Le strade del vino del Salento tra una spiaggia e l'altra. Una terra, tre grandi vini.
Dal fronte jonico a quello adriatico, le strade del vino del Salento risalgono alla Magna Grecia. Primitivo, Negroamaro e Malvasia Nera sono i suoi vitigni eccellenti da scoprire.
Il Salento è una terra vivacissima e pittoresca. La vitalità di questa terra non si svela solamente nei ricami animati delle facciate barocche o nelle spumeggianti onde che accarezzano le spiagge salentine; l'essenza vitale e l'energia di questo incredibile territorio viene esaltata anche dalla terra fertile che, da millenni, addolcisce la vita dei locali con delle uve pregiatissime. Il rapporto che lega gli uomini e il vino in Salento è un legame viscerale, un corredo genetico culturale che affonda le radici in età davvero remote. Plinio in età romana raccontava delle Malvasie Nere, narrava del Negroamaro ed esaltava l'uva di Troia. Durante il Medioevo i Crociati ingannavano il tempo prima di partire con abbondante vino e insieme a loro, nelle cantine scavate di Taranto, ettolitri di succo di Bacco aspettavano di imbarcarsi per la Terra Santa. Eppure, solo di recente il vino del Salento ha avuto il suo riscatto: finalmente il Primitivo, il Negroamaro e la Malvasia Nera sono stati riconosciuti per la loro qualità.
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Il Primitivo del Salento
Il piu` famoso dei rossi pugliesi è forte, corposo e intensamente profumato; è il Primitivo del Salento che si abbina perfettamente a piatti dal sapore deciso, come i formaggi stagionati, le zuppe di legumi, la carne di agnello e i dolci fatti in pasta di mandorla. Il Primitivo esprime la doppia personalità del Salento, una jonica e l'altra adriatica. Un tour ad alta gradazione parte Manduria, un'antica citta` messapica che da` il nome niente meno che alla certificazione DOC Primitivo di Manduria e alla DOCG Primitivo di Manduria Dolce Naturale. La circoscrizione vitivinicola abbraccia unaventina di comuni tra le province di Taranto e di Brindisi, dove si coltiva questo vitigno autoctono che da` vita a vini seducenti.
Quali sono le caratteristiche organolettiche del Primitivo del Salento? Un rosso rubino dà vita a profumi minerali con interferenze piacevoli di amarene e prugne, chiuse in coda da punte di fiori e spezie. Al palato i tannini non sono aggressivi e la buona acidità procede di pari passo con una buona morbidezza. Un vino un tempo vigoroso è oggi decisamente elegante.
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Il Negroamaro del Salento
Il Negroamaro del Salento è il grande protagonista dei filari locali. Infatti questo vitigno è coltivato in oltre 30.000 ettari a cavallo tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto. L’etimologia del nome, anche nelle varianti "Negro Amaro", "Niuru Maru", "Nero Leccese" o "Nicra Amaro", lascia intendere l'intenso rosso del vino, vigoroso e armonioso insieme. A differenza del Primitivo salentino, le uve di Negroamaro presentano una maggior quantità di zuccheri che, durante la fermentazione alcolica, rende inevitabilmente i vinipiù corposi e morbidi. Proprio queste due caratteristiche rendono il Negroamaro del Salento uno dei vini rossi pugliesi più venduti al mondo. Spesso questo vitigno è usato in purezza. Unito a vitigni come la Malvasia Nera, dà origine ad importanti denominazioni come la Salice Salentino DOC e la DOC Leverano.
Quali sono le proprietà organolettiche del Negroamaro del Salento? Come già anticipato, il nome dichiara subito l'intenso colore rosso rubino del vino, talmente intenso da sembrare nero. I profumi sono marcatamente fruttati, si sentono punte di more e frutta rossa, di gelso e perfino di tabacco. Di gusto intenso e persistente, l'impatto al palato è molto vellutato. Il Negroamaro è perfetto con i piatti della tradizione salentina, le sagne ‘ncannulate, i “pezzetti” di cavallo al sugo, i turcinieddhri (involtini di agnello o capretto) alla brace, ma anche con i primi di pesce e i frutti di mare.
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La Malvasia Nera del Salento
Originario del Peloponneso, in tempi remoti la Malvasia Nera raggiunse la Magna Grecia e mise radici profonde nel Salento, intorno a Brindisi e Lecce. I molti vitigni denominati Malvasia hanno spesso in comune soltanto il nome Monemvasia, quello della città peloponnesiaca infatti, che significa "porto ad una sola entrata". Per assonanza con il nome greco, l'uva fu ribattezzata dai Veneziani "Malvasia". Solitamente la Malvasia Nera salentina non viene vinificata in purezza, bensì con vitigni di Primitivo e Negroamaro. Nel primo caso l'unione regala la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco DOC, mentre nel secondo sono prodotte diverse denominazionidi qualità come la Brindisi DOC, la Copertino DOC, la Gioia del Colle DOC o la Lizzano DOC.
Quali sono le caratteristiche organolettiche della Malvasia Nera? Si tratta di un vino secco corposo e coinvolgente che da un rosso rubino intenso offre sfumature quasi viola. Il profumo è avvolgente e molto fruttato; da lontano sembrano giungere sentori di frutti rossi e ortica. Al palato è un rosso equilibrato, caldo e avvolgente. Fermo e molto versatile, la Malvasia Nera è ideale per diversi abbinamenti come ad esempio risotti e zuppe, ma anche carni bianche, arrosti e formaggi stagionati.
