana
Tra le principali tonnare della Sicilia, bisogna assolutamente vedere quelle di Vendicari, di una bellezza straordinaria senza tempo.
Tra i Comuni di Noto e Marzamemi, sulla costa orientale della Sicilia, direttamente a picco sul mare, si trova la bellissima riserva di Vendicari. Al suo interno, c’è la famosa tonnara, risalente al periodo preistorico, testimonianza della vecchia tradizione della pesca del tonno. La sua struttura è quella originaria araba, costruita secondo un sistema di reti fisse, poste in una peculiare forma finalizzata al trasporto dei tonni verso varie camere, per essere abbattuti. Ma la visita alla tonnare di Vendicari rappresenta un’esperienza peculiare anche per la sua bellezza paesaggistica.
Tonnara di Vendicari tra storia e mito: un luogo imperdibile sulla costa orientale siciliana

La tonnara, chiamata anche Bafutu, era una cd. tonnara di ritorno, ossia una tonnara che accoglieva i tonni e gli sgombri che facevano ritorno nel mare aperto dopo la stagione degli amori. Le prime testimonianze della struttura risalgono al 1600, durante la campagna di liquidazione e privatizzazione del regio patrimonio, incluse le tonnare, per portare entrate allo Stato. Nel 1655, divenne di proprietà, insieme alle tre consorelle di Marzamemi, Fiume di Noto e Santa Panagia, di Simone Calascibetta, un giudice della Regia Corte di Palermo, che fu insignito del titolo di barone. Per tutto il ‘600, la tonnara fu legata all’attività dell’influente famiglia Nicolaci, nota stirpediimprenditorisiciliani.Apartiredallasecondametàdel1800, però, iniziò un lungo periodo di crisi, che portò anche all’interruzione del lavoro per centinaia di dipendenti.
Nel 1900, poi, la tonnara ripresa la sua attività a pieno ritmo, grazie ad Antonino Modica Munafò, un nobile di Avola già proprietario delle saline di Vendicari, che ristrutturò la struttura. La pesca del tonno, infine, fu definitivamente fermata in seguito allo sbarco degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Attualmente, è possibile visitare i ruderi dell’antico stabilimento, lungo circa 100 metri e caratterizzato da enormi pilastri, l’imponente ciminiera e le case dei pescatori, completamente restaurati. La tonnara di Vendicari è diventata un simbolo caratteristico della comunità e una delle principali attrazioni turistiche della zona, grazie soprattutto al suo mistico fascino.
La straordinaria struttura ideata dagli arabi visibile ancora oggi

La tonnara presenta una planimetria suddivisa in due elementi:
- il pedale: è la parete di reti che può raggiungere una profondità massima di 70 metri e una lunghezza superiore ai 3 chilometri, costruita con l’obiettivo di deviare il cammino dei tonni e spingerli verso l’isola, ossia la camera di cattura;
- l’isola: è una struttura sottomarina di reti di grandezza compresa tra i 200 e i 400 metri di lunghezza e i 50 metri di larghezza, situata tra una camera e l’altra e presenta delle aperture denominate “porte”. Su di esse si fermavano le barche di guardia (le cd. muciare) per spingere i tonni da una camera all’altra fino alla camera di cattura, dove il Rais (ossia il capo della tonnara) iniziava la mattanza.
Alla tonnara si entrava attraverso un grandissimo cancello di ferro, che portava a in ampio cortile separato dalla Torre Sveva e a cui si accedeva alla zona dedita alla lavorazione del tonno, al magazzino e alle abitazioni dei tonnaroti.
Come raggiungere la tonnara di Vendicari? Gli orari di visita
La tonnara è accessibile tramite l’ingresso principale della riserva di Vendicari, attraversando la passerella in legno e i capanni destinati al birdwatching. Per la visita, bisogna acquistare il biglietto, al prezzo di 3,50 euro. È, inoltre, prevista una tariffa ridotta di 1,50 euro per le Forze dell’Ordine, le associazioni ambientaliste, gli studenti e gli scout e una cumulativa per le famiglie di 7 euro. Per i bambini fino agli 8 anni di età e i disabili, invece, l’ingresso è gratuito. La riserva è aperta secondo, dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle 7 alle 19:30 (con chiusura della biglietterie alle ore 18), e dal 1° novembre al 31 marzo dalle 9:30 alle 16 (con chiusura della biglietteria alle 14:30).
