Sono queste le 8 piccole città-gioiello in Europa da visitare il prima possibile, e sono talmente belle da sembrare finte
Sono luoghi dove tutto è autentico e a misura d'uomo, e tra le loro strade si ha l'impressione di essere in un'altra dimensione
Le città gioiello d’Europa sono veri forzieri di storia e tradizioni, carillon di bellezza a ritmo lento dove poter godere ogni singolo dettaglio.
Ronda, la bella andalusa che non soffre di vertigini
Appollaiata sul ciglio di un orrido si annuncia come un miraggio: questo piccolo centro dell’Andalusia sembra in bilico sull’impossibile, uno strapiombo di 200 metri sulla pianura della Serrania nella provincia di Malaga. Ma ciò che rende surreale lo scenario di Ronda è il grande “tajo”, una vertiginosa spaccatura della roccia che divide la città, una fenditura di 160 metri sul torrente Guadalevín. Il Puente Nuevo la ricama collegando le due parti, un’infrastruttura che all’utile ha unito la più dilettevole delle attrattive: dal 1788, anno della sua inaugurazione, è la meta principale nonché l’emblema della città. Altri due ponti collegano la viabilità e la storia: Puente de San Miguel di costruzione romana, e Puente Viejo di origine araba.

Da non perdere nel centro di Ronda il palazzo di Mondragon, oggi sede del Museo Municipale. Edificato nel 1314, è uno splendido intreccio di architettura moresca e rinascimentale: concedetevi un attimo di sosta all’ombra nei suoi lussureggianti giardini da dove ammirare una splendida visuale sul centro storico. Ricaricate le energie, ripartite alla scoperta di questo scrigno andaluso arrivando nel salotto cittadino, piazza Duchessa di Parcent, dove affacciano il municipio e la chiesa di Santa Maria Maggiore. Perdetevi poi nel dedalo di stradine assolate e orientate nuovamente la bussola a Calle Arminan e Calle Cuesta de las Imagenes, le vie più importanti del centro per ammirare i negozietti tipici e l’artigianato locale.
Tappa a Puerta de Almocabar, l’antica porta della città di epoca musulmana per poi iniziare la “ronda” del giro panoramico: la città è nota anche per i suoi incomparabili belvedere. Non lasciatevi sfuggire il punto panoramico del Paseo Blas Infante dove contemplare l’orizzonte andaluso e i suoi miraggi: l’aria del deserto non è poi così lontana in questo incantevole angolo di Spagna.
Rye, il villaggio che sogna ancora il mare
Ad un’ora da Londra l’idillio: Rye è un villaggio pittoresco dove il tempo sembra essersi fermato. Questa cittadina fortificata spicca in cima ad una collina del East Sussex, nel sud est dell’Inghilterra, un luogo di leggende e tradizioni, dove si raccontano ancora storie di mare. Il piccolo centro dalle stradine acciottolate e dalle caratteristiche case a graticola, era un tempo affacciato al canale della Manica. Il ritirarsi del mare ha cambiato il paesaggio ma non l’identità di questo luogo: Rye si sente ancora una cittadina portuale e ha mantenuto tutte le sue caratteristiche e tradizioni.
Un tempo il suo scalo ricopriva una notevole importanza, attracco non solo di navi mercantili ma anche reali. Testimonianza di questo periodo d’oro è il favoloso hotel The mermaid Inn, dove alloggiavano re e regine, tuttora in attività e accessibile anche per una semplice visita. Da vedere anche il maestoso Landgate Arch del XIV secolo, porta di accesso al centro storico. Da non perdere la Ypres Tower del 1249, conosciuta come Castello di Rye, e il The East Street Site (entrambi i siti appartengono al Rye Castle Museum). Suggestiva anche la Lamb House, l’edificio dove amava alloggiare re Giorgio I e dove loscrittore americano Henry James si ispirò per una delle sue storie più note, il “Ritratto di signora”. Altra meta da visitare prima di perdersi tra i negozietti di antiquariato e vintage di Rye è la chiesa di St Mary che possiede un primato: la campana più grande d'Inghilterra.
Reine: fiordi, ghiaccio e stoccafisso nella più bella delle Lofoten
Un regno dei ghiacci bagnato dal mare, dove piccole casette di legno dipinte di rosso spuntano dal verde di un’estate che non conosce la notte e dal bianco della neve che ammanta gli inverni. Reine è una favola nordica ad altissima latitudine, a nord del Circolo Polare Artico. Questo piccolo villaggio di pescatori incastonato tra i fiordi della Norvegia settentrionale è considerato uno dei più belli e caratteristici di tutto il paese, perla delle isole Lofoten. Un tempo i ritmi erano scanditi solo dalla caccia ai merluzzi, oggi si adagiano a quelli più accomodanti di un turismo di qualità, dove l’accoglienza è la parola d’ordine.

Nel passato gli abitanti vivevano solamente del commercio del baccalà, ma anche ai nostri giorni non è raro trovare questa materia prima appesa come liane all’esterno delle abitazioni. Negli ultimi decenni l’economia si è diversificata lasciando ampio spazio al turismo, principale attività per i 300 residenti. Sono numerosi i viaggiatori che approdano in questo atollo remoto per ammirarne la natura che lo circonda: gli splendidi fiordi e il monte Reinebringen, sono noti per le incantevoli escursioni panoramiche. Oltre agli scorci unici che regala questo luogo, dall’alto delle sue numerose terrazze panoramiche è possibile ammirare il Moskstraumen, un maelstrom descritto anche da JulesVerne ed Edgar Allan Poe, ovvero un fenomeno naturale creato dalle forti correnti di marea che transitano in un tratto stretto e poco profondo capace di generare vortici d’acqua che possono arrivare ad un diametro di 50 metri. Uno spettacolo della natura tanto affascinante quanto pericoloso per le imbarcazioni di piccola dimensione, da osservare dalle dovute distanze.
Altrettanto entusiasmante ma sicure sono le escursioni in kayak che si possono fare nei pressi della cittadina per ammirare la meraviglia della natura da un’altra prospettiva ed incontrare qualche simpatico natante come le socievoli foche di Reine. Per un’alternativa alla bellezze naturali, non perdete il Reine Culture Centre, un’occasione per tuffarsi nell’arte locale: il centro ospita una mostra permanente dell'artista Eva Harr e varie installazioni multimediali.
Sighi?oara, dove nacque Dracula
Una città gioiello che non ti aspetti, nel cuore della Romania si trova la città dove nacque e visse Vlad Dracul e suo figlio, meglio conosciuto come Dracula. Sighi?oara è un luogo perfetto dove inscenare storie e leggende, dove lasciar correre l’immaginazione in un labirinto di stradine medievali racchiuse tra antiche mura. Il suggestivo centro della Transilvania, venne fondato dai Sassoni alla fine del XII secolo e sembra cristallizzato nel tempo, all’ultimo rintocco del Medioevo: una fortificazione intatta con 9 torri di vedetta, tra le quali si distingue la più alta Torre dell’Orologio, con un bellissimo tetto in ceramica e carillon, possenti bastioni, case e viette tortuose tipiche dell’epoca buia che illuminò questo luogo con un’identità unica.

Sighi?oara è una bellezza patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1999, basta un giorno per vederla tutta ed innamorarsene. La Torre dell’Orologio, oltre ad essere un punto di riferimento, ospita anche il Museo di Storia dedicato alla città; nella “chiesa sulla collina”, o Biserica din Deal in lingua locale, sono custoditi alcuni frammenti di affreschi dal 1480. Infine da non perdere, soprattutto per gli appassionati di letteratura gotica e Bram Stoker, la casa dove nacque Vlad Tepes e dove viveva con il padre, Vlad Dracul fino al 1435 quando si trasferirono a Targoviste. Appuntate questo indirizzo: via Tin al numero 1, qui nascono ancora le suggestioni.
Dinant, birra belga e note di sassofono
Come una pietra grezza incastonata tra una falesia e lo scorrere del fiume Mosella, questa cittadina conquista con la sua autenticità, magari sulle note di qualche malinconica melodia suonata al sassofono o tra un brindisi che profuma di doppio malto. Non tutti lo sanno ma Dinant è la patria del sax e della birra Leffe, oltre a tante altre meraviglie, questo piccolo centro belga è un gioiello della Vallonia tutto da scoprire. Una meta non solo bella, anche estremamente interessante e culturalmente attiva.

Per avere la giusta prospettiva della città dovrete ammirarla dal fiume: la “figlia della Mosa”, così chiamata dai locali, sembra un quadro en plein air. Con la Collegiata di Notre-Dame e il suo bizzarro campanile a forma di bulbo è uno scenario suggestivo incorniciato dal picco roccioso Bayard. Dopo una rilassante gita fluviale scendete in terraferma per scoprire la Cittadella sulla cima della collina che domina la città, una maestosa costruzione difensiva originaria del Cinquecento.
La musica è un tratto distintivo di Dinant o sarebbe meglio specificare il sassofono: qui venne ideato da Alphonse Sax. In tutto il centro è possibile trovare enormi statue raffiguranti coloratissimi sassofoni, lo stesso ponte Charles De Gaulle, il più famoso della città, è disseminato da queste originali forme d’arte che richiamano la musica, un omaggio alla creatività e a chi ha contribuito a farla vivere.
Braga, la dotta che ama divertirsi
Una città giovane dove divertirsi, questo centro a nord del Portogallo è una rinomata città universitaria, attrattiva per tantissimi giovani da tutta Europa. Se la Universidade do Minho è un polo della cultura e del sapere, non da meno è il suo bellissimo centro che racchiude la storia del paese. Braga è infatti uno dei centri più antichi del Portogallo e la Estaçao Arqueologica custodisce testimonianze preziose del periodo romano e medievale. Un altro tratto distintivo della città è indubbiamente la presenza delle chiese, viene infatti chiamata la “città delle cento chiese”.

Imperdibile la Cattedrale, uno degli edifici più importanti del Portogallo vegliata da numerose statue e gargoyle appollaiati sulla sua facciata. Da non perdere il palazzo Episcopale di Braga, noto anche come palazzo dell’Arcidiocesi, della metà del 1400. Infine fate una sosta al Giardino di Santa Barbara, un’oasi urbana dove ritemprare le energie per poi ricominciare la festa: Braga è affollata da localini, pub e ristoranti, tutto a prezzi super economici a portata di studente.
Gruyères, formaggio con i buchi e tavola alpina
Una meta per gli amanti della natura e della buona tavola, questo delizioso borgo incorniciato dalle Alpi svizzere nel cantone francese, è la patria della Groviera, il formaggio a buchi più famoso del mondo. Nasce qui questa delizia amata dai buongustai, fiore all’occhiello che la trasforma in un luogo idilliaco, dove si vive bene e si mangia meglio, perché a Gruyères non esiste solo il formaggio ma una tavola ricchissima di prodotti sani e genuini, ed antiche ricette della tradizione alpina.

Una meta culturale rinomata non solo per la cucina ma anche per la bellezza del piccolo centro, uno dei borghi più belli della Svizzera. Vegliato dai picchi vertiginosi di Moléson e Dent du Chamois, Gruyères sembra uscire da una favola, e come tutte le storie incantate che si rispetti non può mancare uno splendido castello: una fortificazione medioevale costruita nel XIII secolo con tanto di giardini alla francese da cui si può ammirare una stupenda vista della città. Per gli amanti dell’arte, appuntate anche il Museo HR Giger, interamente dedicato al pittore, designer e scultore svizzero Hans Rudolf Giger. Infine riaccendete l’appetito senza perdere la curiosità: la Maison du Gruyère, è la grande fabbrica museo di formaggio Groviera che offre tour audioguidati, una visita che soddisfa la conoscenza e la gola con tanto di degustazione finale.
Hallstatt, il paesaggio culturale più famoso dell’Austria
Una cittadina gioiello consapevole della sua bellezza: un piccolo borgo che si riflette sulle acque dell’omonimo lago. Sembra quasi voglia replicare la sua bellezza, patrimonio Unesco dell’umanità denominato come: “Hallstatt-Dachstein / paesaggi culturali del Salzkammergut”. Questo piccolo centro che si contraddistingue per la tipica edilizia alpina è famoso proprio per il suo idilliaco paesaggio urbano affacciato sullo specchio d’acqua e incorniciato dalle montagne.

Non da meno è il suo piccolo centro, una bomboniera da percorrere in pochi chilometri. Per catturare l’immagine più classica di Hallstatt, percorrete il lungolago e raggiungete la zona di Römisches senza tralasciare gli scorci meno inflazionati di questa splendida cittadina e i dettagli della bella chiesa di Hallstatt, risalente al XIX secolo. Rapisce l’attenzione il suo alto campanile che sembra rincorrere le vette che lo circondano, quasi cercassero di toccare le nuvole mentre tutto si riflette nelle acque del lago, una favola descritta in uno specchio di blu.
Elena Bittante
