Sono in Italia, e sono dei veri regni dell'arte all'aria aperta. Ecco i 3 tesori open air da vedere almeno una volta nella vita
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Le autrici del podcast di Loquis Parchi a regola d’arte Anastasia Fontanesi e Anna Fornaciari (co-founder di Travel on Art) raccontano 20 luoghi straordinari da nord a sud del Belpaese dove l’arte è a cielo aperto.
Proprio come questi tre posti speciali, che hanno solo il cielo a far loro da tetto.
Cretto di Burri, Gibellina

È un vero e proprio monumento di arte e memoria.
I sopravvissuti furono costretti ad abbandonare le loro case, e Gibellina venne ricostruita a circa 20 chilometri di distanza, in una nuova posizione.
Il Cretto di Burri è uno straordinario esempio di land art che copre i resti di Gibellina con una distesa di cemento bianco, trasformando la tragedia in un potente simbolo di ricordo e rinascita.
La land art è una corrente artistica nata negli anni '60 e '70 utilizza il paesaggio naturale come tela per creare opere monumentali.
Come nasce tutto questo?
Negli anni '80 l'allora sindaco di Gibellina Ludovico Corrao decise di trasformare quel che restava della città in un'opera d'arte che commemorasse il terremoto. Invitò Alberto Burri, uno dei più importanti artisti italiani del XX secolo, a realizzare un'opera che potesse dare un nuovo significato a quelle macerie.
Burri accettò la sfida e iniziò a lavorare sul progetto nel 1984. Il suo concetto era semplice ma potente: coprire le rovine della vecchia Gibellina con una colata di cemento bianco, lasciando però intatti i percorsi delle strade originarie. Il risultato fu una vasta superficie crettata che simboleggia le cicatrici lasciate dal terremoto, un paesaggio fratturato che trasmette un senso di solennità e riflessione.
Il Cretto fu completato nel 1989, anche se una parte dell'opera venne realizzata solo successivamente, tra il 2014 e il 2015, per coprire l'intera area prevista dal progetto originale.
Quella che vediamo oggi è un’opera davvero monumentale. Il Cretto di Burri si estende su un'area di circa 80.000 metri quadrati. È composto da enormi blocchi di cemento bianco che si snodano come una rete intricata di crepe. Ogni blocco misura circa 10 metri di lunghezza e 2-3 metri di altezza, creando un effetto labirintico che invita i visitatori a esplorare e riflettere.
Il Cretto di Burri non è solo un'opera d'arte, ma un monumento alla memoria delle vittime del terremoto e alla resilienza della comunità di Gibellina. Camminare tra le crepe del Cretto significa percorrere le strade di una città scomparsa, un'esperienza che evoca sentimenti di perdita, ma anche di speranza e rinascita.
L'opera trasforma la distruzione in bellezza, congelando nel tempo le rovine della città e rendendole immortali attraverso l'arte. La scelta del colore bianco per il cemento, invece di un grigio più tradizionale, amplifica l'effetto visivo, creando un contrasto forte con il paesaggio circostante e rendendo l'opera visibile anche da lontano.
Visitare il Cretto di Burri
Non ci sono percorsi obbligati per visitare il Cretto di Burri, il che permette di esplorare l'opera in modo personale e intimo.
È consigliabile visitare il Cretto durante le prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce del sole crea giochi di ombre tra le crepe, accentuando l'effetto visivo dell'opera.
Giardino dei Tarocchi, Capalbio

Ci spostiamo nella splendida Maremma in Toscana.
Il Giardino dei Tarocchi di Capalbio è un parco artistico unico nel suo genere, creato dalla visionaria artista franco-americana Niki de Saint Phalle.
Ispirato al celebre Parco Güell di Gaudí a Barcellona e agli arcani dei tarocchi, questo giardino è un'esplosione di colori, forme e simbolismi.
Negli anni '70, dopo aver visitato Parco Güell, Niki ne fu profondamente ispirata e decise di creare un giardino scultoreo basato sulle carte dei tarocchi che avevano sempre avuto un grande significato per lei. Nel 1979 acquistò un terreno a Garavicchio, nei pressi di Capalbio e, grazie al sostegno della sua amica e collezionista d’arte Marella Caracciolo Agnelli, iniziò a realizzare il suo sogno. Un progetto che le avrebbe richiesto oltre 17 anni di lavoro e che avrebbe coinvolto artisti, artigiani e amici da tutto il mondo.
Il Giardino dei Tarocchi è quindi il risultato di un'immensa dedizione e passione. Le sculture, realizzate in cemento armato e rivestite di ceramiche colorate, di specchi e di vetri, rappresentano i 22 arcani maggiori dei tarocchi.
Dopo quasi due decenni di lavoro, il Giardino fu aperto al pubblico nel 1988: un luogo magico e intriso di significati esoterici, che ancora oggi è considerato tra i parchi più originali da visitare in Italia.
Una delle sculture più iconiche del Giardino dei Tarocchi è l'Imperatrice, gigantesca figura femminile che rappresenta la madre terra, la fertilità e la creatività
Il Mago è un'altra figura centrale nel giardino, simbolo di potere, energia e trasformazione. Questa scultura imponente rappresenta la figura archetipica del mago, capace di manipolare le forze della natura e del destino.
La Papessa, conosciuta anche come la Sacerdotessa, è invece la scultura che rappresenta la conoscenza, la saggezza e l'intuizione. Questa figura femminile, mistica e solenne, è rivestita di tessere di mosaico blu e dorate.
Il Carro è simbolo di vittoria, determinazione e progresso. La scultura, rivestita di mosaici rossi e gialli, raffigura una figura trionfante su un carro trainato da cavalli.
C’è infine la Giustizia, rappresentata da una figura femminile che tiene in mano una bilancia e una spada, simboli di equilibrio e verità. La scultura è rivestita di tessere di mosaico dorate e argentate.
Visitare il Giardino dei Tarocchi e muoversi attraverso le sue principali costruzioni è un'esperienza sensoriale immersiva. Le sculture monumentali, i colori e i riflessi degli specchi creano un ambiente surreale e a tratti onirico.
I visitatori sono invitati a esplorare il giardino in libertà, scoprendo ogni scultura e interpretando i simboli secondo la propria sensibilità. Ogni angolo del giardino offre una nuova prospettiva, un dettaglio nascosto o un gioco di luci e ombre che cambia con il passare del giorno. È un luogo che stimola la creatività, l'immaginazione e la riflessione personale.
Arte Sella, Borgo Valsugana

È uno straordinario spazio espositivo che nasce dall'incontro tra arte contemporanea e natura. Arte Sella è un museo a cielo aperto custodito dalla verdissima cornice della Val di Sella, vicino a Borgo Valsugana in Trentino.
Le opere, create da artisti internazionali utilizzando materiali naturali come legno, pietra e foglie, si integrano armoniosamente con il paesaggio circostante, trasformando la valle in un percorso di scoperta e contemplazione.
Arte Sella è nata nel 1986 grazie all'iniziativa di un gruppo di artisti e appassionati d'arte, che volevano creare un dialogo tra arte e natura in un contesto naturale incontaminato. L'idea era quella di invitare artisti a creare opere direttamente nel paesaggio, utilizzando materiali naturali e rispettando l'ambiente. Da allora, Arte Sella è cresciuta e si è evoluta, diventando uno dei più importanti esempi di land art in Europa.
Una delle caratteristiche distintive di Arte Sella è la sua natura dinamica. Le opere, esposte all'aperto e soggette agli elementi naturali, sono destinate a cambiare, deteriorarsi e, infine, tornare alla terra. Questo ciclo naturale è parte integrante del progetto, e ogni anno nuovi artisti vengono invitati a creare opere che arricchiscono e integrano il percorso espositivo.
Questo dinamismo rende ogni visita ad Arte Sella unica, poiché il paesaggio e le opere sono in continua trasformazione e ogni volta si ha l’impressione di essere in un luogo diverso da quello visitato in precedenza.
Una delle opere più iconiche di Arte Sella è la Cattedrale Vegetale, creata dall'artista italiano Giuliano Mauri. Questa imponente struttura è composta da oltre 3.000 rami intrecciati che formano le colonne di una cattedrale gotica. Al suo interno, giovani alberi di carpino crescono lentamente, destinati a diventare le vere colonne della cattedrale.
Anfiteatro naturale realizzato con pietre e legno, il Teatro di Arte Sella è anch’esso un monumento green e perfettamente integrato nel paesaggio circostante. Questo spazio è utilizzato per eventi, performance e concerti, offrendo un'esperienza unica di spettacolo immerso nella natura.
Altra opera significativa di Arte Sella è la Porta del Diavolo, che porta la firma dell'artista inglese Richard Harris. Si tratta di una grande struttura in pietra, scolpita in modo da somigliare ad una porta che si apre verso l'ignoto. L'opera evoca un senso di mistero e invita i visitatori a riflettere sul concetto di passaggio e trasformazione, temi ricorrenti in molte delle opere esposte ad Arte Sella.
Arte Sella è un luogo dove l'arte contemporanea incontra la bellezza incontaminata della natura trentina. Con le sue opere affascinanti, il percorso immersivo e l'atmosfera di quiete e contemplazione, è un'esperienza che va oltre la semplice visita a un museo. È un viaggio attraverso la creatività umana e la potenza della natura, un'opportunità per riflettere, scoprire e lasciarsi ispirare.
[foto copertina @lorenza62, Shutterstock.com/solo uso editoriale]
Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, il podcast di Loquis Parchi a regola d’arte è un’autentica guida d’eccellenza alla scoperta dell’arte contemporanea open air
